Importanza del digiuno nella religione e per la salute
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Il digiuno sembra essere una pratica antica quanto la religione stessa, una testimonianza della disciplina spirituale osservata nelle varie tradizioni Abramitiche e non. È un momento in cui i credenti intraprendono un viaggio di abnegazione, introspezione spirituale e rinnovamento. Per i musulmani di tutto il Mondo il Ramadan è il mese sacro dedicato al digiuno, ma anche alla preghiera e alla riflessione, un precetto obbligatorio per ogni credente in salute, che invita i fedeli ad astenersi dal mangiare e bere dall’alba fino al tramonto. L’intento è quello di favorire un maggiore “avvicinamento” a DIO (ALLAH in Arabo) e catturare l’essenza dell’umiltà. Allo stesso modo, gli ebrei, che ad esempio osservano il digiuno durante il periodo della Pasqua (Pesach, per commemorare la loro liberazione dalla schiavitù egiziana), si astengono dal pane lievitato e partecipano a rituali che rafforzano la loro fede e i legami comunitari. Anche i cristiani tradizionalmente si impegnano nei digiuni, e tra i periodi più importanti c’è la Quaresima (i 40 giorni che precedono la Pasqua), un periodo di digiuni, penitenza e preghiera, aiutando così il corpo e la mente a riflettere più profondamente sul sacrificio di Cristo e sulla redenzione delle Anime.

Nella storia

Scopri chi era Rumi

Nell’arco della storia umana, il digiuno è stato una pratica intrinseca a molteplici culture e tradizioni religiose, trovando menzione sia nella Bibbia (sia Antico che Nuovo Testamento), nel Corano, sia nelle pratiche ascetiche della cultura greca. Questa forma di astinenza alimentare, che varia da una privazione parziale ad una totale, riflette non soltanto una necessità in assenza di cibo ma anche una scelta deliberata con profonde implicazioni spirituali, salutistiche, religiose o politiche. Come il poeta Rumi saggiamente osservava, “Il digiuno è il primo principio della medicina”, sottolineando come il digiuno possa essere visto non solo come un atto di purificazione spirituale ma anche come una fondamentale pratica di benessere fisico.

Il digiuno tra le diverse fedi

La pratica del digiuno, con la sua presenza multiforme in tutte le fedi abramitiche, è una tradizione tanto antica quanto essenziale. Questa sezione approfondisce i fondamenti filosofici, storici, biblici e religiosi del digiuno, rintracciando le sue radici in secoli di pratiche devote. Esaminando i Testi Sacri e gli insegnamenti dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’islam, scopriamo il fondamentale. Dal digiuno dello Yom Kippur nell’ebraismo, un’espiazione solenne osservata con un periodo di 25 ore di digiuno e preghiera, alla Quaresima del cristianesimo, un periodo di 40 giorni di digiuno, preghiera e penitenza prima della Pasqua, e al Ramadan dell’Islam, un mese di digiuno dall’alba al tramonto per avvicinarsi a DIO, il digiuno diventa un ponte verso il divino.

Queste pratiche non sono semplicemente rituali, ma racchiudono un profondo significato filosofico e teologico, enfatizzando l’autodisciplina, la riflessione e la manifestazione fisica della fede. I Testi Sacri di queste tradizioni offrono spunti di riflessione sugli scopi e i metodi del digiuno, evidenziandolo come mezzo di purificazione, prova di autocontrollo e modo per raggiungere uno stato di consapevolezza spirituale più profondo. Citazioni dalla Bibbia, dal Corano e dal Talmud, tra le altre, rivelano la natura multiforme del digiuno, mostrandolo come un viaggio personale verso la crescita spirituale e come un’esperienza comunitaria che promuove l’unità e l’empatia tra i credenti.

Esplorando questi testi e queste pratiche antiche, non solo rendiamo omaggio all’eredità duratura del digiuno all’interno delle tradizioni abramitiche, ma apprezziamo anche le diverse espressioni di questa profonda disciplina spirituale.

alcune importanti citazioni

  Bibbia (Vecchio Testamento) Bibbia (Vangeli) Corano Talmud hadith
Citazione 1 “E Mosè rimase là con il Signore quaranta giorni e quaranta notti; non mangiò pane e non bevve acqua. E scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, i dieci comandamenti.”
(Esodo 34, 28)
“E quando digiunate, non siate cupi come gli ipocriti; perché essi si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini di digiunare. (Matteo 6:16)” “O voi che credete! È prescritto per voi il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi. (2:183)” “Chiunque digiuna per la morte di un giusto è perdonato per tutti i suoi peccati (Moed Katan 28b)” “Ogni azione del figlio di Adam è per lui tranne il digiuno; è per Me, e Io ricompenserò per esso. (Sahih Al-Bukhari 1904)”
Citazione 2 “E gli abitanti di Ninive credettero a Dio; proclamarono un digiuno e si vestirono di sacco, dal maggiore di loro al minore. […] Dio vide le loro opere, che si erano convertiti dalla loro cattiva condotta, e Dio si pentì del male che aveva detto di fare loro, e non lo fece.”(Giona 3:10) “Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni, dicendo: ‘Perché noi e i farisei digiuniamo spesso, ma i tuoi discepoli non digiunano?’ Ed egli rispose loro: ‘Non possono gli invitati alle nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro, vero? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà tolto da loro, e allora digiuneranno. (Matteo 9:14-16)” “Il mese di Ramadan è quello in cui è stato fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e chiarimento di guida e discriminante. (2:185)” “Quando l’Arca dell’Alleanza era in viaggio, il digiuno portava alla redenzione di Israele. (Ta’anit 11a)” “Chi digiuna un giorno per amore di Allah, Allah allontanerà il suo volto dall’Inferno di settanta anni. (Sahih Muslim 1153)”

Il digiuno che fortifica il corpo e lo spirito

Il digiuno può quindi essere considerato un precetto multiforme, che favorisce la resilienza sia nella forma fisica che nell’essenza spirituale. Questa pratica sembra introduce un “giorno sabbatico”, una pausa deliberata in mezzo al ritmo incessante e al consumo eccessivo che caratterizzano la nostra era contemporanea. È un momento in cui si riesce a metterer “pausa” all’incessante eccesso alimentare, concedendoci un momento di stacco, riposo, e così introspezione e distacco dalle incessanti richieste giornaliere dell’esistenza. Questa parentesi autoimposta favorisce l’armonizzazione di corpo e spirito, catalizzando una profonda trasformazione che va oltre la semplice astensione dal mangiare e bere.

Il viaggio nel digiuno fa riemergere un senso di pace interiore, una completezza che potrebbe sfuggire nel ritmo regolare della vita. Questa tranquillità interiore e questo senso di completezza riflettono la potente natura duale del digiuno: pratica fisica che purifica il corpo, e esercizio spirituale che purifica l’anima.

Nelle fedi abramitiche

Nelle fedi Abramitiche si rivela un ricco mosaico di devozioni, ciascuna colorata da interpretazioni e pratiche uniche ma legate da un filo trascendentale comune.

Nell’Ebraismo, il digiuno trascende ben oltre lo Yom Kippur, il giorno più sacro dell’anno dedicato all’espiazione e alla riflessione. Questa pratica permea molteplici occasioni significative, testimoniando la sua importanza e versatilità all’interno della tradizione (ad esempio, Tisha B’Av [Zaccaria 7:5], Tzom Gedaliah [Geremia 41:2], Ta’anit Esther [Ester 4:16], il 17 di Tammuz [Esodo 32:19], e il 10 di Tevet [2 Re 25:1-4]). Questi momenti di astinenza alimentare sottolineano l’introspezione, la ricerca comunitaria del perdono, e il desiderio di purificazione spirituale, radicandosi profondamente nella storia e nei testi sacri ebraici.

Parallelamente, il Cristianesimo offre una visione trasformativa del digiuno, particolarmente durante la Quaresima, un periodo di penitenza, abnegazione, e preparazione spirituale alla Pasqua. Qui, il sacrificio volontario e la meditazione sui sacrifici di Cristo invitano i fedeli a un’intima riflessione per un rinnovamento della fede e un approfondimento dell’empatia (esempi biblici includono Matteo 4:2, Atti 13:3, Luca 2:37, Atti 14:23, e Marco 9:29). Queste pratiche dimostrano come il digiuno cristiano funga da ponte verso una comprensione più profonda dei principi evangelici e della vicinanza a DIO.

Il Ramadan, mira a rafforzare la pietà, l’autodisciplina e la compassione, evidenziando un tempo di rinnovamento spirituale, di pazienza e gratitudine attraverso la preghiera intensificata e la recitazione del Corano. Questa pratica enfatizza l’unità della comunità musulmana e la sua dedizione alla fede.

Questo confronto fra le pratiche di digiuno evidenzia non solo le loro peculiarità ma anche la loro capacità comune di arricchire spiritualmente gli individui, rafforzando la connessione con il divino e promuovendo una vita etica e di comunione. In quest’ottica, il digiuno si rivela come un elemento fondamentale per l’evoluzione spirituale personale e collettiva, un pilastro che sostiene la ricerca di purificazione, saggezza e intimità con DIO.

Conclusioni

Anche se non sono un medico professionista e quindi non sono qualificato per dispensare consigli sulla salute, ritenfo che le intuizioni che condivido ad ASH possono considerarsi l’eredità che sto lasciando ai miei figli. Poiché ogni padre è tenuto a trasmettere la saggezza in cui crede, soprattutto quando, come nel mio caso, queste convinzioni derivano da anni di pratica della religione, della filosofia, della spiritualità, così come da lunghi giorni e notti di digiuno. Per questo mi sento in dovere di condividere le mie riflessioni sui benefici personali e potenzialmente legati alla salute del digiuno.

Il digiuno è stato per me un viaggio di purificazione fisica e di illuminazione spirituale. La disciplina dell’astensione da cibo e bevande per periodi prolungati non solo mi ha offerto un senso di disintossicazione fisica, ma ha anche facilitato una profonda introspezione e crescita spirituale. È in questo spazio di privazione che ho trovato chiarezza, un maggiore senso di gratitudine e una connessione più profonda con il divino. L’idea di passare a periodi di digiuno più lunghi nasce dal desiderio di esplorare ulteriormente questi benefici, spingendo i confini della mia resilienza fisica e spirituale.

Da un punto di vista scientifico (vedi NOTE sotto), la pratica del digiuno è sempre più riconosciuta per i suoi potenziali benefici per la salute, tra cui la riduzione della crescita delle cellule tumorali e la promozione della disintossicazione generale del corpo. Le ricerche suggeriscono che il digiuno può innescare l’autofagia, un processo in cui il corpo elimina le cellule danneggiate, riducendo potenzialmente il rischio di malattie croniche. Sebbene queste scoperte offrano intuizioni promettenti sui vantaggi fisiologici del digiuno, è fondamentale avvicinarsi a questa pratica con cautela, soprattutto quando si considerano periodi di digiuno più lunghi.

La decisione di digiunare, soprattutto per motivi di salute, dovrebbe essere guidata dal giudizio personale e, idealmente, dal parere del medico. La fede gioca un ruolo importante in questo processo decisionale, fornendo non solo le basi spirituali per il digiuno, ma anche la forza e la convinzione per intraprenderlo in modo responsabile. Riflettendo sulle mie esperienze di digiuno e sul suo impatto sulla mia salute e spiritualità, mi viene in mente l’importanza dell’equilibrio, della consapevolezza e della ricerca del benessere in tutte le sue forme.

Condividendo queste riflessioni, spero non solo di onorare l’eredità che desidero lasciare ai miei figli, ma anche di incoraggiare un approccio ponderato e informato al digiuno. Che sia per la salute, per la crescita spirituale o per entrambi, il digiuno è una pratica profondamente personale che, se gestita con saggezza, può contribuire a un’esperienza di vita più ricca e appagante. Ritengo sia una grave perdita che tradizioni millenarie come il Cristianesimo, non la riescano più a promuovere…

NOTE:

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