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Introduzione
Nei Dieci Comandamenti DIO, dopo aver dato il comando di non fabbricarsi idoli, si descrive come un “Dio geloso”:
“Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai, perché io, il SIGNORE, il tuo DIO, sono un DIO geloso, che punisce l’ iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, ma mostra amore costante verso migliaia di coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.”
(Esodo 20, 5-6)
Ma cosa vuol significare questa gelosia? A che tipo di sentimento si riferisce il Creatore con queste parole?
Molto importante anzitutto è comprendere che la gelosia di DIO è differente rispetto a quella umana (che spesso viene poi contaminata dal peccato e si trasforma in rabbia e invidia). La gelosia di DIO invece è dovuta al rapporto d’amore con il suo popolo, in quanto lo ama non vuole che venga distrutto a causa dell’idolatria, peccato che allontana non semplicemente da DIO, ma dalla Vita. Parliamo di una gelosia e un sentimento umano per far comprendere ai credenti che se scelgono qualcun’altro (o qualcos’altro) a DIO, allora saranno destinati ad essere tra i perdenti, sia nella vita che dopo la morte.
Altri passaggi Biblici
“Allora Giosuè disse al popolo: ‘Non potrete servire il Signore, perché è un DIO Santo. È un DIO geloso; Non perdonerà la tua trasgressione né i tuoi peccati.'”
(Giosuè 24, 19)
“Quanto tempo, oh Signore ? Sarai adirato per sempre? E la tua gelosia brucerà come fuoco?”
(Salmo 79, 5)
Anche in Proverbi 6, 34 troviamo un padre che avverte il proprio figlio di evitare di “accostarsi” ad una donna sposata perché farebbe infuriare il marito: “Poiché la gelosia fa infuriare l’uomo, ed egli non si risparmia quando si vendica”.
Capiamo da queste Scritture che la gelosia della quale “parla” DIO è un sentimento giusto: il Creatore è geloso del suo rapporto con il popolo perché lo ama e non vuole che venga distrutto dall’idolatria. Geloso verso la suo opera massima, il genere umano, per evitare la sua sciagura, seguire gli idoli (i falsi Dei). Eppure ancora oggi quanti sono coloro che si prostrano (si sottomettono) e adorano i nuovi Déi? I soldi, il potere, l’egocentrismo, su tutti, ma il “Dio denaro” resta uno dei più adorati dei nostri tempi. Condotti a vivere una vita fatta di brevi ed illusorie gioie, alernate da lunghi e grandi mali, buio, insoddisfazione, peccati. Adorare un idolo condurrà il credente alla propria rovina, ed è per questo che il Creatore mette in guardia dal farlo dichiarandosi “geloso”.
Un sentimento umano attribuito a DIO
Per evitare che gli studenti fraintendano la nozione di un DIO “geloso e adirato”, riportiamo un riassunto semplificato dell’approccio di Rambam e della spiegazione delle emozioni di DIO come formulato nella sua Guida dei perplessi:
“Dire che DIO è il più saggio o il più potente implica che la saggezza o il potere di DIO somigliano in qualche modo alla nostra. In contrasto con quella di DIO, la potenza da noi manifestata è finita e misurabile. Pertanto, non è vero dire che la potenza di DIO è più grande della nostra, che la vita di DIO è più permanente della nostra, che la conoscenza di DIO è più ampia della nostra, o che la volontà di DIO è più universale della nostra. Se così fosse, allora DIO potrebbe essere messo sulla stessa scala della nostra, il che significa che DIO è una versione più grande, più forte e migliore di qualcosa nell’ordine creato, come gli esseri umani. In tal senso, DIO non possiede emozioni simili alle nostre, ma gli effetti delle azioni di DIO assomigliano agli effetti delle nostre emozioni.
(Guida dei perplessi 1:56-67)
Quando diciamo quindi che DIO è “geloso” o “adirato”, non è la gelosia o la rabbia umana, ma semplicemente un riflesso di ciò che noi, come esseri umani, interpretiamo come tali. Quelle emozioni ci controllano, ma niente controlla DIO. La gelosia e la rabbia di DIO non sono emozioni parallele a ciò che potremmo incarnare, ma sono un piano prestabilito a beneficio dell’umanità.
Conclusioni
Come un amante geloso, DIO insiste che la nostra sia una relazione monogama. DIO vuole ricordarci che siamo “sposati”, e la lealtà che si aspetta non è inferiore a quella che ogni credente si aspetti dal proprio coniuge. DIO ama appassionatamente il suo popolo perché lo ha scelto:
“Non è perché eri più numeroso o forte di qualsiasi altro popolo che il Signore ha riposto il suo amore su di te e ti ha scelto, perché tu eri il più piccolo di tutti i popoli, ma è perché il Signore ama voi.”
(Deuteronomio 7, 7-8)
Adorare e servire qualsiasi cosa che non sia DIO è un peccato, ma quando si parla della gelosia scaturita dall’appartenenza è diverso. DIO è un Dio geloso di ciò che Gli appartiene, ci vuole bene e come nell’esempio di un marito che vede un altro uomo corteggiare sua moglie, egli ha il diritto di essere geloso, perché solo lui ha ragione di amarla. Questo tipo di gelosia non è peccato, ma finalizzata al rispetto delle regole (in questo esempio matrimoniali).
DIO è quindi geloso quando l’adorazione, la lode e l’onore vengono dati agli idoli, in quanto questi falsi Dei deviano i cuori e gli animi degli uomini e delle donne che si perdonono seguendo le loro strade. Non perchè “leviamo” necessariamente qualcosa a DIO, ma in quanto ci sottraiamo noi stessi alla conoscenza, e questo è un male in primis per noi e per le nostre vite.