Rumi: Il Profeta che sorpassa le religioni

Si può essere religiosi senza dipendere dalle religioni? Sì. Si può essere musulmani e credere nel Vangelo e nella Torah? Certo. Si può crescere in una remota parte dell’Impero Persiano, ma sentirsi Romano, Greco e abitante del Mondo intero? Assolutamente sì, e Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī era tutto questo, un vero visionario e profeta, maestro di teologia e grande letterato.

Vita e Opere

Rumi (Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī, 30 settembre 1207 – 17 dicembre 1273) è stato un teologo persiano del XIII secolo, studioso islamico, filosofo e mistico sufi originario del Grande Khorasan in Iran. L’influenza di Rumi trascende i confini nazionali e le divisioni etniche: Iraniani, tagiki, turchi, greci, pashtun, altri musulmani dell’Asia centrale e i musulmani del subcontinente indiano, ma anche studiosi ebrei e cristiani hanno potuto ammirare il suo pensiero e i suoi scritti, arrivando ad essere consideraton e descritto come il “poeta più popolare” degli Stati Uniti.1

Le opere di Rumi sono scritte per lo più in persiano, ma occasionalmente ha usato anche il turco, l’arabo e il greco. Il suo Masnavi (Mathnawi), composto a Konya, è considerato uno dei più grandi poemi della lingua persiana. Le sue opere sono oggi ampiamente lette in lingua originale in tutto il Grande Iran e nel mondo di lingua persiana, con traduzioni delle sue opere che tutt’oggi hanno grandissimo successo in tutto il Mondo, soprattutto in Turchia, Azerbaigian, Stati Uniti e Asia meridionale.

Oh uomo! Viaggia da te stesso in te stesso.

 

Il viaggio interiore era la cosa che più contava per Rumi, in quanto riteneva che ogni essere vivente possiede al suo interno tutte le risposte necessarie, la felicità e il benessere di cui ha bisogno per essere appagato e in salute durante la propria esistenza.

Per comprendere i suoi pensieri teologici c’è una semplice ma profondissima storia, una parabola, che il filosofo propone per riuscire ad aprire gli occhi a chi cerca spesso nel buio, e si intitola “Io sono DIO”:

Per tutta la notte, un uomo invocò “DIO”,
e questo fino a quando le sue labbra non sanguinarono.
Poi il suo Avversario [Satana] disse: “Ehi! Signor ingenuo!
…Come mai hai invocato tutta la notte
e mai una sola volta hai sentito DIO dire: “Eccomi, Io Sono [qui]”?
Tu gridi con tanto ardore e, in risposta, che cosa hai?
Te lo dico io. Niente!”.
L’uomo si sentì improvvisamente vuoto e abbandonato.
Depresso, si gettò a terra
e cadde in un sonno profondo.
In sogno, incontrò un Angelo, che gli domandò,
“Perché ti penti di aver invocato DIO?
L’uomo rispose: “Ho chiamato, e chiamato [ancora]
ma DIO non mi ha mai risposto: “Eccomi, Io Sono [qui]”.
L’Angelo spiegò: “DIO ha detto,
il tuo invocare il Mio Nome è la Mia risposta.
Il tuo desiderio di Me è il Mio messaggio per te.
Tutti i tuoi tentativi di raggiungerMi sono in realtà i Miei tentativi di raggiungerti.
La tua paura e il tuo amore sono il laccio per afferrarMi.
Nel silenzio che circonda ogni invocazione di “DIO”.
Aspettati mille risposte: “Eccomi, Io Sono [qui]”.

Rumi era certamente un uomo illuminato, un musulmano che credeva nel Corano e nella predicazione del Profeta Mohammed, ma che per molti aspetti si distaccava dall’Islam come dottrina umana ed istituzione, associando al suo pensiero concetti ebraici, cristiani e persino buddisti a temi come l’Aldilà, la metafisica e amore per il prossimo.

Al di là dei confini del giusto e dello sbagliato c’è uno spazio vuoto. Ci incontreremo lì.

 

Rumi predicava non solo l’assoluto monoteismo di tutte le Religioni Abramitiche, ma lo associava anche ad un puro e semplice monismo, credendo alla pluralità di tutti gli esseri viventi, ad un’unica sostanza con lo stesso principio e stessa fine.

Smettila di comportarti in modo limitato, [perchè] tu sei l’Universo [che si muove] in un moto estatico.

 

Oggi grazie alle scienze abbiamo dimostrato che tutto è formato da energia, ma questo Rumi già lo sapeva, descrivendo chiaramente l’universo come parte integrante di ogni essere, non come una cosa al di fuori della portata degli uomini, perchè se davvero si riesce a guardare dentro di noi, si scopre che tutto ciò che volevamo in realtà lo abbiamo sempre posseduto. Saimo tutti interconnessi e collegati:

In realtà, la tua anima e la mia sono la stessa, appariamo e scompariamo l’uno dentro l’altro.

 

Statua di Rumi nel distretto di Buca in Turchia

Il pensiero di Rumi era ovviamente quello di un uomo molto saggio, egli aveva compreso che il fine ultimo dell’uomo è l’unione (vera e disinteressata) di tutti i popoli e tutte le persone, senza alcuna distinzione. Questo naturalmente senza affermare che ogni religione sia una falsa dottrina, ma che invece tutte queste strade differenti possono differenziarsi per i contenuti, ma prima o poi confluiscono in un unica direzione e destinazione. Così come Rumi non si può considerare semplicemente “musulmano”, nessun vero mistico si può definire appartenente ad una specifica religione. Abramo non era Ebreo in quanto non apparteneva a nessuna dottrina codificata (egli ricercava semplicemente la verità viaggiando di terra in terra, “ebreo” proviene da Ivri = “attraversare”), così come  Gesù non era Cristiano, Mohammed non era Musulmano (ma solo un vero credente monoteista e sottomesso a DIO “musilm” = “slm” = sottomesso/pacifico), Krishna non era un Indù e Guru Nanak non era un Sikh. Le religioni sono fatte dagli esseri umani, mentre il SIGNORE ha creato solo gli esseri umani, fornendogli direzioni per raggiungere la conoscenza.

La dottrina

Come altri poeti mistici e sufi della letteratura persiana, Rumi parla principalmente di amore come l’unica forza in grado di cambiare il mondo. I suoi insegnamenti esprimono anche i principi riassunti nel versetto coranico che Shams-e Tabrizi ha citato come essenza della guida profetica: “Sappiate che non c’è altro DIO all’infuori di Lui, e chiedete perdono per il vostro peccato” (Corano 47, 19). Nell’interpretazione attribuita a Shams, la prima parte del versetto impone all’umanità di cercare la conoscenza del tawhid (ovvero l’unicità di DIO), mentre la seconda li istruisce a negare la propria personale esistenza intesa come non ricercare il proprio bene, ma quello comune, ed eliminare i vizi e la matarialità dall’Anima. Nei termini che usa Rumi, il tawhid è vissuto pienamente attraverso l’amore, e la connessione è resa esplicita nel suo versetto che descrive l’amore come “quella fiamma che, quando brucia, brucia tutto tranne l’Eterno Amato”2. Il desiderio e la volontà di Rumi di raggiungere questo ideale è evidente nel poema del suo libro Masnavi:

 

از جمادی مُردم و نامی شدم
وز نما مُردم به حیوان برزدم
مُردم از حیوانی و آدم شدم
پس چه ترسم کی ز مردن کم شدم؟
حملهٔ دیگر بمیرم از بشر
تا برآرم از ملائک بال و پر
وز ملک هم بایدم جستن ز جو
کل شیء هالک الا وجهه
بار دیگر از ملک پران شوم
آنچ اندر وهم ناید آن شوم
پس عدم گردم عدم چون ارغنون
گویدم که انا الیه راجعون

Sono morto allo stato minerale e sono diventato una pianta,
Sono morto allo stato vegetale e ho raggiunto la condizione animale,
Sono morto allo stato animale e sono diventato uomo,
Allora cosa dovrei temere? Non sono mai stato meno quando colpito dalla morte.
Al prossimo passaggio (in avanti) morirò per la natura umana,
Affinché io possa sollevare (la mia) testa e le ali (e librarmi) tra gli angeli,
E devo (anche) saltare il confine (dallo stato) angelico,
Tutto perisce, tranne il Suo Volto,
Ancora una volta sarò sacrificato dallo stato dell’angelo,
Diventerò ciò che non può entrare nell’immaginazione,
Allora diventerò inesistente; l’inesistenza mi dice (in toni) come un organo,
In verità, a Lui noi ritorneremo.

Conclusioni

Rumi era uno dei più influenti iraniani che scriveva in persiano (Farsi), e molti iraniani continuano a visitare ogni anno Konya in Turchia per pregare sulla sua tomba. Naturalmente bisogna imparare il persiano per capire la grande letteratura di Rumi, ma anche tradotto si può vedere la grande Luce che emanano i suoi testi.

Siamo tutti un grande popolo e una grande famiglia, invece continuiamo a combatterci sopratutto tra vicini e familiari, non comprendendo che il vero male lo stiamo facendo prima a noi stessi. La felicità e la comprensione sono assolutamente legate l’una all’altra e possono essere davvero raggiunte da tutti indistintamente. Per fornire ulteriori spunti di riflessione ci possono aiutare questi tre insegnamenti fondamentali del libro senza tempo di Hermann Hesse, Siddhartha che molto si avvicinano e ci fanno comprendere il pensiero del grande Maestro Rumi:

  1. Ciascuno deve trovare la propria personale via alla saggezza. “La saggezza non può essere impartita. La saggezza che un uomo saggio cerca di impartire suona sempre come follia per qualcun altro… La conoscenza può essere comunicata, ma non la saggezza. La si può trovare, viverla, fare miracoli attraverso di essa, ma non si può comunicare e insegnarla”. Siddharta rifiuta di abbracciare in modo assoluto gli insegnamenti di un solo maestro o una sola dottrina, nella convinzione che non esiste una sola ed unica strada per la verità.
  2. Nessuna dottrina è per sempre. “Ho avuto pensieri e princìpi. Tante volte ho sentito in me il sapere, per un’ora o per un giorno così come si sente la vita nel proprio cuore. […] Ma questo è un pensiero che ho trovato io: la saggezza non è comunicabile. La saggezza che un dotto tenta di comunicare ad altri, ha sempre un suono di pazzia. […] La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, viverla, si possono fare miracoli con essa, ma spiegarla e insegnarla non si può.” Siddharta preferisce sperimentare la propria strada rifiutando di ricevere una presunta verità in modo passivo da chi sostiene di conoscerla, in quanto ogni dottrina è mutevole nel tempo e a secondo delle circostanze.
  3. La saggezza si conquista per mezzo dell’esperienza, non solo tramite gli insegnamenti. “Non stiamo camminando in circolo, stiamo andando verso l’alto. Il percorso è una spirale; abbiamo già scalato molti gradini.“ Di fondamentale importanza è fare esperienze sulla propria pelle, anziché imparare solo la saggezza attraverso lo studio e gli insegnamenti impartiti da altri.

 


nota 1 Ciabattari, Jane (21 October 2014). “Why is Rumi the best-selling poet in the US?”. BBC News. Retrieved 2016-08-22.
nota 2 William C. Chittick (2017). “RUMI, JALĀL-AL-DIN vii. Philosophy”. Encyclopaedia Iranica.

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