Settanta (LXX)

La versione dei Settanta (Septuaginta in latino, indicata anche, secondo la numerazione latina, con LXX o, secondo la numerazione greca, con la lettera omicron seguita da un apice O’), è la versione della Bibbia in lingua greca, che la lettera di Aristea vuole tradotta direttamente dall’ebraico da 72 saggi ad Alessandria d’Egitto; in questa città cosmopolita e tra le maggiori dell’epoca, sede della celebre Biblioteca d’Alessandria, si trovava un’importante e attiva comunità ebraica. Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell’Antico Testamento per le chiese ortodosse orientali di tradizione greca. I Settanta non vanno confusi con le altre cinque o più versioni greche dell’Antico Testamento, la maggior parte delle quali ci sono arrivate in frammenti. Fra queste ricordiamo le versioni di Aquila, Simmarco e Teodozione presenti nell’opera di Origene, le Esapla.

L’origine della traduzione è narrata dalla Lettera di Aristea a Filocrate, oggi considerata un testo pseudoepigrafico della metà II secolo a.C. Secondo tale racconto, il sovrano egizio Tolomeo II Filadelfo[1] (regno 285-246 a.C.) commissionò personalmente alle autorità religiose del tempio di Gerusalemme una traduzione in greco del Pentateuco per la neonata biblioteca di Alessandria. Il sommo sacerdote Eleazaro nominò 72 eruditi ebrei, sei scribi per ciascuna delle dodici tribù di Israele (in alcune narrazioni successive semplificati a 70) che si recarono ad Alessandria e vennero accolti con grande calore dal sovrano. Stabilitisi nell’isola di Faro completarono la traduzione in 72 giorni grazie al loro lavoro comune. Sin qui Aristea.

La narrazione sulla traduzione si è poi modifica ed arricchita. In primis, già in ambiente giudaico, si diffuse la leggenda che i 72, separati nelle loro celle, avessero prodotto il medesimo testo in maniera indipendente. Solo al termine del lavoro, comparando fra loro le versioni, avrebbero constatato l’identicità delle rispettive traduzioni. Tale leggenda sorse, evidentemente, in ambienti che desideravano affermare il carattere ispirato della versione, probabilmente in opposizione alla tendenza palestinese di matrice farisaica a correggere il testo tradotto in direzione di quella forma ebraica che sarebbe stata poi accolta dal Rabbinato e a noi pervenuta nella redazione masoretica.

Il numero dei 72 traduttori è confermato anche da varie fonti rabbiniche, prima fra tutte la Megillah 9a-b del Talmud babilonese. Il Rabbinato conosce però anche una tradizione secondo cui i traduttori furono solamente cinque. Settanta sarebbero comunque i membri del Sinedrio (sanhedrin) che approvò la conformità fra testo tradotto ed originale.

Anche senza tenere conto delle successive evoluzioni narrative, già la Lettera di Aristea potrebbe contenere elementi leggendari: la congruenza tra i 72 traduttori e i 72 giorni impiegati per tradurre appare forzosa; poco verosimile sembra soprattutto la possibilità di reperire, in data così tarda, scribi esperti e bilingui fra tutte le dodici tribù (dieci delle tribù risultano difficili da tracciare già dopo la caduta del Regno d’Israele nel 722 a.C. e la conseguente deportazione degli abitanti in Mesopotamia).

È perciò più probabile che la Lettera sia stata composta nella seconda metà del II a.C. quando potrebbe avere cominciato ad affermarsi un testo stabile all’interno dei circoli farisaici, verosimilmente a causa della distruzione dei libri sacri avvenuta durante la ribellione provocata da Antioco IV Epifane in Palestina. Sarebbe per contrastare questa tendenza e la conseguente insoddisfazione con la versione greca che la Lettera sarebbe stata scritta. Essa sarebbe perciò preziosa per cogliere l’alta considerazione che la versione godeva presso una parte del giudaismo del Secondo Tempio. Si è costituito un certo consenso tra gli studiosi contemporanei, riguardo a una traduzione del Pentateuco in Alessandria d’Egitto sotto Tolomeo Filadelfo. La richiesta del re ellenistico e il contributo ‘dall’alto’ del tempio di Gerusalemme potrebbero essere una leggenda volta a conferire autorevolezza al testo. I Greci normalmente non erano interessati ai testi degli altri popoli, ed anche il caso parallelo e contemporaneo dell’egizio Manetone non pare essere stato suscitato dall’interessamento di Tolomeo. Tuttavia, la città di Alessandria ospitava un intero quartiere giudaico e non è del tutto inverosimile che il sovrano fosse interessato a conoscere la Legge che gli Ebrei seguivano. In tal caso il lavoro potrebbe essere stato realizzato da ebrei autoctoni di lingua greca per l’uso liturgico della nutrita comunità giudaica, ormai ellenofona, come per lo più confermato dalle coeve iscrizioni giudaiche in lingua greca reperite in situ. Secondo questa interpretazione, la traduzione sarebbe stata solo in seguito accolta nella celebre biblioteca.

Per la traduzione dei restanti libri, l’opera fu realizzata da una scuola di traduttori che si occupò del salterio, sempre ad Alessandria, verso il 185 a.C.; in seguito furono tradotti Ezechiele, i Dodici Profeti Minori e Geremia. Dopodiché vennero fatte le versioni dei libri storici (Giosuè, Giudici e i quattro libri dei Regni) e infine Isaia. Altri libri, Daniele, Giobbe e Siracide furono tradotti entro il 132 a.C. A parte il Pentateuco e il Salterio, di origine appunto alessandrina, vi sono incertezze sulla località in cui vennero tradotti gli altri libri. Si situa invece in Palestina nel I secolo a.C. la versione del Cantico dei Cantici, delle Lamentazioni, di Rut e Ester, poi quella dell’Ecclesiaste, certamente tardi nel I secolo d.C., in quanto più prossima alla tecnica di traduzione poi esibita da Aquila.
(Leggi l’intero articolo)

Link: Bibbia dei Settanta LXX Vecchio Testamento Traduzione Interlineare (Inglese)
Link: Bibbia dei Settanta LXX Nuovo Testamento Traduzione Interlineare (Inglese)

Elenco dei libri

ΓΕΝΕΣΙΣ Genesi
ΕΞΟΔΟΣ Esodo
ΛΕΥΙΤΙΚΟΝ Levitico
ΑΡΙΘΜΟΙ Numeri
ΔΕΥΤΕΡΟΝΟΜΙΟΝ Deuteronomio
ΙΗΣΟΥΣ ΝΑΥΗ Giosuè, il figlio di Nun
ΚΡΙΤΑΙ Giudici
ΡΟΥΘ Rut
ΒΑΣΙΛΕΙΩΝ Α´ I Re (1 Samuele)
ΒΑΣΙΛΕΙΩΝ Β´ II Re (2 Samuele)
ΒΑΣΙΛΕΙΩΝ Γ´ III Re (1 Re)
ΒΑΣΙΛΕΙΩΝ Δ´ IV Re (2 Re)
ΠΑΡΑΛΕΙΠΟΜΕΝΩΝ Α´ I Omissioni (1 Cronache)
ΠΑΡΑΛΕΙΠΟΜΕΝΩΝ Β´ II Omissioni (2 Cronache)
ΕΣΔΡΑΣ Α´ I Esdra
ΕΣΔΡΑΣ Β´ II Esdra (Esdra)
ΝΕΕΜΙΑΣ Neemia
ΤΩΒΙΤ Tobia (omesso nel canone ebraico)
ΙΟΥΔΙΘ Giuditta (omesso nel canone ebraico)
ΕΣΘΗΡ Ester
ΜΑΚΚΑΒΑΙΩΝ Α´ I. Maccabei (omesso nel canone ebraico)
ΜΑΚΚΑΒΑΙΩΝ Β´ II. Maccabei (omesso nel canone ebraico)
ΜΑΚΚΑΒΑΙΩΝ Γ´ III. Maccabei (omesso nel canone ebraico)
ΜΑΚΚΑΒΑΙΩΝ Δ´ IV. Maccabei (canone ortodosso) (omesso nel canone ebraico)
ΨΑΛΜΟΙ Salmi (compreso il Salmo 151. Inoltre, la numerazione dei LXX degli altri salmi è leggermente diversa da quella masoretica)
ΙΩΒ Libro di Giobbe
ΩΔΑΙ (con ΠΡΟΣΕΥΧΗ ΜΑΝΑΣΣΗ) Odi (con la preghiera di Manasse) (Spesso omesso nel canone ortodosso) (omesso nel canone ebraico)
ΠΑΡΟΙΜΙΑΙ Libro dei proverbi
ΕΚΚΛΗΣΙΑΣΤΗΣ Qoelet (Ecclesiaste)
ΑΣΜΑ Cantico di Salomone
ΣΟΦΙΑ ΣΑΛΩΜΩΝ Sapienza di Salomone (omesso nel canone ebraico)
ΣΟΦΙΑ ΣΕΙΡΑΧ Sapienza del figlio di Sirah (Ecclesiastico) (omesso nel canone ebraico)
ΨΑΛΜΟΙ ΣΟΛΟΜΩΝΤΟΣ Salmi di Salomone
ΩΣΗΕ Osea
ΑΜΩΣ Amos
ΜΙΧΑΙΑΣ Michea
ΙΩΗΛ Gioele
ΟΒΔΙΟΥ Abdia
ΙΩΝΑΣ Giona
ΝΑΟΥΜ Naum
ΑΜΒΑΚΟΥΜ Abacuc
ΣΟΦΟΝΙΑΣ Sofonia
ΑΓΓΑΙΟΣ Aggeo
ΖΑΧΑΡΙΑΣ Zaccaria
ΜΑΛΑΧΙΑΣ Malachia
ΗΣΑΙΑΣ Isaia
ΙΕΡΕΜΙΑΣ Geremia
ΒΑΡΟΥΧ Libro di Baruc (omesso nel canone ebraico)
ΘΡΗΝΟΙ Lamentazioni di Geremia
ΕΠΙΣΤΟΛΗ ΙΕΡΕΜΙΟΥ Lettera di Geremia (omesso nel canone ebraico)
ΙΕΖΕΚΙΗΛ Ezechiele
ΣΩΣΑΝΝΑ Susanna (omesso nel canone ebraico)
ΔΑΝΙΗΛ (con ΤΩΝ ΤΡΙΩΝ ΠΑΙΔΩΝ ΑΙΝΕΣΙΣ) Daniele (con la preghiera di Azaria e il cantico dei tre giovani, parti omesse nel canone ebraico)
ΒΗΛ ΚΑΙ ΔΡΑΚΩΝ Bel e il Drago (omesso nel canone ebraico)

 


Link utili:
Bibbia (AT & NT) Settanta LXX Greco-Inglese biblehub.com

Translate into your language
Main Topics
ASH’s Newsletter