Daniele 12, 1-3

1 Ora, in quel tempo, Michael, il grande principe, che sta sopra i figli del vostro popolo, rimarrà in silenzio, vi sarà un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai da quando sorsero le Nazioni fino a quel tempo; e in quel tempo, il Tuo popolo sarà salvato; cioè, tutti quelli che saranno trovati iscritti nel Libro. 2 Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia. 3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno.

 

 


COMMENTO:

a) “In quel tempo” non significa che ciò che è descritto in questo ultimo e dodicesimo capitolo di Daniele (Dn, 12) sta accadendo subito dopo gli eventi riportati alla fine del capitolo precedente (Daniele 11, 36-45).

b) Michael traslitterato dall’Ebraico מִיכָאֵל (mika-El) significa “Chi è come DIO?”, già dal nome si comprende la grandezza incommensurabile dell’emissario di questo messaggero. Infatti “angelo” deriva dal latino angelus (origine dalla parola greca ἄγγελοςággelos” che si pronuncia ánghelos) una traduzione dell’ebraico מלאך, mal’akh, che significa “messo”, “messaggero”, “servitore”.
Michele è spesso associato nella tradizione Ebraica-Cristiana-Musulmana alla battaglia spirituale (si veda Daniele 10, 13 ; Daniele 10, 21 ; Giuda 1, 9 e Apocalisse 12, 7), egli è l’avversario di Satana, ovvero del male, quindi identificato come il grande principe, la forza che dimostra vegliando sui figli del popolo di DIO, coloro che credono. Oltre al suo ruolo di guerriero spirituale, Michele ha un compito speciale nel proteggere Israele (il popolo di DIO) come guardiano spirituale di chi ha fede.

c) “Vi sarà un tempo di angoscia” si riferisce al tempo della persecuzione per Israele e della calamità mondiale conosciuta come la Grande Tribolazione, questo periodo è anche chiamato il tempo dei guai di Giacobbe in Geremia 30, 7.

d) “Come non ce ne fu mai”: Il popolo ebraico ha conosciuto molti momenti davvero oscuri di tribolazione nella sua storia. Dagli orrori della caduta di Samaria e di Gerusalemme ai terrori provocati da Antioco Epifane, alla distruzione di Gerusalemme da parte dei Romani, alle persecuzioni della chiesa durante il Medioevo, ai pogrom dell’Europa, alla Shoah del XX secolo. Ma questo momento di difficoltà profetizzato da Daniele sarà diverso e peggiore di quanto Israele abbia mai visto prima. Anche Gesù cita questo passaggio in Matteo 24, 21 “Ci sarà una grande tribolazione, come non c’è stata dall’inizio del mondo fino a questo momento”. Le Scritture insegnano che il peggio deve ancora venire per Israele e per il popolo di DIO, ma questa era non sarà assolutamente una fine, ma darà modo ad un nuovo e migliore inizio di compiersi.
Il Libro finale del Nuovo Testamento Cristiano l’Apocalisse (Ap 12, 13-17) per quanto ricco di metafore ed allegorie, è una buona finestra che protende lo sguardo in questo tempo terribile. La furia del diavolo diretta contro il popolo ebraico, le trombe, i sigilli e le ciotole dell’Apocalisse descrivono le condizioni orribili di tutto il mondo durante questo tempo. Il popolo ebraico sarà bersaglio della furia del diavolo e del suo anticristo durante questo periodo, e vivrà in un mondo che è in un incredibile sconvolgimento a causa dell’imminente giudizio di DIO.

e) “Il Tuo popolo sarà salvato”, tradotto dall’Ebraico “scapperà”, ovvero riuscirà a scampare da questo momento così difficile. Nonostante i terrori di quel tempo di angoscia, la liberazione è assicurata. Non importa quanto sia grande l’attacco contro il popolo di DIO, il CREATORE promette di preservarlo, la Sua promessa ad Abramo non verrà mai meno: “E io stabilirò il mio patto tra Me e voi e i vostri discendenti dopo di voi nelle loro generazioni, per un patto eterno, per essere DIO per voi e i vostri discendenti dopo di voi” (Genesi 17, 7).

f) “Tutti quelli che si troveranno iscritti nel Libro”. Questa promessa di liberazione non è rivolta per ogni persona di origine ebraica, ma per tutti coloro che si trovano iscritti in questo “registro” che simboleggia il “resoconto” di tutte le azioni compiute durante la vita di ogni uomo e di ogni donna. Non è concepibile per un DIO buono escludere dalla salvezza le persone che non hanno avuto modo di conoscere la fede ebraica, cristiana o musulmana, perchè a salvarsi sarà chiunque in Israele (nelle Nazioni del Mondo) indistintamente avrà compiuto il bene e avrà evitato il male.

g) “Molti di coloro che dormono nella polvere della terra si sveglieranno” si riferisce alla resurrezione del corpo e dello Spirito.

h) “Alcuni alla vita eterna, altri alla vergogna e all’eterna infamia”. Il Nuovo Testamento afferma che ci sono due risurrezioni, una per coloro che saranno salvati e una per i dannati (Giovanni 5, 29 ; Apocalisse 20, 4-6 e Apocalisse 11-15). Se credessimo davvero che ognuno di noi vivrà in eterno, cambierebbe profondamente ed in meglio il nostro stile di vita e i nostri pensieri. Il “disprezzo eterno” è un terrore che non finisce mai, non ci sarà possibiltà di “redimersi” dopo un certo periodo di punizione. I principi dell’Antico Testamento ci confermano che un pagamento “imperfetto” dei peccati corrisponde ad un pagamento perpetuo, che in termini terreni significa come “continuerai a tribolare finchè non capirai e ti comporterai bene”. L’unico termine è proprio il Giorno del Giudizio, termine ultimo in cui il “Libro verrà consultato” e “la bilancia messa in funzione”.

i) “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno.” Se quelli che operano nel bene e nell’Amore verranno “solo” salvati, per quelli che l’avranno divulgata ci sarà una ricompensa ed un ricordo etrno. Nonostante tutte la calamità e le difficoltà che si presentano ad Israele, il giusto brillerà per aver vissuto ed operato per la pace. Tutto il popolo di DIO è come le stelle, irradia di luce e aiuta gli altri a vedere e a trovare la propria strada.

l) “In eterno” può anche essere tradotto “nei secoli dei secoli”, questo conferma che impegnare il proprio tempo per ricercare l’amore e la giustizia significa investire in beni che matureranno in una felicità (una “luce”) duratura nel tempo. Spesso sembra che le cose materiali servano come indicatori del fatto che sta andando tutto bene, ma poi si capisce che l’accumulo di beni non riempie affatto quel vuoto che solo la conoscenza di DIO può riempire.

 

Translate into your language
ASH’s Newsletter

Let's stay connected...
Tu puoi fare cose che io non posso fare e anche io posso fare cose che tu non puoi fare, ma insieme possiamo fare grandi cose.