L’oro viene purificato nel fuoco: Perchè il giusto soffre

4 Accetta tutto quello che ti succede, nei periodi di umiliazione sii paziente, 5 perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore.

Bibbia, Libro del Siracide Capitolo 2, 4-5

“Perché i giusti soffrono?”. Questa domanda esistenziale è vecchia quanto il tempo. C’è solo un posto in cui si può trovare una risposta, e questo è nella Bibbia. Non è necessario studiare a lungo le Sacre Scritture per capire perché i peccatori incontrano inversioni e angosce, il loro dolore è il risultato dei loro peccati e del loro allontanamento da DIO, ovvero dall’Amore. Ma perché allora soffrono i credenti?

La Scrittura insegna che molti credenti soffrono in modo tale che possano avere comunione con altri che sono in afflizione. Solo coloro che hanno conosciuto il dolore e la sofferenza possono avere empatia con coloro che sono afflitti, la Parola di DIO insegna che le persone giuste soffrono per poter glorificare meglio DIO nelle loro vite, la tristezza scava dentro l’Anima del credente semplicemente per generare lo spazio necessario che permetta alla felicità di germogliare.
DIO sta insegnando loro le lezioni attraverso questa sofferenza che genera meditazione e preghiera, due facoltà Spirituali necessarie per l’ascetismo del credente.

Prendendo insegnamenti dal Libro di Giobbe si comprende che il credente è impossibilitato a poter stabilire da solo la misura di ciò che è giusto o sbagliato, questo è compito esclusivo di DIO, solo il Creatore di ogni realtà può fare questo. Dobbiamo quindi esaminare la questione nella nostra mente e nel nostro cuore, che ci piaccia o meno, qualunque cosa fa DIO è, per definizione, giusto e la cosa migliore per noi. DIO è il PADRE, e il padre non può compiacersi del male del figlio, ogni cosa, anche la più brutta viene per il bene ultimo del credente, e sempre, se si avrà la pazienza e l’umiltà d’Animo si arriverà a comprendere il bene anche nella sventura e nelle situazioni di sofferenza.
Una volta consolidata la fede, si potrà essere liberi di cercare i modi di trarre profitto spirituale dalle sofferenze della vita oltre che dalle gioie.

 

6 Ora se siamo afflitti, ciò è per la vostra consolazione e salvezza, se siamo consolati, ciò è per la vostra consolazione e salvezza, che operano efficacemente nel sostenere le medesime sofferenze che patiamo anche noi.
7 La nostra speranza a vostro riguardo è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, cosí sarete anche partecipi della consolazione.

(Seconda Lettera ai Corinzi Capitolo 1, 6-7)

 

Tutti attraversano nella vita prove e difficoltà, e molti si chiedono se è a causa di qualche peccato commesso, o se DIO è adirato per qualche motivo. Alcuni si interrogano persino se DIO avesse abbandonato o dimenticato il Suo Popolo, ma da un punto di vista Teologico, sappiamo che il SIGNORE ha promesso di non abbandonare mai il credente, e anche quando i peccati vengono commessi, ancora Egli tratta come figli i Suoi consacrati.

Altri insistono sul fatto che DIO è troppo buono per permettere ai giusti di soffrire senza una giusta causa. Credono che i fedeli soffrano solo se commettono qualche peccato o in qualche modo aprono le porte al male. Ma la Bibbia è chiara anche in questo, DIO permette anche ai retti di soffrire, così come Gesù ha sofferto, ed è proprio questo l’esempio per eccellenza di sofferenza (1 Pietro 2: 20-23).
Ma è anche vero che molte persone soffrono a causa di errori personali, quindi il discernimento del credente (lo scegliere meticolosamente tra due strade) anche in questo caso diventa precetto fondamentale di fede e di crescita. La Bibbia esamina chiaramente tale possibilità, Giobbe era un uomo giusto e retto che non soffriva per colpa sua diretta, ma solo perché il male voleva fargli rinnegare DIO, e lo stesso Creatore glielo permetteva, non per correzione ma per dare compimento ad un fine più alto e al Patriarca inizialmente nascosto: Voleva provare al male quanto forte e salda fosse la condotta di un vero credente come Giobbe.
Quindi la domanda importante non è “se” i giusti soffrono, ma “perché”.

Giobbe 23, 10 Poiché Egli conosce la mia condotta, se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco.

Perchè i giusti soffrono?

Sebbene DIO sia interessato al benessere terreno degli uomini e delle donne, Egli è molto più preoccupato per il benessere celeste delle creature, quello eterno. Il suo più grande atto d’amore era offrire la salvezza agli uomini, e non necessariamente la salute, la ricchezza o l’onore (che comunque possono anche questi essere beni elargiti da DIO). In ambito Cristiano questo spiegherebbe il perché Egli ha permesso agli apostoli e ai primi cristiani di essere martirizzati e di subire tali persecuzioni e perdite. Da una prospettiva terrena, sembrerebbe che DIO li abbia abbandonati, ma da una prospettiva eterna, essi sono stati salvati in Paradiso al cospetto del loro SIGNORE, e quindi certamente una posizione molto migliore rispetto ad un’alta posizione terrena (Filippesi 1:21). DIO ha una visione molto diversa su questa vita rispetto alla nostra (Isaia 55, 8-9), molto di ciò che chiamiamo sofferenza non è lo stesso dagli Occhi di DIO.

 

8 “Infatti i Miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le Mie Vie”, dice il SIGNORE.
9 “Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le Mie Vie più alte delle vostre vie, e i Miei pensieri più alti dei vostri pensieri.

(Bibbia Libro di Isaia Capitolo 55, 8-9)

 

La Bibbia dice che Giobbe era retto e completo nella Fede, tuttavia non era perfetto nel senso di essere senza peccato davanti a DIO, ma piuttosto di impeccabile condotta davanti agli uomini. DIO, attraverso la sofferenza di Giobbe, ha esposto a lui un sacco di orgoglio e di autosufficienza che era nascosto nel suo cuore (Giobbe 42: 3-6). Sebbene questa non fosse la causa diretta della miseria di Giobbe, DIO usò le sue difficoltà per renderlo una persona migliore (Giobbe 42: 10,12). È un fatto che si riscontra anche nel Nuovo Testamento: DIO usa prove ardenti per purificare i Credenti (Giacomo 1: 2-4; 1 Pietro 1: 6,7).

 

3 Chi è colui che, senza aver scienza, può oscurare il Tuo consiglio? Ho esposto dunque senza discernimento cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
4 “Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e Tu istruiscimi”.
5 Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono.
6 Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

(Bibbia, Libro di Giobbe Capitolo 42, 3-6)

 

La Terra è attualmente sottoposta alla maledizione di DIO (Genesi 3:17) a causa della ribellione di Adamo ed Eva (l’uomo e la donna) contro la Legge del CREATORE.

Sace Scritture aperte di fronte al Muro del Pianto (Western Wall), Gerusalemme

Questa “schiavitù della corruzione”, che fa sì che “tutta la creazione geme ed è in travaglio” (Romani 8:21,22), è universale, e tocca tutti: uomini, donne e bambini, di ogni Nazione e razza. DIO non creò il Mondo così, e la Promessa è che un giorno rimetterà a posto ogni cosa (Era Messianica). In quel giorno DIO “asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:4).
Tuttavia prima della venuta di questa Era promessa, il SIGNORE ci concede talvolta un anticipo di questa redenzione finale, esaudendo le preghiere dei credenti e liberandoli dai dolori, dalle malattie e da tutte le altre sofferenze.

 


“Il Giudice di tutta la terra non farà forse giustizia?”

(Genesi 18:25).

 

“La cosa creata dirà mai a Colui che la creò: “Perché mi hai fatto così?”

(Romani 9:20).


 

La magnifica storia del fabbro:

 

Si racconta di un fabbro che, dopo una gioventù piena di vizi, decise di dare una svolta alla sua inutile esistenza: DIO divenne l’unico punto di riferimento della sua vita.

Durante molti anni lavorò con onesta, correttezza, praticò il bene e il senso del dovere, però, malgrado tutta questa sua dedizione, sembrava che nulla andasse bene nella sua vita, al contrario, i suoi problemi e i suoi debiti crescevano di giorno in giorno.

Una bellissima sera, un amico che era andato a trovarlo, e che provava compassione per questa sua situazione difficile, gli disse: “E’ realmente una cosa molto strana che, dopo aver deciso di cambiare la tua vita e diventare un uomo timorato di DIO, la tua vita abbia cominciato a peggiorare. Non voglio diminuire la tua speranza, però, nonostante la tua fede in DIO, non hai migliorato in niente la tua vita”.
Il fabbro non rispose subito, aveva riflettuto queste cose parecchie volte, senza capire quello che stava succedendo nella sua vita, però, siccome voleva dare una risposta al suo amico, cominciò a parlare, e finì per trovare la spiegazione che cercava.

Ecco cosa disse il fabbro: “In questa officina io ricevo il ferro prima di essere lavorato e devo trasformarlo in spade.
Sai tu come si fanno le spade?
Prima si scalda il ferro ad una caloria infernale fin che non diventa di un rosso vivo, subito dopo, senza nessuna pietà, prendo la mazza più pesante che ho e comincio a martellarlo parecchie volte finché il pezzo non prende la forma desiderata subito dopo lo immergo dentro un secchio pieno di acqua fredda, e tutta l’officina si riempie di rumore e di vapore, perché il pezzo molto caldo immerso nell’acqua fredda scoppietta a causa del violento cambiamento di temperatura.
E devo ripetere questa operazione parecchie volte se voglio ottenere una spada perfetta, una sola volta non è sufficiente!”

Il fabbro fece una lunga pausa e poi proseguì: “A volte il ferro che ho tra le mie mani non sopporta questo trattamento. Il calore, le martellate e l’acqua fredda lo riempiono di screpolature. Ed è in questo momento che mi rendo conto che mai si trasformerà in una bella lama di spada ed è allora che lo butto in una montagna di ferri vecchi che tu vedi all’ingresso della mia officina”.

Fece un’altra pausa e il fabbro così terminò: “So che DIO mi sta mettendo nel fuoco della sofferenza.
Accetto le martellate che la vita mi dà, e a volte mi sento tanto freddo e insensibile come l’acqua che fa soffrire l’acciaio.
Però, l’unica cosa che penso è: DIO mio, non smettere, fintanto che non riesco a prendere la forma che ti aspetti da me.
Fammela prendere nella maniera che ti sembra migliore, impiegaci tutto il tempo che vuoi, però per favore, non mi buttare mai nel mucchio dei ferri vecchi che non servono a niente!”

 

Passaggi Biblici correlati:

 

Sal 11(12), 7-8
7 Le Parole del SIGNORE sono pure, come argento purificato nel crogiuolo, come oro raffinato nel fuoco sette volte. 8 Tu, o SIGNORE, custodirai i bisognosi, ci guarderai dalla gente iniqua per sempre.

 

Isaiah 48: 9-11

9 Per il mio Nome rinvierò il mio sdegno, per il mio onore lo frenerò a tuo riguardo, per non annientarti. 10 Ecco, ti ho purificato per me come argento, ti ho provato nel crogiuolo dell’afflizione. 11 Per riguardo a Me, per riguardo a Me lo faccio; come potrei lasciar profanare il mio Nome? Non cederò ad altri la mia gloria.

 

Sapienza 3, 4-7

4 Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. 5 Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché DIO li ha provati
e li ha trovati degni di Sé: 6 li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.
7 Nel giorno del loro giudizio risplenderanno;
come scintille nella stoppia, correranno qua e là.

 

Giuditta 8, 27

“Certo, come ha passato al crogiuolo costoro non altrimenti che per saggiare il loro cuore, così ora non vuol far vendetta di noi, ma è a fine di correzione che il SIGNORE castiga coloro che gli stanno vicino”.

 

Proverbi 17:3

Il crogiolo è per l’argento e la fornace per l’oro, ma chi prova i cuori è il SIGNORE.

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