“Chag Pesach Sameach”, per augurare “Buona Pesach” (Pasqua) in Ebraico, “Buona Pasqua” l’augurio per i Cristiani, e “Ramadam Karim”, “possa tu avere un generoso Ramadan”.
Durante giorni in cui la guerra nell’Europa dell’Est continua, e sul Monte del Tempio a Gerusalemme gli scontri (con oltre cento feriti nel giorno di venerdì) sembrano non volersi placare nemmeno durante le celebrazioni più solenni, il messaggio di chi crede nel Bene Ultimo deve essere ancora più convinto e unanime.
Oggi è il giorno di Pasqua Cristiana, durante la settimana della Pasqua Ebraica e nel mese più Santo per l’Islam, quello di Ramadam. Possa questa storia ispirare fiducia e far riflettere, perché del resto i giorni di festa non servono solo per festeggiare, mangiare e stare in allegria, ma anche per riflettere…

Storia dei 4 viaggiatori

Un persiano, un ebreo, un arabo e un greco erano in viaggio verso una terra lontana quando cominciarono a discutere su come spendere l’unica moneta che possedevano.
Tutti e quattro desideravano del cibo, ma il persiano voleva spendere la moneta in “angur”, l’ebreo in “enav”, l’arabo in “inab” e il greco in “stafyli”.
La discussione divenne sempre più animata, poiché ognuno insisteva per avere ciò che desiderava.
Passò di lì un uomo che conosceva molte lingue, e sentì il loro litigio, così disse: “Per favore, datemi la moneta, ed io vi dò la mia parola che soddisferò i desideri di tutti voi”.
Così prese la moneta e andò in un negozio in cui comprò quattro piccoli grappoli d’uva. Poi tornò dagli uomini e diede loro un grappolo ciascuno.
“Questo è il mio angur!” esclamò il persiano.
“Ma questo è ciò che io chiamo enav!” rispose l’ebreo.
“Shukran! mi hai portato il mio inab“, ringraziò l’arabo.
“No, questo nella mia lingua è stafyli!”, disse il greco.
Così gli uomini si resero conto che ciò che ognuno di loro aveva desiderato era in realtà la stessa cosa, solo che non sapevano come esprimersi tra di loro.
I quattro viaggiatori rappresentano l’umanità nella sua ricerca di un bisogno spirituale interiore che non sa definire, e che esprime in modi diversi. Ognuno che è forte della propria fede deve dimostrarsi comportandosi come l’uomo che conosce diverse lingue, che illumina l’umanità su ciò che sta cercando. Le religioni, sebbene chiamate con nomi diversi, sono in realtà tutte una cosa identica se conducono al bene.
Quell’uomo che conosce molte lingue ha potuto offrire ai quattro viaggiatori in disputa solamente dell’uva, niente di più. Non potrà però offrire loro il vino, che è l’essenza di quel frutto. Allo stesso modo agli esseri umani non può essere dato il segreto della Realtà Ultima, perché tale conoscenza non può essere condivisa, ma deve essere sperimentata attraverso un personale viaggio interiore, cercando di espandere la propria Anima, e riducendo del proprio ego. I quattro viaggiatori, hanno tutti rinunciato ad una parte più grande di cibo, ma insieme hanno comunque mangiato dell’uva saziandosi. Non si sono abbuffati, ma si sono felicemente ed inseieme sfamati.
Come scrisse il sufi iraniano Saadi di Shiraz; “io sono un sognatore muto, e la gente è sorda. Io sono incapace di parlare, e loro incapaci di ascoltare”.

 

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