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2Samuele 22, 25-33

25 E il SIGNORE mi ha ricompensato secondo la mia giustizia; secondo la mia purezza davanti ai Suoi occhi. 26 Al fedele Tu ti mostri fedele, al senza colpa Ti mostri senza colpa; 27 al puro Tu ti mostri puro, ma a chi devia Tu ti mostri distorto. 28 Tu salvi gli umili, ma i Tuoi occhi sono sui superbi per portarli in basso. 29 Tu SIGNORE sei la mia lampada; l’ETERNO cambia la mia tenebra in luce. 30 Con il tuo aiuto posso avanzare contro un esercito; con il mio DIO posso scavalcare le mura. 31 [È] il DIO la cui Via è perfetta; La parola del SIGNORE è provata [a]; È uno scudo per tutti coloro che hanno fiducia in Lui. 32 Infatti chi è Dio all’infuori del SIGNORE? E chi è una Roccaforte eccetto il nostro DIO? 33 È DIO che mi munisce di forza e mantiene la mia via sicura.


[Nota a] Un’altra traduzione puotrebbe essere “purificata nel fuoco


COMMENTO:

v. 25 Il SIGNORE è sempre giusto, così come la vita è sempre giusta, ricompensa sempre secondo le nostre azioni buone o cattive. Queste azioni sono quelle che emanano del bene o del male nel Creato, così la natura di DIO si dimostra sempre imparziale nel lungo periodo. A volte può sembrare ai nostri occhi che qualcosa è davvero ingiusto, ma con il tempo e con la fede poi le risposte inevitabilmente arrivano e si comprende davvero che l’unico fattore che può influenzare il Giudizio è la purezza (“la mia purezza davanti ai Suoi occhi”). Si può peccare per dimenticanza o per errore, e si può peccare con premeditazione e coscienza e naturalmente questi diversi tipi di peccato “pesano” sulla bilancia di DIO in maniera molto diversa.

v. 26 Con queste parole si rivelano i principi del rapporto tra DIO e l’uomo. Tutto avviene secondo la giustizia, perchè tutto resta sempre in equilibrio nel Creato. Anche Gesù ha nella predica sul monte chiarisce che il giudizio è un compito assegnato solo a DIO: “Non giudicate, affinché non siate giudicati perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. (Matteo 7, 1-2).

v. 27 È facile dire che se un uomo è puro verso DIO, allora il SIGNORE sarà puro verso di lui. Ma non si può dire che se un uomo è malvagio verso DIO, allora DIO sarà malvagio verso di lui, perché il CREATORE non è malvagio e non può fare nulla di ingiusto. Il versetto chiarisce utilizzando il verbo “distorto” (il cui significato di radice ebraica è “contorto”), che chi non è diritto, e non cammina in maniera retta, non può vedere chiaramente DIO, la Sua potenza e i Suoi favori, perchè alla sua vista il CREATORE si “mostra” confuso, distorto.

v. 28 L’umiltà è la chiave che apre le porte del perdono di DIO, e come diceva il Mestro Agostino d’Ippona “È stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.”
In questo versetto sull’umiltà Davide proclama la sua fiducia nel principio ripetuto nei Proverbi 3, 34, Giacomo 4, 6 e 1 Pietro 5, 5 ovvero che DIO respinge i superbi, ma accoglie gli umili. Sembra così che la vera umiltà suscita la grazia e la misericordia di DIO, mentre l’orgoglio e l’arroganza suscitano il suo dispiacere ed allontanamento. Ma questa umiltà non significa avere una reputazione bassa di se stessi, ma mettere da parte se stessi, concentrarsi nel dare e non essere interessati al ricevere.

v. 29 DIO è portatore di luce nella vita di chi crede. Anche la grande forza di Davide e la sua abilità non possono niente se non oprerano nella luce. Nelle difficoltà, così come anche durante le battaglie del Re d’Israele, se non si riesce a vedere la luce non ci si può aspettare di uscire da vincitore dalla lotta.

vv. 30-33 DIO concede forza e riparo per i credenti. Un uomo non è in grado di avanzare contro un esercito, né riesce a scavalcare le mura che proteggono una città fortificata, ma a chi confida nel SIGNORE e nella Sua potenza, DIO concede favori soprannaturali. La storia è piena di esempi di uomini e di donne che hanno testimoniato di quanto la fede è riuscita ad elevarli in alto, e anche la fede di Davide è stata l’anello di congiunzione nel legame tra lui e DIO permettendogli di ricevere una protezione particolare.

 

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