Ascolta il post in Audio
Getting your Trinity Audio player ready...

Tabella dei Contenuti

Introduzione

La narrazione di Bel e il drago è un racconto che è stato incorporato da gran parte del canone Cristiano (Cattolico e Ortodosso su tutti) nel Libro Biblico del profeta Daniele (ovvero il capitolo 14). Il testo originale della Settanta in greco sopravvive in un unico manoscritto chiamato il Codex Chisianus. Questo capitolo, insieme al capitolo 13 (chiamato “Susanna”) è considerato deuterocanonico (“appartenenti al secondo canone”). Il Testo era sconosciuto al primo giudaismo rabbinico e, sebbene sia considerato canonico sia dai cattolici che dai cristiani ortodossi orientali, è considerato non canonico dalla maggior parte dei protestanti e si trova quindi negli Apocrifi. Tuttavia, la storia è citata dal famoso rabbino Israel ben Moses Najara.

Daniele Capitolo 14

La narrazione di Bel è quindi per alcuni canoni il Capitolo 14 di Daniele. Il capitolo secondo molti studiosi contiene un’unica storia che potrebbe aver rappresentato in precedenza tre narrazioni separate:

  1. Bel 14:1–22 che ridicolizza l’ adorazione degli idoli
  2. Il Drago 14:23–30 un drago che i babilonesi veneravano e che il profeta sconfisse
  3. La fossa dei leoni 14:31–42 in cui Daniele gettato nella fossa dei leoni riesce ad uscirne illeso.

Testo Completo

 

Versetto Greco Translitterazione Traduzione Letterale Italiana dal Greco Traduzione ASH Italiana
1 καὶ ὁ βασιλεὺς Ἀστυάγης προσετέθη πρὸς τοὺς πατέρας αὐτοῦ καὶ παρέλαβεν Κῦρος ὁ Πέρσης τὴν βασιλείαν αὐτοῦ Kai ho basileus Astyagēs prosetethē pros tous pateras autou kai parelaben Kyros ho Persēs tēn basileian autou. E il re Astiage fu aggiunto ai suoi padri, e Ciro il Persiano ricevette il suo regno. Il re Astiage si riunì ai suoi padri, e Ciro il Persiano gli succedette nel regno.
2 καὶ ἦν Δανιηλ συμβιωτὴς τοῦ βασιλέως καὶ ἔνδοξος ὑπὲρ πάντας τοὺς φίλους αὐτοῦ Kai ēn Daniēl symbiōtēs tou basileōs kai endoxos hyper pantas tous philous autou. E Daniele era compagno di vita del re ed era glorioso sopra tutti i suoi amici. Daniele viveva accanto al re ed era il più onorato di tutti i suoi amici.
3 καὶ ἦν εἴδωλον τοῖς Βαβυλωνίοις ᾧ ὄνομα Βηλ καὶ ἐδαπανῶντο εἰς αὐτὸν ἑκάστης ἡμέρας σεμιδάλεως ἀρτάβαι δώδεκα καὶ πρόβατα τεσσαράκοντα καὶ οἴνου μετρηταὶ ἕξ Kai ēn eidōlon tois Babylōniois hō onoma Bēl kai edapanōnto eis auton hekastēs hēmeras semidaleōs artabai dōdeka kai probata tessarakonta kai oinou metrētai hex. E vi era presso i Babilonesi un idolo, al quale era nome Bel; e venivano spesi per lui ogni giorno dodici artabe di fior di farina, quaranta pecore e sei misure di vino. I Babilonesi avevano un idolo chiamato Bel, al quale offrivano ogni giorno dodici sacchi di fior di farina, quaranta pecore e sei barili di vino.
4 καὶ ὁ βασιλεὺς ἐσέβετο αὐτὸν καὶ ἐπορεύετο καθ᾽ ἑκάστην ἡμέραν προσκυνεῖν αὐτῷ Δανιηλ δὲ προσεκύνει τῷ θεῷ αὐτοῦ Kai ho basileus esebeto auton kai eporeueto kath’ hekastēn hēmeran proskynein autō; Daniēl de prosekynē tō theō autou. E il re lo venerava e andava ogni giorno ad adorarlo; ma Daniele adorava il suo DIO. Anche il re venerava questo idolo e andava ogni giorno ad adorarlo; Daniele però adorava il suo DIO.
5 καὶ εἶπεν αὐτῷ ὁ βασιλεύς διὰ τί οὐ προσκυνεῖς τῷ Βηλ ὁ δὲ εἶπεν ὅτι οὐ σέβομαι εἴδωλα χειροποίητα ἀλλὰ τὸν ζῶντα θεὸν τὸν κτίσαντα τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν καὶ ἔχοντα πάσης σαρκὸς κυριείαν Kai eipen autō ho basileus: Dia ti ou proskyneis tō Bēl? Ho de eipen: Hoti ou sebomai eidōla cheiropoiēta, alla ton zōnta theon ton ktisanta ton ouranon kai tēn gēn kai echonta pasēs sarkos kyrieian. E il re gli disse: Perché non adori Bel? Egli disse: Perché non venero idoli fatti da mani, ma il DIO vivente, che ha creato il cielo e la terra e ha signoria su ogni carne. Il re disse a Daniele: Perché non adori Bel? Daniele rispose: Io non adoro idoli fatti da mani d’uomo, ma il DIO vivente che ha creato il cielo e la terra e domina su ogni essere vivente.
6 καὶ εἶπεν αὐτῷ ὁ βασιλεύς οὐ δοκεῖ σοι Βηλ εἶναι ζῶν θεός ἦ οὐχ ὁρᾷς ὅσα ἐσθίει καὶ πίνει καθ᾽ ἑκάστην ἡμέραν Kai eipen autō ho basileus: Ou dokei soi Bēl einai zōn theos? Ē ouch horas hosa esthiei kai pinei kath’ hekastēn hēmeran? E il re gli disse: Non ti sembra che Bel sia un DIO vivente? O non vedi quanto mangia e beve ogni giorno? Il re aggiunse: Non credi che Bel sia un DIO vivente? Non vedi quanto mangia e beve ogni giorno?
7 καὶ εἶπεν Δανιηλ γελάσας μὴ πλανῶ βασιλεῦ οὗτος γὰρ ἔσωθεν μέν ἐστι πηλὸς ἔξωθεν δὲ χαλκὸς καὶ οὐ βέβρωκεν οὐδὲ πέπωκεν πώποτε Kai eipen Daniēl gelasas: Mē planō, basileu; houtos gar esōthen men esti pēlos, exōthen de chalkos, kai ou bebrōken oude pepōken pōpote. E Daniele disse ridendo: Non ingannarti, o re; questo infatti dentro è argilla e fuori bronzo, e non ha mai mangiato né bevuto. Daniele rispose ridendo: Non ingannarti, o re; quell’idolo dentro è argilla e fuori è bronzo, e non ha mai mangiato né bevuto.
8 καὶ θυμωθεὶς ὁ βασιλεὺς ἐκάλεσεν τοὺς ἱερεῖς αὐτοῦ καὶ εἶπεν αὐτοῖς ἐὰν μὴ εἴπητέ μοι τίς ὁ κατέσθων τὴν δαπάνην ταύτην ἀποθανεῖσθε ἐὰν δὲ δείξητε ὅτι Βηλ κατεσθίει αὐτά ἀποθανεῖται Δανιηλ ὅτι ἐβλασφήμησεν εἰς τὸν Βηλ Kai thymōtheis ho basileus ekalesen tous hiereis autou kai eipen autois: Ean mē eipēte moi tis ho katesthōn tēn dapanēn tautēn, apothaneisthe; ean de deixēte hoti Bēl katesthiei auta, apothaneitai Daniēl, hoti eblasphēmēsen eis ton Bēl. E adiratosi il re chiamò i suoi sacerdoti e disse loro: Se non mi dite chi è colui che divora questa spesa, morirete; ma se mostrerete che Bel divora queste cose, morirà Daniele, perché ha bestemmiato contro Bel. Il re si indignò, convocò i sacerdoti di Bel e disse: Se non mi dite chi consuma tutto questo cibo, morirete; ma se proverete che è Bel a mangiarlo, morirà Daniele, perché ha insultato Bel.
9 καὶ εἶπεν Δανιηλ τῷ βασιλεῖ γινέσθω κατὰ τὸ ῥῆμά σου καὶ ἦσαν ἱερεῖς τοῦ Βηλ ἑβδομήκοντα ἐκτὸς γυναικῶν καὶ τέκνων Kai eipen Daniēl tō basilei: Ginesthō kata to rhēma sou. Kai ēsan hiereis tou Bēl hebdomēkonta ektos gynaikōn kai teknōn. E Daniele disse al re: Avvenga secondo la tua parola. E i sacerdoti di Bel erano settanta, senza donne e figli. Daniele disse al re: Sia fatto come hai detto. I sacerdoti di Bel erano settanta, senza contare le mogli e i figli.
10 καὶ ἦλθεν ὁ βασιλεὺς μετὰ Δανιηλ εἰς τὸν οἶκον τοῦ Βηλ Kai ēlthen ho basileus meta Daniēl eis ton oikon tou Bēl. E il re venne con Daniele nella casa di Bel. Il re si recò con Daniele al tempio di Bel.
11 καὶ εἶπαν οἱ ἱερεῖς τοῦ Βηλ ἰδοὺ ἡμεῖς ἀποτρέχομεν ἔξω σὺ δέ βασιλεῦ παράθες τὰ βρώματα καὶ τὸν οἶνον κεράσας θὲς καὶ ἀπόκλεισον τὴν θύραν καὶ σφράγισον τῷ δακτυλίῳ σου καὶ ἐλθὼν πρωὶ ἐὰν μὴ εὕρῃς πάντα βεβρωμένα ὑπὸ τοῦ Βηλ ἀποθανούμεθα ἢ Δανιηλ ὁ ψευδόμενος καθ᾽ ἡμῶν Kai eipan hoi hiereis tou Bēl: Idou hēmeis apotrechomen exō; sy de, basileu, parathes ta brōmata kai ton oinon kerasas thes, kai apokleison tēn thyran kai sphragison tō daktyliō sou; kai elthōn prōi, ean mē heurēs panta bebrōmena hypo tou Bēl, apothanoumetha, ē Daniēl ho pseudomenos kath’ hēmōn. E dissero i sacerdoti di Bel: Ecco, noi corriamo fuori; ma tu, o re, poni i cibi, mesci il vino e ponilo, chiudi la porta e sigillala con il tuo anello; e venuto al mattino, se non troverai tutto mangiato da Bel, moriremo noi, oppure Daniele che mente contro di noi. I sacerdoti di Bel dissero: Ecco, noi usciamo; tu, o re, disponi i cibi, mesci il vino, chiudi la porta e sigillala con il tuo anello. Se domani mattina non troverai tutto mangiato da Bel, moriremo noi; altrimenti morirà Daniele, che ci ha calunniati.
12 αὐτοὶ δὲ κατεφρόνουν ὅτι πεποιήκεισαν ὑπὸ τὴν τράπεζαν κεκρυμμένην εἴσοδον καὶ δι᾽ αὐτῆς εἰσεπορεύοντο διόλου καὶ ἀνήλουν αὐτά Autoi de katephronoun hoti pepoiēkeisan hypo tēn trapezan kekrymmenēn eisodon kai di’ autēs eiseporeuonto diolou kai anēloun auta. Essi però disprezzavano la cosa, perché avevano fatto sotto la tavola un ingresso nascosto, e per mezzo di esso entravano continuamente e consumavano quelle cose. Essi però non se ne preoccuparono, perché avevano preparato sotto la tavola un passaggio segreto attraverso il quale entravano abitualmente e consumavano tutto.
13 καὶ ἐγένετο ὡς ἐξήλθοσαν ἐκεῖνοι καὶ ὁ βασιλεὺς παρέθηκεν τὰ βρώματα τῷ Βηλ Kai egeneto hōs exēlthosan ekeinoi kai ho basileus parethēken ta brōmata tō Bēl. E avvenne che, quando quelli uscirono, il re pose i cibi davanti a Bel. Dopo che essi furono usciti, il re fece porre i cibi davanti a Bel.
14 καὶ ἐπέταξεν Δανιηλ τοῖς παιδαρίοις αὐτοῦ καὶ ἤνεγκαν τέφραν καὶ κατέσησαν ὅλον τὸν ναὸν ἐνώπιον τοῦ βασιλέως μόνου καὶ ἐξελθόντες ἔκλεισαν τὴν θύραν καὶ ἐσφραγίσαντο ἐν τῷ δακτυλίῳ τοῦ βασιλέως καὶ ἀπῆλθον Kai epetaxen Daniēl tois paidariois autou kai ēnenkan tephran kai katesēsan holon ton naon enōpion tou basileōs monou; kai exelthontes ekleisan tēn thyran kai esphragisanto en tō daktyliō tou basileōs kai apēlthon. E Daniele comandò ai suoi servi, ed essi portarono cenere e la sparsero in tutto il tempio alla presenza del solo re; e usciti chiusero la porta, la sigillarono con l’anello del re e se ne andarono. Daniele ordinò ai servi di portare della cenere, e la sparsero su tutto il pavimento del tempio alla sola presenza del re; poi uscirono, chiusero la porta, la sigillarono con l’anello del re e se ne andarono.
15 οἱ δὲ ἱερεῖς ἦλθον τὴν νύκτα κατὰ τὸ ἔθος αὐτῶν καὶ αἱ γυναῖκες καὶ τὰ τέκνα αὐτῶν καὶ κατέφαγον πάντα καὶ ἐξέπιον Hoi de hiereis ēlthon tēn nykta kata to ethos autōn kai hai gynaikes kai ta tekna autōn kai katephagon panta kai exepion. Ma i sacerdoti vennero di notte secondo la loro abitudine, con le loro donne e i loro figli, e mangiarono tutto e bevvero tutto. I sacerdoti vennero di notte, secondo il loro costume, con le mogli e i figli, e mangiarono e bevvero tutto.
16 καὶ ὤρθρισεν ὁ βασιλεὺς τὸ πρωὶ καὶ Δανιηλ μετ᾽ αὐτοῦ Kai ōrthrisen ho basileus to prōi kai Daniēl met’ autou. E il re si alzò di buon mattino, e Daniele con lui. Di buon mattino il re si alzò, e Daniele con lui.
17 καὶ εἶπεν ὁ βασιλεύς σῷοι αἱ σφραγῖδες Δανιηλ ὁ δὲ εἶπεν σῷοι βασιλεῦ Kai eipen ho basileus: Sōoi hai sphragides, Daniēl? Ho de eipen: Sōoi, basileu. E il re disse: Sono salvi i sigilli, Daniele? Egli disse: Salvi, o re. Il re domandò: I sigilli sono intatti, Daniele? Egli rispose: Intatti, o re.
18 καὶ ἐγένετο ἅμα τῷ ἀνοῖξαι τὰς θύρας ἐπιβλέψας ὁ βασιλεὺς ἐπὶ τὴν τράπεζαν ἐβόησεν φωνῇ μεγάλῃ μέγας εἶ Βηλ καὶ οὐκ ἔστιν παρὰ σοὶ δόλος οὐδὲ εἷς Kai egeneto hama tō anoixai tas thyras, epiblepsas ho basileus epi tēn trapezan eboēsen phōnē megalē: Megas ei, Bēl, kai ouk estin para soi dolos oude heis. E avvenne che, appena aperte le porte, il re guardò verso la tavola e gridò a gran voce: Grande sei, Bel, e non c’è presso di te alcun inganno. Aperta la porta, il re guardò la tavola ed esclamò ad alta voce: Tu sei grande, Bel, e in te non c’è alcun inganno.
19 καὶ ἐγέλασεν Δανιηλ καὶ ἐκράτησεν τὸν βασιλέα τοῦ μὴ εἰσελθεῖν αὐτὸν ἔσω καὶ εἶπεν ἰδὲ δὴ τὸ ἔδαφος καὶ γνῶθι τίνος τὰ ἴχνη ταῦτα Kai egelasen Daniēl kai ekratēsen ton basilea tou mē eiselthein auton esō kai eipen: Ide dē to edaphos kai gnōthi tinos ta ichnē tauta. E Daniele rise e trattenne il re perché non entrasse dentro, e disse: Guarda dunque il pavimento e riconosci di chi sono queste orme. Daniele sorrise e trattenne il re perché non entrasse; poi disse: Guarda il pavimento e riconosci di chi sono quelle orme.
20 καὶ εἶπεν ὁ βασιλεύς ὁρῶ τὰ ἴχνη ἀνδρῶν καὶ γυναικῶν καὶ παιδίων Kai eipen ho basileus: Horō ta ichnē andrōn kai gynaikōn kai paidiōn. E il re disse: Vedo orme di uomini, di donne e di bambini. Il re disse: Vedo orme di uomini, di donne e di ragazzi.
21 καὶ ὀργισθεὶς ὁ βασιλεὺς τότε συνέλαβεν τοὺς ἱερεῖς καὶ τὰς γυναῖκας καὶ τὰ τέκνα αὐτῶν καὶ ἔδειξαν αὐτῷ τὰς κρυπτὰς θύρας δι᾽ ὧν εἰσεπορεύοντο καὶ ἐδαπάνων τὰ ἐπὶ τῇ τραπέζῃ Kai orgistheis ho basileus tote synelaben tous hiereis kai tas gynaikas kai ta tekna autōn kai edeixan autō tas kryptas thyras di’ hōn eiseporeuonto kai edapanōn ta epi tē trapezē. E allora il re, adiratosi, arrestò i sacerdoti, le loro donne e i loro figli; e gli mostrarono le porte nascoste attraverso le quali entravano e consumavano ciò che era sulla tavola. Allora il re, acceso d’ira, fece arrestare i sacerdoti con le mogli e i figli; gli furono mostrate le porte segrete attraverso le quali entravano e consumavano ciò che era sulla tavola.
22 καὶ ἀπέκτεινεν αὐτοὺς ὁ βασιλεὺς καὶ ἔδωκεν τὸν Βηλ ἔκδοτον τῷ Δανιηλ καὶ κατέστρεψεν αὐτὸν καὶ τὸ ἱερὸν αὐτοῦ Kai apekteinen autous ho basileus kai edōken ton Bēl ekdoton tō Daniēl kai katestrepsen auton kai to hieron autou. E il re li mise a morte, e consegnò Bel a Daniele, ed egli distrusse lui e il suo tempio. Il re li fece mettere a morte, consegnò Bel a Daniele, ed egli distrusse l’idolo e il suo tempio.
23 καὶ ἦν δράκων μέγας καὶ ἐσέβοντο αὐτὸν οἱ Βαβυλώνιοι Kai ēn drakōn megas kai esebonto auton hoi Babylōnioi. E vi era un grande drago, e i Babilonesi lo veneravano. Vi era un grande drago, e i Babilonesi lo veneravano.
24 καὶ εἶπεν ὁ βασιλεὺς τῷ Δανιηλ οὐ δύνασαι εἰπεῖν ὅτι οὐκ ἔστιν οὗτος θεὸς ζῶν καὶ προσκύνησον αὐτῷ Kai eipen ho basileus tō Daniēl: Ou dynasai eipein hoti ouk estin houtos theos zōn; kai proskynēson autō. E il re disse a Daniele: Non puoi dire che questo non è un DIO vivente; adoralo dunque. Il re disse a Daniele: Non potrai dire che questo non è un DIO vivente; adoralo dunque.
25 καὶ εἶπεν Δανιηλ κυρίῳ τῷ θεῷ μου προσκυνήσω ὅτι οὗτός ἐστιν θεὸς ζῶν σὺ δέ βασιλεῦ δός μοι ἐξουσίαν καὶ ἀποκτενῶ τὸν δράκοντα ἄνευ μαχαίρας καὶ ῥάβδου Kai eipen Daniēl: Kyriō tō theō mou proskynēsō, hoti houtos estin theos zōn; sy de, basileu, dos moi exousian kai apoktenō ton drakonta aneu machairas kai rhabdou. E Daniele disse: Io adorerò il Signore mio DIO, perché questi è DIO vivente; ma tu, o re, dammi autorità e ucciderò il drago senza spada e senza bastone. Daniele rispose: Io adoro il Signore mio DIO, perché Egli è il DIO vivente; ma tu, o re, dammi il permesso e ucciderò il drago senza spada e senza bastone.
26 καὶ εἶπεν ὁ βασιλεύς δίδωμί σοι Kai eipen ho basileus: Didōmi soi. E il re disse: Te lo do. Il re disse: Te lo permetto.
27 καὶ ἔλαβεν Δανιηλ πίσσαν καὶ στῆρ καὶ τρίχας καὶ ἥψησεν ἐπὶ τὸ αὐτὸ καὶ ἐποίησεν μάζας καὶ ἔδωκεν εἰς τὸ στόμα τοῦ δράκοντος καὶ φαγὼν διερράγη ὁ δράκων καὶ εἶπεν ἴδετε τὰ σεβάσματα ὑμῶν Kai elaben Daniēl pissan kai stēr kai trichas kai hēpsēsen epi to auto kai epoiēsen mazas kai edōken eis to stoma tou drakontos kai phagōn dierragē ho drakōn kai eipen: Idete ta sebasmata hymōn. E Daniele prese pece, grasso e peli, li fece bollire insieme, fece focacce e le diede nella bocca del drago; e avendo mangiato, il drago scoppiò. E disse: Guardate le vostre cose venerate. Daniele prese pece, grasso e peli, li fece cuocere insieme, ne preparò focacce e le gettò nella bocca del drago; il drago le mangiò e scoppiò. Daniele disse: Guardate ciò che adoravate.
28 καὶ ἐγένετο ὡς ἤκουσαν οἱ Βαβυλώνιοι ἠγανάκτησαν λίαν καὶ συνεστράφησαν ἐπὶ τὸν βασιλέα καὶ εἶπαν Ιουδαῖος γέγονεν ὁ βασιλεύς τὸν Βηλ κατέσπασεν καὶ τὸν δράκοντα ἀπέκτεινεν καὶ τοὺς ἱερεῖς κατέσφαξεν Kai egeneto hōs ēkousan hoi Babylōnioi ēganaktēsan lian kai synestraphēsan epi ton basilea kai eipan: Ioudaios gegonen ho basileus; ton Bēl katespasen kai ton drakonta apekteinen kai tous hiereis katesphaxen. E avvenne che, quando udirono i Babilonesi, si indignarono molto e si rivoltarono contro il re e dissero: Il re è diventato Giudeo; ha abbattuto Bel, ha ucciso il drago e ha sgozzato i sacerdoti. Quando i Babilonesi lo seppero, si indignarono molto e insorsero contro il re, dicendo: Il re è diventato Giudeo; ha distrutto Bel, ha ucciso il drago e ha messo a morte i sacerdoti.
29 καὶ εἶπαν ἐλθόντες πρὸς τὸν βασιλέα παράδος ἡμῖν τὸν Δανιηλ εἰ δὲ μή ἀποκτενοῦμέν σε καὶ τὸν οἶκόν σου Kai eipan elthontes pros ton basilea: Parados hēmin ton Daniēl; ei de mē, apoktenoumen se kai ton oikon sou. E venuti dal re dissero: Consegnaci Daniele; se no, uccideremo te e la tua casa. Andarono dal re e dissero: Consegnaci Daniele; altrimenti uccideremo te e la tua famiglia.
30 καὶ εἶδεν ὁ βασιλεὺς ὅτι ἐπείγουσιν αὐτὸν σφόδρα καὶ ἀναγκασθεὶς παρέδωκεν αὐτοῖς τὸν Δανιηλ Kai eiden ho basileus hoti epeigousin auton sphodra kai anankastheis paredōken autois ton Daniēl. E il re vide che lo incalzavano molto e, costretto, consegnò loro Daniele. Quando il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla necessità consegnò loro Daniele.
31 οἱ δὲ ἐνέβαλον αὐτὸν εἰς τὸν λάκκον τῶν λεόντων καὶ ἦν ἐκεῖ ἡμέρας ἕξ Hoi de enebalon auton eis ton lakkon tōn leontōn kai ēn ekei hēmeras hex. Ed essi lo gettarono nella fossa dei leoni, ed egli fu là sei giorni. Essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni.
32 ἦσαν δὲ ἐν τῷ λάκκῳ ἑπτὰ λέοντες καὶ ἐδίδετο αὐτοῖς τὴν ἡμέραν δύο σώματα καὶ δύο πρόβατα τότε δὲ οὐκ ἐδόθη αὐτοῖς ἵνα καταφάγωσιν τὸν Δανιηλ Ēsan de en tō lakkō hepta leontes kai edideto autois tēn hēmeran dyo sōmata kai dyo probata; tote de ouk edothē autois hina kataphagōsin ton Daniēl. E nella fossa vi erano sette leoni, e venivano dati loro ogni giorno due corpi e due pecore; allora però non fu dato loro nulla, perché divorassero Daniele. Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore; ma quella volta non fu dato loro nulla, perché divorassero Daniele.
33 καὶ ἦν Αμβακουμ ὁ προφήτης ἐν τῇ Ιουδαίᾳ καὶ αὐτὸς ἥψησεν ἕψεμα καὶ ἐνέθρυψεν ἄρτους εἰς σκάφην καὶ ἐπορεύετο εἰς τὸ πεδίον ἀπενέγκαι τοῖς θερισταῖς Kai ēn Ambakoum ho prophētēs en tē Ioudaia kai autos hēpsēsen hepsema kai enethrypsen artous eis skaphēn kai eporeueto eis to pedion apenenkai tois theristais. E il profeta Abacuc era in Giudea; egli aveva cotto una minestra e aveva spezzato pani in un recipiente, e andava nel campo per portarli ai mietitori. Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc, che aveva preparato una minestra, aveva spezzato il pane in un recipiente e andava a portarlo nel campo ai mietitori.
34 καὶ εἶπεν ἄγγελος κυρίου τῷ Αμβακουμ ἀπένεγκε τὸ ἄριστον ὃ ἔχεις εἰς Βαβυλῶνα τῷ Δανιηλ εἰς τὸν λάκκον τῶν λεόντων Kai eipen angelos kyriou tō Ambakoum: Apenenke to ariston ho echeis eis Babylōna tō Daniēl eis ton lakkon tōn leontōn. E un angelo del Signore disse ad Abacuc: Porta il pranzo che hai a Babilonia, a Daniele, nella fossa dei leoni. L’angelo del Signore disse ad Abacuc: Porta questo cibo a Daniele, a Babilonia, nella fossa dei leoni.
35 καὶ εἶπεν Αμβακουμ κύριε Βαβυλῶνα οὐχ ἑώρακα καὶ τὸν λάκκον οὐ γινώσκω Kai eipen Ambakoum: Kyrie, Babylōna ouch heōraka kai ton lakkon ou ginōskō. E Abacuc disse: Signore, Babilonia non l’ho vista, e la fossa non la conosco. Abacuc rispose: Signore, Babilonia non l’ho mai vista e la fossa non la conosco.
36 καὶ ἐπελάβετο ὁ ἄγγελος κυρίου τῆς κορυφῆς αὐτοῦ καὶ βαστάσας τῆς κόμης τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ ἔθηκεν αὐτὸν εἰς Βαβυλῶνα ἐπάνω τοῦ λάκκου ἐν τῷ ῥοίζῳ τοῦ πνεύματος αὐτοῦ Kai epelabeto ho angelos kyriou tēs koryphēs autou kai bastasas tēs komēs tēs kephalēs autou ethēken auton eis Babylōna epanō tou lakkou en tō rhoizō tou pneumatos autou. E l’angelo del Signore lo afferrò per la sommità del capo e, sollevandolo per i capelli della testa, lo pose a Babilonia sopra la fossa, con il soffio del suo spirito. Allora l’angelo del Signore lo prese per i capelli e, con la velocità del vento, lo trasportò a Babilonia e lo pose sull’orlo della fossa.
37 καὶ ἐβόησεν Αμβακουμ λέγων Δανιηλ Δανιηλ λαβὲ τὸ ἄριστον ὃ ἀπέστειλέν σοι ὁ θεός Kai eboēsen Ambakoum legōn: Daniēl, Daniēl, labe to ariston ho apesteilen soi ho theos. E Abacuc gridò dicendo: Daniele, Daniele, prendi il pranzo che DIO ti ha mandato. Abacuc gridò: Daniele, Daniele, prendi il cibo che DIO ti ha mandato.
38 καὶ εἶπεν Δανιηλ ἐμνήσθης γάρ μου ὁ θεός καὶ οὐκ ἐγκατέλιπες τοὺς ἀγαπῶντάς σε Kai eipen Daniēl: Emnēsthēs gar mou, ho theos, kai ouk enkatelipes tous agapōntas se. E Daniele disse: Ti sei ricordato di me, o DIO, e non hai abbandonato coloro che ti amano. Daniele esclamò: O DIO, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano.
39 καὶ ἀναστὰς Δανιηλ ἔφαγεν ὁ δὲ ἄγγελος τοῦ θεοῦ ἀπεκατέστησεν τὸν Αμβακουμ παραχρῆμα εἰς τὸν τόπον αὐτοῦ Kai anastas Daniēl ephagen; ho de angelos tou theou apekatestēsen ton Ambakoum parachrēma eis ton topon autou. E Daniele, alzatosi, mangiò; e l’angelo di DIO riportò subito Abacuc nel suo luogo. Daniele si alzò e mangiò; l’angelo di DIO riportò subito Abacuc nel luogo di prima.
40 ὁ δὲ βασιλεὺς ἦλθεν τῇ ἡμέρᾳ τῇ ἑβδόμῃ πενθῆσαι τὸν Δανιηλ καὶ ἦλθεν ἐπὶ τὸν λάκκον καὶ ἐνέβλεψεν καὶ ἰδοὺ Δανιηλ καθήμενος Ho de basileus ēlthen tē hēmera tē hebdomē penthēsai ton Daniēl kai ēlthen epi ton lakkon kai eneblepsen kai idou Daniēl kathēmenos. Ma il re venne il settimo giorno per piangere Daniele, e venne alla fossa, guardò dentro, ed ecco Daniele seduto. Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele; giunto alla fossa, guardò dentro e vide Daniele seduto.
41 καὶ ἀναβοήσας φωνῇ μεγάλῃ εἶπεν μέγας εἶ κύριε ὁ θεὸς τοῦ Δανιηλ καὶ οὐκ ἔστιν πλὴν σοῦ ἄλλος Kai anaboēsas phōnē megalē eipen: Megas ei, kyrie ho theos tou Daniēl, kai ouk estin plēn sou allos. E avendo gridato a gran voce disse: Grande sei tu, Signore DIO di Daniele, e non c’è altro all’infuori di te. Allora esclamò ad alta voce: Grande sei tu, Signore DIO di Daniele, e non c’è altro DIO all’infuori di te.
42 καὶ ἀνέσπασεν αὐτόν τοὺς δὲ αἰτίους τῆς ἀπωλείας αὐτοῦ ἐνέβαλεν εἰς τὸν λάκκον καὶ κατεβρώθησαν παραχρῆμα ἐνώπιον αὐτοῦ Kai anespasen auton; tous de aitious tēs apōleias autou enebalen eis ton lakkon kai katebrōthēsan parachrēma enōpion autou. E lo trasse fuori; ma coloro che erano responsabili della sua rovina li gettò nella fossa, e furono divorati subito davanti a lui. Fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina; essi furono subito divorati davanti ai suoi occhi.

Lascia una Risposta

Studi, Pace, Unità

Unisciti alla nostra comunità di studio, inserisci il tuo indirizzo email: aggiornamenti, riflessioni e percorsi di pace.