La forza unificatrice della pace
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Ad ASH (Abrahamic Study Hall) siamo convinti che la vita senza guerra sia il requisito internazionale primario per il benessere psicofisico e materiale dell’umanità, per lo sviluppo ed il progresso societario di ogni Paese, e per la piena attuazione dei diritti e delle libertà fondamentali degli esseri umani.

I diritti fondamentali

Ogni Stato giusto proclama:

  1. Che i popoli del nostro pianeta hanno un sacrosanto diritto alla pace
  2. Che la salvaguardia del diritto dei popoli alla pace e la promozione della sua attuazione costituiscono un obbligo fondamentale di ogni Stato;
  3. Che si deve garantire che le politiche degli Stati siano orientate verso l’eliminazione della minaccia di guerra, la rinuncia all’uso della forza nelle relazioni internazionali, e la risoluzione delle controversie internazionali mediante mezzi pacifici
  4. Che tutti gli Stati e le organizzazioni internazionali devono adoperarsi al massimo per contribuire all’attuazione del diritto dei popoli alla pace attraverso l’adozione di misure adeguate sia a livello nazionale che internazionale.

Tutto ciò non è un privilegio di alcuni, ma deve essere un “diritto umano” acquisito alla nascita. I diritti umani possono essere definiti come quegli standard fondamentali senza i quali le persone non possono vivere dignitosamente. Sono il fondamento della libertà, della giustizia e della pace, e il loro rispetto permette all’individuo e alla comunità di svilupparsi pienamente.

Il rispetto per la vita umana e la dignità umana, possono essere trovate in ogni religione e filosofie veritiere del Mondo.

Caratteristiche dei diritti umani

  1. I diritti umani non devono essere acquistati, guadagnati o ereditati, appartengono alle persone semplicemente perché sono umani: i diritti umani sono inerenti a ciascun individuo.
  2. I diritti umani sono gli stessi per tutti gli esseri umani indipendentemente da razza, sesso, religione, opinione politica o di altro tipo, origine nazionale o sociale. Nasciamo tutti liberi e uguali in dignità e diritti: i diritti umani sono universali’.
  3. I diritti umani non possono essere tolti, nessuno ha il diritto di privarne un’altra persona per nessun motivo. Le persone hanno ancora diritti umani anche quando le leggi dei loro paesi non li riconoscono, o quando li violano (per esempio, quando si pratica la schiavitù, gli schiavi hanno ancora dei diritti anche se questi diritti vengono violati). I diritti umani sono inalienabili.
  4. Per vivere dignitosamente, tutti gli esseri umani hanno diritto alla libertà, alla sicurezza ea standard di vita dignitosi contemporaneamente. I diritti umani sono indivisibili.

Nelle Sacre Scritture

Nel terzo mese dell’anno, Sivan, il terzo figlio della famiglia, Mosè, diede origine ad una nazione che potrebbe essere suddivisa in tre parti: Kohen, Levi e Yisrael. Anche la Torah, comprende tre parti: Torah, Neviim e Ketuvim ( Shabbat 88a), ma qual è il simbolismo del numero tre? Tre rappresenta l’unità.
Se il numero due rappresenta la divisione (due forze opposte, opinioni o idee), quando si aggiunge un terzo “elemento”, possiamo “unire” i “due”, proprio come fa un mediatore. DIO ci ha dato la Legge Biblica nel terzo mese per ricordarci che anche se vediamo un mondo di contraddizioni, caos e forze opposte, la Sacra Scrittura ci può donare la forza di unire spiritualità e fisicità.

Il Talmud parla anche di due istituzioni accademiche vissute più o meno nello stesso periodo di Gesù, conosciute come Beit Hillel e Beit Shammai. Queste due scuole di pensiero differivano fortemente su molti argomenti, e il Talmud è pieno dei loro disaccordi, eppure questi studenti erano noti per avere un tale rispetto reciproco che potevano onorare l’opinione dell’altro pur mantenendo la propria.

L’approccio umano naturale (o si potrebbe definire più animalesco, e meno “elevato”) è che se credo fermamente che la mia opinione sia vera, non c’è spazio per i miei amici per dissentire. Se ho prove che un qualcosa fa male per la salute, e ci tengo sinceramente all'”altro”, non voglio che egli “cadfa” in quell’errore, e lo avverto con fermezza. Ma il modo di Beit Hillel e Beit Shammai era diverso, e unico nel suo genere, non scendevano a compromessi sulla loro opinione, e non dovevano annunciare un “vincitore”. Sono stati in grado di mantenere la propria posizione nel totale rispetto reciproco: Questa è la vera pace. Questa è la vera armonia.

Queste due famosissime scuole di pensiero del passato, sono state in grado di mantenere la propria posizione, seppure nel totale rispetto reciproco: Questa è la vera pace. Questa è la vera armonia.

Conclusioni

Anche nel nostro profondo, spesso sentiamo di avere due parti contrapposte di noi: la parte spirituale e la parte materialistica, la parte felice e la parte triste, la parte più seriosa e la parte più sciocca, e qualche volta sentiamo come se dovessimo sceglierne una.

Eppure la lezione di Beit Hillel e Beit Shammai è che la vera pace può verificarsi solo quando diamo spazio ad entrambe le parti, con il nostro amore e rispetto come terza forza unificante. Possiamo onorare entrambe queste parti di noi e lasciarle coesistere senza sminuire l’altro, senza costringerle a cedere all’altro.

Può esistere la vera pace, nonostante tutte le forze opposte che possono esistere contemporaneamente. Anche all’interno del tuo essere unico, può esserci unità in mezzo alla diversità. In questo giorno di Natale di Gesù per i cristiani, questo pensiero va ricordato, conservato e applicato, ad ogni “forma” intorno a noi.

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