Le Sette Leggi di Noè

La colomba che viene mandata fuori dall’Arca di Noè

Nel giudaismo, le Sette Leggi di Noè (ebraico: שבע מצוות בני נח, Sheva Mitzvot B’nei Noach), dette anche Leggi Noahide, sono un insieme di imperativi che, secondo il Talmud, furono dati da DIO come un corpo vincolante di leggi morali universali per i “figli di Noè” (ovvero l’umanità nella sua totalità).

Secondo la legge ebraica, i non ebrei (i gentili) non sono obbligati a convertirsi al giudaismo, ma sono tenuti ad osservare queste Sette Leggi di Noè per avere la certezza di un posto nel Mondo a venire (Olam Ha-Ba), la ricompensa finale dei giusti. I non-ebrei che scelgono di seguire le Sette Leggi sono considerati dei “Gentili Giusti” (ebraico: חסידי אומות העולם, Chassiddei Umot ha-Olam: “Pio popolo del Mondo”).

Le Sette Leggi

Le sette leggi Noahide come tradizionalmente enumerate nel Talmud babilonese Sanhedrin 56a-b e Tosefta Avodah Zarah 8, 4 sono le seguenti:

  1. Non adorare gli idoli.
    Non profanate in alcun modo l’Unità di DIO, vuol dire riconoscere che c’è un solo DIO e che si preoccupa di ogni cosa nel Creato, anche di ciò che fa ogni singolo essere umano. Il Creatore desidera che ci prendiamo cura del Suo Mondo e che ci dimostriamo amministratori giusti, così come Egli è Giusto e Santo.
  2. Non maledire DIO.
    Non maledire il proprio Creatore non significa solo non prendertela con DIO quando le cose vanno male nella tua vita, ma anche non rinnegarlo e non rifiutare gli insegnamenti. Non si può negare la grazia di quanto di grande già ci è stato concesso in vita, e questo vale per tutti, partendo proprio dal grande privilegio di essere nati e poter vivere.
  3. Non commettere omicidio.
    Non uccidere. Il valore della vita umana, ogni vita anche quella dei peccatori, non può essere misurato. Distruggere una sola vita umana corrisponde a distruggere il Mondo intero (come afferma la tradizione ebraica ed anche il Corano in 5, 32), perché con la morte di quella persona cessano di esistere anche i suoi possibili discendenti, e muoiono i suoi antenati in sé. Ne consegue che sostenendo una singola vita umana, si sostiene un intero universo.
  4. Non commettere adulterio, bestialità o immoralità sessuale.
    Imbrigliare e incanalare la libido umana. L’incesto, l’adulterio, lo stupro e sono proibiti, e la cosa che porta ad una corretta evoluzione è stato dimostrato nei Secoli che è l’unità familiare, il fondamento della società umana. La sessualità è la fonte della vita e quindi nulla è più sacro dell’atto sessuale, ma così, anche quando se ne abusa, nulla può essere più distruttivo per l’essere umano.
  5. Non rubare.
    Qualsiasi beneficio personale si possa desiderare di ricevere, nessuno potrà essere giustificato se a farne le spese ci sarà qualcun altro. Simile all’ottavo Comandamento di Mosè questa legge obbliga al lavoro onesto perché privare la vittima dei frutti del suo lavoro è un grande peccato. Quindi possiamo prendere come Volontà di DIO il non rubare a coloro per cui lavoriamo, con cui lavoriamo o tra cui lavoriamo. Ma rubare si può verificare in molte forme oltre che al derubare durante il lavoro o direttamente a qualcuno. Ogni volta che prendiamo qualcosa di valore dal suo legittimo proprietario senza consenso, stiamo commettendo un furto. Appropriazione indebita di risorse o fondi per uso personale è un furto. Usare l’inganno per fare vendite, guadagnare quote di mercato o aumentare i prezzi è un furto perché l’inganno significa che ciò a cui l’acquirente acconsente non è la situazione reale.
  6. Non mangiare carne strappata da un animale vivo.
    Rispettare la vita di tutte le creature di DIO. Come esseri superiori ed intelligenti, abbiamo il dovere di non causare dolore indebito ad altre creature, e anche nel mangiare e nutrirsi ci deve essere rispetto.
  7. Stabilire tribunali di giustizia.
    Stabilire tribunali giusti ed assicurare la giustizia nel nostro Mondo è un dovere per i credenti che hanno conoscenza. Con ogni piccolo atto di giustizia, stiamo restituendo armonia al nostro Mondo, sincronizzandolo con un ordine superno. Ecco perché dobbiamo mantenere le leggi stabilite dal nostro governo per la stabilità e l’armonia del paese.

Secondo il Talmud, le sette leggi furono date prima ad Adamo e poi a Noè. Tuttavia, i saggi rabbinici Tannaitici e Amoraitici (I-VI secolo d.C.) non erano d’accordo sul numero esatto di leggi Noahide che furono date originariamente ad Adamo. Sei delle sette leggi erano esegeticamente derivate da passaggi del Libro della Genesi, e la settima era l’istituzione di tribunali di giustizia.

Fonti bibliche

Secondo la narrazione del diluvio della Genesi, un diluvio coprì il Mondo intero, uccidendo ogni creatura abitante della superficie tranne Noè, sua moglie, i suoi figli e le loro mogli, e gli animali presi a bordo dell’Arca. Secondo la narrazione biblica, tutti gli esseri umani moderni sono discendenti di Noè, quindi il nome Leggi Noahide è riferito alle leggi che si applicano a tutta l’umanità. Dopo il diluvio, DIO siglò un patto con Noè con le seguenti ammonizioni (Genesi 9, 4-6):

Carne di un animale vivente: “Tuttavia, la carne con il suo sangue vitale [in essa], non la mangerai.” (9, 4)
Omicidio e tribunali: “Inoltre, esigerò il vostro sangue, per [la presa della] vostra vita, lo esigerò [anche] da qualsiasi animale selvatico. Anche dall’uomo, esigerò il sangue di ogni fratello dell’uomo. Chi versa il sangue dell’uomo, dall’uomo sarà versato il suo sangue; perché a immagine di DIO ha fatto l’uomo”. (9, 5-6)

 

Libro dei Giubilei

Il Libro dei Giubilei, generalmente datato al II secolo a.C., può includere un primo riferimento alle sette leggi Noahide ai versi 7, 20-25:

E nel ventottesimo giubileo Noè cominciò a impartire ai figli dei suoi figli le ordinanze e i comandamenti e tutti i giudizi che conosceva, ed esortava i suoi figli a osservare la giustizia, a coprire la vergogna della loro carne, a benedire il loro Creatore, a onorare il padre e la madre, ad amare il prossimo e a proteggere le loro anime dalla fornicazione, dall’impurità e da ogni iniquità. Poiché a causa di queste tre cose venne il diluvio sulla terra … Poiché chi sparge il sangue dell’uomo e chi mangia il sangue di qualsiasi carne, saranno tutti sterminati dalla terra.

 

Talmud

Secondo il Talmud, le leggi Noahide si applicano a tutta l’umanità. Nell’ebraismo, il termine B’nei Noach (ebraico: בני נח, “Figli di Noè”) si riferisce a tutta l’umanità. Il Talmud afferma inoltre: “I giusti di tutte le nazioni hanno una parte nel mondo a venire”. Qualsiasi non ebreo che vive secondo queste leggi è considerato come uno dei giusti tra i gentili. Secondo il Talmud, le sette leggi furono date prima ad Adamo e poi a Noè. Sei delle sette leggi erano esegeticamente derivate da passaggi del Libro della Genesi, e la settima era l’istituzione di tribunali di giustizia.

I saggi talmudici ampliarono il concetto di moralità universale all’interno delle leggi Noahide e aggiunsero diverse altre leggi oltre le sette elencate nel Talmud e nella Tosefta che sono attribuite a diversi rabbini, come i divieti di commettere incesto, la crudeltà verso gli animali, l’accoppiamento di animali di specie diverse, l’innesto di alberi di specie diverse, la castrazione, l’evirazione, l’omosessualità, la pederastia e la stregoneria tra gli altri, con alcuni saggi, come Ulla, che arrivano a fare una lista di 30 leggi. Il Talmud espande la portata delle sette leggi fino a coprire circa 100 delle 613 mitzvot.

Conclusioni: cosa significano le Leggi oggi

Queste Leggi oggi rappresentano per il Mondo “non Ebreo” una speranza, ovvero quella di essere accettati come abitanti della Terra Santa, e quindi del Piano Divino e del Mondo a Venire, anche se non si è nati da una madre Ebrea. Non la nascita delinea un credente, ma il suo comportamento ed il rispetto delle Leggi.
inoltre questi precetti devono essere da monito per tutti coloro che si ritengono Ebrei eletti, e che chiudono le porte davanti il bisognoso, lo straniero, il profugo. Non possiamo chiudere gli occhi quando un bisognoso passa, perchè quella persona un giorno potrà essere benedetta da DIO e meritarsi di ritornare nelle Sue Grazie. La storia è una ruota che gira, dobbiamo saperla comprendere per continuare ad evolverci.

Oggi siamo sull’orlo di una nuova era per l’umanità, un tempo in cui finalmente vivremo insieme in pace e il mondo sarà pieno di saggezza divina. Coloro che rispettano queste regole fondamentali avranno una parte in quel mondo, poiché, dopo tutto, hanno partecipato a renderlo possibile.
Sebbene questi insegnamenti fossero registrati nei Sacri Testi Ebraici, per molti secoli gli ebrei non furono in grado di parlarne alla gente tra cui vivevano. Ma in tempi recenti, il più importante rabbino del popolo ebraico del XX secolo, Rabbi Menachem M. Schneerson, di retta memoria, ha incoraggiato gli ebrei a pubblicizzare questi insegnamenti, in modo che il mondo possa prepararsi ai tempi di pace e saggezza che si stanno rapidamente avvicinando.

 

Referenze

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