Cos’è il DDL Zan: dettagli, legge e attrito con il Vaticano

L’Italia va verso la sua prima legge sui crimini d’odio contro le persone LGBT, cercando di approvare una legge che punisca la discriminazione e i crimini di odio contro le persone LGBT. Ma la legge scritta dal deputato e attivista Alessandro Zan, esponente del PD in ​​Italia,sta creando non poche tenzioni tra Stato e Chiesa, e in questo articolo si cercherà di fare chiarezza in merito a queste questioni.

Cos’è il DDL Zan

In poche parole quello che il DDL Zan vuole permettere è ampliare le tutele in favore di coloro che sono più soggetti ad episodi di violenza, discriminazione (anche sul lavoro) e aggressioni: omosessuali, transessuali, donne, ma anche disabili, e ciò estendendo la portata normativa della Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205) che sanziona “frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali”.

Il DDL Zan vuole ampliare le tutele in favore di coloro che sono più soggetti ad episodi di violenza, discriminazione (anche sul lavoro) e aggressioni: omosessuali, donne e disabili, e ciò estendendo la portata normativa della Legge Mancino del 1993.

Il DDL Zan raccoglie cinque proposte di legge abbozzate negli anni, e comprende anche il reato di misoginia, ovvero l’odio contro le donne. Attualmente l’Italia punisce i crimini di odio per motivi razziali, etnici e religiosi, nonché le azioni e gli slogan neonazisti e neofascisti, ma con la nuova legge, coloro che discriminano le persone omosessuali e transgender sarebbero puniti con la reclusione fino a quattro anni, e in generale sarà punita qualsiasi discriminazione basata sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere, nonché la violenza di genere.

“Oggi abbiamo una maggioranza ferma e decisa in parlamento impegnata ad approvare questa legge, consapevoli che in Italia ci sono gravi problemi di discriminazione e razzismo nei confronti delle persone omosessuali e transessuali”, questo ha dichiarato il deputato Alessandro Zan.

Durante gli scorsi 25 anni sono stati fatti diversi tentativi per creare una legge che punisse gli atti di omofobia e transfobia, e spesso tra i maggiori oppositori c’è stata la Conferenza episcopale italiana (CEI). “Un’analisi obiettiva delle norme a tutela delle persone nel nostro ordinamento porta alla conclusione che esistono già criteri sufficienti per prevenire e reprimere qualsiasi comportamento violento o intollerante”, questo ha scritto di recente in una nota dell’istituzione religiosa, sottolineando che non c’è bisogno per una legge contro l’omofobia. Nello specifico c’è il timore che questa legge possa limitare la libertà di espressione.

Perchè il Vaticano teme il DDL Zan

La protesta ufficiale del Vaticano riguarda il possibile rischio di violazione di due punti del Concordato da parte di questa legge che dovrebbe essere presto discussa al Senato. Il primo riguarda il rischio della libertà di espressione, anche se lo stesso articolo quattro della legge nega questo rischio, mentre il secondo mette a rischio la linea e i programmi educativi delle scuole cattoliche private e soprattutto parificate.

In questo modo le scuole, anche quelle cattoliche, dovrebbero adeguarsi a fare educazione contro l’omotransfobia, promuovere l’inclusione e combattere i pregiudizi. Eppure la Chiesa sembra aver paura di affrontare questo argomento, escludendo la possibilità che nel luogo dove si formano i cittadini e credenti del domani, se ne parli.

Ma la Chiesa se a parole condanna aggressioni e violenze, sembra non voler ufficialmente riconosce le persone LGBT dimostrandosi un’istituzione ancora ferma ai tempi di Sodoma e Gomorra nell’affrontare la complessità delle identità sessuali non conformi.

I conflitti interni della Santa Sede

Anche a causa di questo argomento crescono i conflitti interni all’interno della Santa Sede, da una parte la CEI che ha la benedizione del cardinale Ruini dall’altra lo stesso monsignor Gallagher, considerato troppo morbido e troppo vicino a Di Maio (movimento populista 5-stelle) e soprattutto uomo di fiducia di Bergoglio. Come se la protesta al DDL Zan fosse un dispetto all’operato e alla direzione di “riforma” in corso dal Papa, e che Bergoglio non sia amato dalla Curia romana è ormai noto da tempo. L’operato del pontefice è anche in contrasto con gran parte del clero tedesco, tanto che si parla addirittura di scisma, e con i vescovi americani che portano avanti ogni giorno la crociata contro l’aborto, soprattutto ora con Biden presidente.

In Germania sembrano avere le idee chiare, “aggiornare” la dottrina su morale, celibato, sesso, donne e famiglia, cercando di riconquistare la fiducia dei cattolici tedeschi feriti dalla piaga della pedofilia, e per questa mancata modernità il clero tedesco è deluso, dalla mancata apertura di Bergoglio a tali tematiche. Ciò ha portato il cardinale Walter Brandmuller, presidente emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in una recente intervista a Franca Giansoldati, per “Il Messaggero”, a parlare di un probabile scisma.

Bibbia e omosessualità

Sì, in verità la Bibbia delle Vecchie Alleanze dichiara:

“Non giacerai con un maschio come con una donna; è un abominio”.
(Capitolo 18 versetto 22)
“Se un uomo giace con un maschio come con una donna, entrambi hanno commesso un abominio; saranno certamente messi a morte; il loro sangue è su di loro”.
(Capitolo 20 versetto 13)

I capitoli 18 e 20 del Levitico fanno parte del codice di Santità ed elencano le forme proibite di rapporto sessuale, e questi due versetti sono stati storicamente interpretati da Ebrei e Cristiani come chiari divieti contro gli atti omosessuali in generale, epure le interpretazioni più recenti si concentrano sul contesto del passaggio come parte del Codice di Santità, un codice di purezza destinato a distinguere il comportamento degli israeliti dai cananei politeisti. Una di queste interpretazioni è di Janet Edmonds, che afferma:

“Per interpretare questi passaggi del Levitico, è importante sapere che questo libro della Bibbia si concentra sulla purezza rituale per gli israeliti, e sulla definizione di linee guida per gli israeliti per distinguersi dai loro vicini pagani, gli egiziani e i cananei, che vivevano nelle terre prima che fossero colonizzate dagli ebrei. Questo è dimostrato nei capitoli 18 e 20 del Levitico da tre specifici passaggi scritturali (Levitico 18, 2-3 ; 18, 24 & 20, 23) che affermano che gli israeliti non dovrebbero mai fare ciò che fecero gli egiziani e i cananei.”

Le analisi di Saul Olyan, professore di studi religiosi e direttore del programma di studi giudaici alla Brown University, K. Renato Lings e altri si concentrano sulle ambiguità incorporate nell’originale ebraico, sostenendo che queste ambiguità potrebbero non proibire tutte le espressioni erotiche tra uomini, ma piuttosto proibire l’incesto tra membri maschi della famiglia. Essi sostengono che i traduttori inglesi del Levitico hanno aggiunto al testo originale per compensare le lacune percepite nel testo biblico; ma in tal modo hanno alterato il significato del verso. Levitico 18, 22 recita:

“w’eth-zäkhār lö’ tiškav miškevē ‘iššâ” (originale ebraico)
“E con un maschio non giacerai il giaciglio (miškevē) di una donna”. (Traduzione letterale, cioè equivalenza formale, offerta da Olyan)
“Non giacerai con un maschio come con una donna” (NRSV)

Lings sostiene che l’inclusione di preposizioni non presenti nel testo originale e la traduzione di miškevē del Levitico, altrimenti non attestata, nel contesto della Genesi (cioè miškevē si trova solo in Levitico 18, 22 & 20, 13 e Genesi 49, 4) è cruciale per illuminare la connotazione incestuosa del passaggio, e la traduzione di miškevē alla luce della Genesi risulta nel testo di Levitico 18 & 20 diventando più coesa.

Conclusioni

Si potrebbero scrivere fiumi di parole in merito a questo delicato argomento, ma per ora l’intenzione di questo articolo rimane semplicemente quella di ricordare che noi uomini non possiamo e non dobbiamo giudicare nessuno, se non noi stessi. Siamo tutti troppo colpevoli di crimini molto più grandi di quello riportato nel Libro del Levitico ai capitoli 18 e 20, e questi gravi peccati sono diretti contro l’umanità (inquinamento, fame nel Mondo, guerre, ecc) e quindi non possiamo “scagliare la pietra” contro nessuno. Siamo tutti responsabili e condannabili, anche i giusti, e questo per il solo fatto che ancora non siamo riusciti ad estirpare i veri mali che straziano la nostra società, e tra questi non ci sono quelli in merito l’indirizzamento sessuale. Ricordiamoci più spesso che non abbiamo nessun titolo per puntare il dito contro nessuno, se non verso noi stessi, non come critica fine a se stessa, ma come monito per migliorarci. Amen, possa IDDIO sempre guidarci al bene.

 

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