La bugia: il male invisibile agli occhi

Un male invisibile è sempre più difficile da debellare di uno tangibile, proprio a causa del suo diabolico modo di mimetizzarsi e nascondersi. Nella frenetica quotidianità dei nostri giorni non è cosa facile accorgersi delle radici del peccato quando serpeggiano nel profondo dello Spirito. Coloro che fanno uso della bugia sono stati attaccati da un virus che dall’interno si diffonde attraverso la bocca nell’etere con il solo ambizioso scopo di infettare il Mondo.

רַבָּן שִׁמְעוֹן בֶּן גַּמְלִיאֵל אוֹמֵר, עַל שְׁלשָׁה דְבָרִים הָעוֹלָם עוֹמֵד, עַל הַדִּין וְעַל הָאֱמֶת וְעַל הַשָּׁלוֹם, שֶׁנֶּאֱמַר (זכריה ח) אֱמֶת וּמִשְׁפַּט שָׁלוֹם שִׁפְטוּ בְּשַׁעֲרֵיכֶם
Rabban Shimon ben Gamaliel soleva dire: su tre cose il mondo sta in piedi, sulla giustizia, sulla verità e sulla pace, come è detto [nella Scrittura]: “Esegui il giudizio di verità e di pace alle tue porte”.
(Pirkei Avot 1, 18)

 

 

Secondo le Massime dei Padri (Pirkei Avot Capitolo 1, 18) quindi chi mente non solo manda in rovina se stesso e la sua credibilità, ma crea anche un danno all’intera umanità che riesce a progredire proprio grazie alla Verità. La menzogna distrugge, mentre la verità costruisce e questo principio è valido in ogni campo delle nostre vite, le esperienze umane vengono tramandate proprio attraverso la verità e questo agevola i posteri nelle loro attività favorendo l’evoluzione. Al contrario invece intere nazioni e civiltà si estinguono quando la bugia si insidia nei comportamenti del popolo, partendo dalla base della piramide societaria, come ad esempio il commerciante che utilizza due pesi e due misure (Proverbi 20, 10), fino alle lotte al vertice per il potere nelle quali spesso i membri della stessa famiglia si combattono a suon di tradimenti e di menzogne. Ogni bugia, anche la più piccola ed apparentemente irrilevante, contribuisce a corrodere quel pilastro su cui si regge il Mondo, contribuendo dannosamente alla formazione di menzogne future più grandi. Ma chi di bugia ferisce sicuramente sarà presto egli stesso colpito dalla lama a doppio taglio della menzogna, perchè agli Occhi di DIO non esiste distinzione alcuna tra peccati minori e maggiori, ma solo tra giusti e peccatori.

La bugia conduce sempre al peccato ed il peccato conduce alla morte, ma questa è una verità che seppur risulti facile da comprendere spesso si fa fatica ad assimilare e far propria come principio.

DIO per mezzo dei Suoi precetti ci insegna a migliorare le nostre vite e la nostra condizione sulla terra, ed eliminare completamente la menzogna dalla proprie labbra aumenta la propia felicità e il proprio benessere. Ma il mentire agli altri è sempre una conseguenza del mentire prima a se stessi, e il bugiardo finisce per indossare una maschera, e con il tempo smette addirittura di ricordare la sua vera natura e faccia. La realtà, per quanto difficile da accettare, rimane pur sempre illuminata dalla Verità e quindi benedetta, mantre la menzogna allontana da DIO e dalla Sua Luce, di cui il nostro Spirito si nutre per stare bene

In nessun caso è lecito mentire

Nel trattato di Ketubot (16 b) vi è una interessante discussione tra la scuola rabbinica di Shammai e quella di Hillel, proprio in merito alle “bugie bianche”, ovvero quelle che apparentemente non recano danni a nessuno. Le due scuole di pensiero si confrontano sul modo in cui ci si dovrebbe comportare durante l’elogio di una sposa nel giorno della sua festa, se attenersi alla realtà, e pertanto tacere o descriverla per quello che è, o piuttosto lodarla per la sua bellezza e modestia, magari mentendo per compiacerla. Ebbene la scuola più vicina alla Verità è sicuramente quella che sceglie di non mentire mai, perchè ogni credente ha sì l’obbligo morale di mostrarsi educato, rivolgendosi in modo empatico nei confronti degli altri, ma ha anche quello di essere veritiero ed onesto in quello che dice. È sempre meglio dire poche cose vere, o addirittura tacere, che divulgare con la propria lingua la menzogna, che ancora oggi rimane estremamente diffusa nel Mondo e purtroppo anche tra i credenti. I maestri dell’ebraismo nel trattato di Sotàh (32 b) la condannano come una colpa estremamente deprecabile, così come il mescolare la manzogna con la verità (Talmud Sanhedrin 89 b) perchè fa perdere di credibilità anche quando si dovesse affermare la verità. Anche chi non ha una sviluppata predisposizione alla menzogna, ma la usa solo all’occorrenza e senza cattive intenzioni, ebbene anche questa categoria è considerata peccatrice nei confronti dell’uomo e di DIO, perchè il credente ha l’obbligo di allontanarsi sempre dalle falsità:

7 Ti terrai lontano da ogni parola bugiarda, e non farai morire l’innocente e il giusto perché Io non assolverò il malvagio. 8 Non accetterai nessun regalo, perché il regalo acceca coloro che ci vedono, e corrompe le parole dei giusti.
(Esodo 23, 7-8)

 

Ma inceve spesso lasciamo che l’integrità dei nostri discorsi venga alterata dall’utilizzo della menzogna. Quando un caro amico ci chiede se sembra grasso con un certo vestito, o se un parente ci domanda qualcosa in merito a una questione delicata, ci sembra che se si rispondessimo onestamente potremmo causare vergogna e umiliazione, e così in circostanze simili a queste moltissime persone scelgono di dire una “bugia bianca”. Questo tipo di falsità sembra solo apparentemente innocua, ed infatti comunemente secondo la società non è considerata come una vera e propria bugia, poiché detta solo per evitare che qualcuno si ferisca o magari per proteggersi da situazioni scomode. Ma se si medita sull’accaduto ci si dovrà di certo ricredere, domandandosi del perchè quell’amico o quel parente aveva interrogato proprio noi. Ebbene, probabilmente in noi aveva riposto fiducia, contando su un nostro giudizio veritiero e sperando che le nostre parole avrebbero rappresentato la realtà dei fatti, ma invece con la nostra bugia bianca lo abbiamo tradito. Non gli abbiamo fatto del bene, e seppure inizialmente la verità potrebbe risultare pungente o dolorosa, alla lunga potrerà sempre i frutti che solo un atto di amore può maturare, perchè la verità è un bene da salvaguardare, e un bene porta sempre altro bene. La linea di demarcazione tra “bugie bianche” e altri tipi di menzogne è da sempre stata opportunamente confusa, perché spesso risulta più facile e anche più sbrigativo mentire invece che dare una risposta veritiera, ma che può sembrare a nostro giudizio scomoda. Ma fare valutazioni proprie in merito a ciò che è giusto o è sbagliato per gli altri, e ciò che può ferire o non ferire il nostro prossimo è un grave errore per il credente, il quale mette da parte il proprio fallace giudizio confidando solo nella perfezione della Legge. DIO attraverso la Scrittura ci fornisce la strada e la direzione da seguire per non danneggiare noi stessi e le nostre vite, ma anche il nostro prossimo, e attraverso i 10 comandamenti (Esodo 20, 2-17) possiamo avere una sintesi e un raggruppamento di tutti i 613 precetti.

Il 9° Comandamento

Non pronuncierai falsa testimonianza contro il tuo prossimo”, questo è quanto afferma il 9° comandamento, ma ciò che solo apparentemente sembra condannare e riferirsi solo alla “testimonianza” magari in un tribunale o sotto giudizio, è invece un’ammonimento contro tutti coloro che non tutelano la verità e la giustizia nel mondo. Questo comandamento include altre importantissime norme, principalmente il non mentire proclamando sempre la verità, ma anche tutti gli altri precetti in relazione ad esso, come ad esempio il non fare favoritismi e non praticare la corruzione, ed infatti poco più avanti nel Libro (Esodo 23, 1-7) viene spiegata più dettagliatamente questa norma:

1 Non spargerai alcuna voce falsa e non darai alcun aiuto all’empio per essere un ingiusto testimone. 2 Non seguirai la maggioranza per fare il male; e non deporrai in una vertenza giudiziaria schierandoti dalla parte della maggioranza per pervertire la giustizia. 3 Non favorirai neppure il povero nel suo processo. 4 Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino smarrito, glielo riporterai. 5 Se vedi l’asino di colui che ti odia steso a terra sotto il carico, guardati bene dall’abbandonarlo, ma aiuterai il suo padrone a slegarlo. 6 Non distorcerai il diritto del tuo povero nel suo processo. 7 Rifuggirai da ogni falsità; non ucciderai l’innocente e il giusto, perché io non assolverò il malvagio. 8 Non accetterai alcun regalo, perché il regalo acceca chi vede e perverte le parole dei giusti.
(Esodo 23, 1-7)

 

Il termine sahadutà (testimonianza) che troviamo nel 9° comandamento già compare nella Bibbia nel primo Libro della Genesi, quando Labano arriva ad una tregua con Giacobbe, ponendo un cumulo di pietre come testimonianza, chiamandolo quel luogo Yegar sahadutà. Quindi sahadutà si riferisce a qualsiasi tipo di testimonianza, e non solo quella in tribunale. La punizione per chi contravviene al comandamento è riportata nel Sefer ha-chinukh (mitzwàh 37) che spiega di quanto la menzogna sia deplorevole, proprio perchè il Mondo si regge sulla testimonianza veritiera che risolve gli scontri fra gli uomini, mentre la falsa testimonianza conduce alla distruzione della civiltà.

Ci sono sei cose che il SIGNORE odia, sette che gli sono detestabili: occhi alteri, una lingua bugiarda, mani che spargono sangue innocente, un cuore che escogita piani malvagi, piedi che si precipitano al male, un falso testimone che sparge menzogne e una persona che suscita conflitti nella comunità.
(Proverbi 6, 16-19)

 

È interessante notare che questi versi distinguono tra “una lingua bugiarda” e “un falso testimone che sparge menzogne”, il SIGNORE è davvero così contrario alla menzogna e alla falsa testimonianza che i Proverbi li includono entrambi, come due tra le sette cose che DIO ha più in odio.
Allo stesso modo nei Libri profetici e sapienziali troviamo espressioni molto dure nei confronti di chi proferisce menzogne, come ad esempio nel Libro di Geremia (Ger 9, 8-9) è scritto: “La loro lingua è una freccia acuminata, proferisce menzogne. Con la bocca uno parla amichevolmente al suo prossimo, ma dentro di sé gli tende insidie. Non dovrò forse punirli per questo? Dice il SIGNORE. Non dovrò fare giustizia di un popolo come questo?”. Allo stesso modo nei Salmi (Sal 101, 7): “Chi agisce con inganno non abiterà nella mia casa; chi proferisce menzogne non durerà davanti ai Miei occhi”.

L’inventore della menzogna

La prima bugia che troviamo nel Testo Biblico non poteva non provenire dall’oppositore del genere umano, Satana che inizia il discorso tentando Eva prima per mezzo di un’ingannevole domanda:

Ha DIO veramente detto: “Non si deve mangiare da nessun albero del Giardino”?
(Genesi 3, 1)

 

invece il CREATORE aveva solamente proibito di toccare un albero in particolare ed Eva rispose al serpente:

“Del frutto degli alberi del Giardino ne possiamo mangiare, 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al Giardino DIO ha detto: “Non ne mangerete e non lo toccherete, altrimenti morirete.”
(Genesi 3, 2-3)

 

 E così Satana confezionò il suo inganno pronunciando la prima menzogna della Bibbia:

You will not certainly die
(Genesi 3, 4)

 

Eva credette a quella menzogna, trasgredendo così insieme ad Adamo al comando del CREATORE e incombendo così nella morte e nella conseguente cacciata dal Giardino. Tutta la tribolazione del genere umano è stata quindi una conseguenza del potere di una menzogna, per far comprendere così ai credenti di quanto le parole false possono essere potenti, spesso molto di più di quanto si pensa.

Nell’Islam

Anche l’Islam rifiuta la menzogna e l’inganno in tutte le loro forme:

Oh voi che credete! Temete DIO e siate con coloro che sono veritieri [in parole e in opere]
(Corano 9, 119)

 

Anche quando a volte mentiamo senza consapevolezza, magari per non rispondere al telefono, facendo dire a nostra moglie che siamo sotto la doccia o comunque impossibilitati a rispondere, ebbene anche quella è una bugia, e sebbene siano altre quelle malvagie, il solo utilizzo di una piccola falsità condurrà ad una bugia più grande nel futuro.
Essere sinceri e persone affidabili è una delle più grandi virtù che un uomo e una donna possano possedere, mentre il mentire porta alla corruzione di Spirito e all’inganno. La tradizione orale Islamica e fonti storiche riportano che il profeta Mohammed (che la pace sia con lui) affermò: “Devi essere sincero, perché la verità porta alla giustizia e la giustizia porta al Paradiso.” Il vero credente continua a dire la verità anche quando le menzogne intorno a lui lo circondano, e solo in questo modo potrà essere riconosciuto da DIO come siddeeq (ovvero veritiero, giusto, che non proferisce menzogne). La menzogna porta all’immoralità e l’immoralità porta alla punizione etrena del fuoco. Durante la sua vita il Profeta Mohammad venne conosciuto come al-amin, ovvero “l’onesto”, per tutta la sua vita, prima ancora di ricevere la sua rivelazione da DIO all’età di 40 anni, era così fidato nella sua comunità che la gente lasciava i propri oggetti di valore presso di lui in quanto era l’unico degno di fiducia. Anche l’Islam quindi come tutte le altre religioni Abramitiche condanna ogni tipo di azione che corrompe la Verità, perchè nessuna cosa che appartiene al buio del peccato può essere proferita “a fin di bene”.

Conclusioni

Il sigillo del SIGNORE è la Verità (Shabbat, 55 b) è facile comprendere del perchè troviamo così tanti divieti nella Legge Biblica che riguardano il non mentire. Sicuramente è difficile avere a che fare con le menzogne presenti nel mondo, nel lavoro e nelle svariate e complesse situazioni che ogni giorno si possono presentare, ma sicuramente la manzogna non è mai la risposta a questi problemi. Non si può rispondere al male con altro male, o si finirà semplicemenete per rinforzarlo invece che sconfiggerlo, solo estirpando completamente dalle nostre vite la menzogna si può raggiungere uno stato superiore di coscienza che beneficia prima di tutto il presente. La teologia che parla solo dei tempi futuri e dell’Aldilà è una dottrina completa solo per metà, perchè i credenti che più si affidano a DIO e alla Legge sono quelli che trovano benefici tangibili nel loro presente, ed eliminare la bugia porta guadagni e vantaggi ai problemi del presente. Se non si vuole sbagliare nel futuro ci si deve attenere oggi alla pura e semplice verità, solo così non si dovrà ricordare nulla e non incorrere in dolorosi errori.
Per essere graditi a DIO e benedetti in quello che facciamo dobbiamo obbligatoriamente cancellare la propensione a mentire (Proverbi 12, 22), amare ciò che DIO ama, e detestare la bugia che DIO condanna e detesta.


Riferimenti

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