Sefer Yetzirah

 

 

 La Legge (Torah) tende a raffigurare DIO come un essere simile all’uomo che può parlare e interagire con le persone sulla terra, e l’immagine di un vecchio uomo barbuto nel cielo resta il modo più semplice per provare ad umanizzare un qualcosa di impossibile da concepire. Questo non è assolutamente un modo sbagliato per comprendere e quindi “avvicinarsi” al Creatore, ma se si vuole scavare più a fondo sicuramente il Sefer Yetzirah ci presenta una più complessa ed affascinante prospettiva. DIO è “raffigurato” come una forza inconoscibile, senza genere, completamente priva di forma o di emozione, e se nella Torah, DIO crea semplicemente usando il potere della sua parola, il suo comando, nel Sefer Yetzirah crea attraverso emanazioni di se stesso. DIO come parte dell’universo, dappertutto e da nessuna parte allo stesso tempo, uno Spirito con un potere infinito. Questa teoria mistica che vede il Mondo creato attraverso le emanazioni delle sefirot è il fondamento del pensiero cabalistico. Tutto ciò che riguarda le sefirot, dalla loro origine al loro significato, è stato contestato dai seguaci della Cabala per molte centinaia di anni, e lo è tutt’oggi. Ma una cosa rimane certa, non solo Freud, Jung e Newton furono studiosi e conoscitori dei testi cabalistici, anche oggi si può trarre tantissima conoscenza da questi libri, tanto complessi quanto ricchi di conoscenza, sviluppatori del pensiero laterale.

Senza alcun dubbio il Sefer Yetzirah è il più antico e misterioso di tutti i testi kabbalistici, un’opera talmente antica che le sue origini sono ormai inaccessibili agli storici. Solamente attraverso un’analisi accurata, e studiando ogni parola e le corrispondenze nella letteratura biblica e talmudica, si riesce a penetrare la cortina che sembra proteggere il contenuto. Comunque il contenuto del Sefer Yetzirah sembra essere un manuale di istruzioni che descrive precisi esercizi di meditazione finalizzati alla crescita e l’elevazione del credente. Esistono alcune prove del fatto che questi esercizi intendevano rafforzare la concentrazione dell’iniziato e che erano particolarmente utili nello sviluppo di poteri telepatici e di telecinesi. Era con questi poteri che si potevano attuare imprese che dall’esterno sarebbero apparse come magie. Tutto questo è sostenuto dai riferimenti talmudici, che sembrano paragonare l’utilizzo del Sefer Yetzirah a una sorta di magia bianca.

Contenuto

Il Sefer Yetzirah, che significa “Libro della Creazione/Formazione”, è un breve libro sulle teorie del ma’aseh bereshit, il racconto mistico della creazione dell’universo. Il Sefer Yetzirah è il più antico testo ebraico del pensiero mistico ebraico, apparso tra il terzo e il sesto secolo d.C.
Tratta quindi della creazione attingendo dalle immagini dell’inizio del Libro della Genesi, il primo libro della Bibbia.
Il primo capitolo del Sefer Yetzirah spiega le sefirot, la prima volta che questo concetto fondamentale del misticismo appare nella letteratura, differenziandosi dai dieci “aspetti di DIO” che appaiono più tardi nel pensiero cabalistico. Prendono forma di numeri con qualità mistiche, ognuno dei quali rappresenta le fasi della creazione.
A partire dalla prima sefirah, Keter, le sefirot emanano l’una dall’altra come un numero segue l’altro. La prima sefirah è lo spirito di DIO, poi vengono l’aria, l’acqua e il fuoco. Dall’aria vengono le ventidue lettere dell’alfabeto. Dall’acqua viene il caos e dal fuoco vengono gli angeli e il trono di DIO, come descritto nel ma’seh merkavah. Le sei sefirot successive rappresentano le varie dimensioni dello spazio. L’ultima sefirah, Shekhinah, rappresenta la presenza di DIO nel Mondo della realtà materiale.

Il Sefer Yetzirah e l’Islam

Il Sefer Yetzirah è uno dei libri più importanti della Cabala attribuito al profeta Abramo (Ibrahim). Anche il Corano parla di un libro sacro con il nome “Rotoli di Abramo”, anche se la maggior parte dei musulmani crede che questo libro sia ormai andato perduto, eppure si ipotizza che questo possa essere il Sefer Yetzirah.

Sefer Yetzirah (Testo Completo)

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

וכיון שצפה אברהם אבינו ע”ה והביט וראה וחקר והבין וחקק וחצב וצרף וצר ועלתה בידו אז נגלה עליו אדון הכל ב”ה והושיבהו בחיקו ונשקו על ראשו וקראו אוהבי וכרת לו ברית ולזרעו והאמין בה’ ויחשבה לו צדקה. וכרת לו ברית בין עשר אצבעות רגליו והיא ברית המילה, ועשר אצבעות ידיו והוא הלשון. וקשר לו עשרים ושתים אותיות בלשונו וגלה לו את יסודן. משכן במים דלקם באש רעשן ברוח בערן בשבעה נהגם בשנים עשר מזלות

Dopo che il nostro padre Abramo ebbe visto, meditato, studiato e compreso tutte queste cose, le disegnò, le incise e le compose, e le ricevette in suo potere (mani). Allora il Signore di tutti gli apparve, fece un’Alleanza con lui, gli baciò il capo e, chiamandolo con il suo nome, lo chiamò suo amico; e come sta scritto, compì un’Alleanza con lui e con la sua progenie per sempre, che allora credette in DIO, il Tetragrammaton, e gli fu imputato per giustizia. DIO stabilì un’alleanza tra le dita dei suoi piedi, quella della circoncisione; e un’alleanza tra le dita delle sue mani, quella della Lingua. Egli ha legato le essenze delle ventidue lettere sulla sua lingua, e DIO gli ha svelato i segreti di esse. DIO le ha trasportate attraverso le acque, le ha portate in alto attraverso il fuoco e le ha impresse nelle tempeste dell’aria; le ha distribuite tra le sette stelle e le ha assegnate a dodici costellazioni celesti. Amen.

 


Riferimenti

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