Settanta (LXX)
L’Antico Testamento greco: nome, formazione storica, trasmissione e lista completa dei libri in greco e italiano.
La Bibbia dei Settanta
La Settanta, dal latino septuaginta, “settanta”, è una traduzione della Bibbia ebraica e di alcuni testi correlati in greco koinè. In quanto principale traduzione greca dell’Antico Testamento, è chiamata anche Antico Testamento greco. Questa traduzione viene citata diverse volte nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere paoline, e successivamente dai Padri apostolici e dai Padri greci della Chiesa.
Il titolo greco Ἡ μετάφρασις τῶν Ἑβδομήκοντα, letteralmente “La traduzione dei Settanta”, e il numero romano LXX richiamano i leggendari settanta studiosi ebrei — secondo il racconto, precisamente settantadue — che avrebbero tradotto i cinque libri di Mosè in greco koinè già nel III secolo a.C. Le traduzioni della Torah in greco koinè compiute dagli antichi rabbini ebrei sono sopravvissute soltanto in rari frammenti.
Secondo il racconto tradizionale, Tolomeo II promosse la traduzione della Torah, cioè del Pentateuco o dei cinque libri di Mosè. In seguito la traduzione greca circolò tra gli ebrei di Alessandria, che parlavano correntemente il greco koinè ma non necessariamente l’ebraico. Il greco costituiva allora la lingua comune di Alessandria, dell’Egitto e del Mediterraneo orientale.
Sviluppo storico e trasmissione
La Settanta non deve essere confusa con le altre sette o più versioni greche dell’Antico Testamento, la maggior parte delle quali non è sopravvissuta se non in forma frammentaria. Alcune loro parti sono note attraverso l’Hexapla di Origene, un confronto di sei versioni disposte in colonne parallele, oggi quasi interamente perduto. Tra queste traduzioni, le più importanti sono quelle di Aquila, Simmaco e Teodozione.
Il nome Settanta deriva dal latino versio septuaginta interpretum, “traduzione dei settanta interpreti”, e dal greco ἡ μετάφρασις τῶν ἑβδομήκοντα, hē metáphrasis tōn hebdomḗkonta, “traduzione dei settanta”. Tuttavia, soltanto al tempo di Agostino d’Ippona, vissuto tra il 354 e il 430 d.C., la traduzione greca delle Scritture ebraiche cominciò a essere indicata con il termine latino Septuaginta.
La datazione al III secolo a.C. della traduzione della Torah è sostenuta da diversi elementi: il greco utilizzato presenta caratteristiche del primo koinè, le citazioni iniziano già nel II secolo a.C. e alcuni manoscritti antichi sono databili allo stesso periodo.
Dopo la Torah, altri libri furono tradotti nel corso dei due o tre secoli successivi. Non è sempre possibile stabilire con certezza quali libri furono tradotti, quando e dove. Alcuni potrebbero essere stati tradotti più di una volta in versioni differenti e successivamente revisionati. Anche la qualità e lo stile dei traduttori variano sensibilmente da libro a libro: dalla traduzione letterale alla parafrasi e all’interpretazione.
Il processo di traduzione della Settanta e delle successive versioni derivate può essere suddiviso in varie fasi, durante le quali il contesto sociale dei traduttori passò gradualmente dall’Ebraismo ellenistico al primo Cristianesimo. La traduzione iniziò nel III secolo a.C. e fu completata entro il 132 a.C., inizialmente ad Alessandria e successivamente anche altrove.
La Settanta costituisce la base delle antiche versioni latina, slava, siriaca, armena, georgiana e copta dell’Antico Testamento cristiano.
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Lista completaLista dei libri
Sono riportati i titoli greci originali e i corrispondenti titoli italiani, insieme alle note canoniche già presenti nella versione precedente della pagina.
Pentateuco 5
Libri storici 19
Libri poetici e sapienziali 9
Profeti minori 12
Profeti maggiori e Daniele 9
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