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Il Papa sta morendo, e con lui si chiude un altro capitolo della storia della Chiesa. Le notizie si susseguono, i fedeli pregano, il mondo cattolico si interroga sulla sua eredità. Per molti, è un momento di turbamento, preludio ad un vuoto spirituale difficile da colmare.
Eppure, per me, non è affatto così…
Premesso che amo la Chiesa con tutto il mio cuore e che le devo moltissimo per ciò che sono oggi, non la rinnego affatto, e mai lo farò…
Seppure ho fatto dell’amore per DIO, della ricerca della Verità e dello studio delle Sacre Scritture la mia missione, la notizia della morte di un Papa non mi scuote, e non mi dispiace affatto. Non è mancanza di sensibilità, anzi, e per quanto riguarda l’uomo, Bergoglio, sono felice che si addormenterà e che finalmente si ricongiungerà con i propri padri:
Poi Abramo spirò e morì in buona vecchiaia, vecchio e sazio di giorni, e fu riunito ai suoi padri.”
(Genesi 25, 8)“Il Signore disse a Mosè: ‘Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri; e questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dèi stranieri del paese nel quale va per stare, e mi abbandonerà, violando il patto che ho stabilito con lui.'”
(Deuteronomio 31, 16)
Per quanto riguarda invece la figura del Papa, così come oggi viene concepita, per me è già morta. Aveva proprio ragione San Malachia, l’ho sempre sostenuto, anzi. è stato uno dei miei primi post qui su ASH, nel 2015, dieci anni fa… La fine del Papato è stata predetta secoli fa, anche attraverso questa profezia:
In persecutione extrema S.R.E. sedebit.
Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus;
quibus transactis, civitas septis colli diruetur,
et Iudex tremendus iudicabit populum suum. Finis.
(Profetia Sancti Malachiae, Lignum Vitae, 1595)Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà .
Pietro il Romano, che pascerà le pecore in molte tribolazioni;
passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta,
e il Giudice tremendo giudicherà il suo popolo. Fine.
(Profetia Sancti Malachiae, Lignum Vitae, 1595)
Facendo il calcolo delle date, la predizione riguarda proprio questa nostra era: Pietro il Romano è identificato con il Papa successore al ponteficato di Ratzinger, e considerando che Bergoglio è stato il sostituto di Benedetto XVI, sembra che la conclusione del ciclo di colui che si fa chiamare “Santo Padre” (e che, tra gli altri titoli che ha secondo il diritto canonico, è: Vicario di Cristo, Successore del Principe degli Apostoli, Sommo Pontefice della Chiesa Universale, Primate d’Italia, ecc.) sia ormai imminente…
Quindi, la vera agonia, ragione per cui piangere, per me, non è quella della normale dipartita di un uomo, ma quella straordinaria della lenta scomparsa della Chiesa stessa…
Ma si potrebbe dunque pensare che, con l’ipotetica fine del Papato, anche la Chiesa sia destinata a finire? Ovviamente sì, ma che non si rallegrino i miscredenti, perché la “fine” può essere anche rinascita, e come la fenice la Chiesa potrà finalmente spiegare le ali per volare, raggiungendo finalmente luoghi più alti, più puri, più degni.
Voglio essere sincero, anche a rischio di risultare ciò che non sono. Scrivo, però, con la certezza che il mio cuore, il mio animo e il mio pensiero rimangano estremamente rispettosi, e mi scuso se non mi esprimo bene con le parole.
Se ho detto qualcosa di sbagliato”, Gesù rispose: “dimostrami dov’è che ho sbagliato. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?
(Gv 18, 23)
In ogni modo, prima di inziare sottolineo che sono e sarò sempre aperto ad approfondire ciò che scriverò in questo post attraverso conversazioni private, scambio di email, e ogni tipo di confronto che continuo a fare abitualmente, lasciando spiragli, finestre e portoni aperti. Il dialogo umano e pacifico è la chiave per crescere, tutti, io in primis.
Affermo quindi con convinzione che, teologicamente, la dipartita di Papa Francesco non mi tocca affatto, anzi. Riabbracciare i propri antenati è il mio sogno… Lo attendo con grande impazienza, e dunque non posso immaginare che questo Papa, uomo di fede, non conosca questa verità teologica (perché credete che dei Santi si celebri e si festeggi il giorno della loro morte sul calendario liturgico e non quello della nascita?).
Un altro uomo di carne che ci lascia non cambia nulla. Ciò che invece mi fa soffrire, sempre di più, è l’agonia della mia amata Chiesa. E nei sette punti che esporrò di seguito, cercherò di spiegare esattamente il perché.
La Chiesa Senza Guida: Un Trono Vuoto?
Non affatto. Anzi, è proprio quando la Chiesa spodesterà e annienterà il suo illegittimo trono che DIO tornerà a dimorare veramente in mezzo ai credenti. Questa non è una mia teoria, ma una profezia di molti, così come annunciata dal Santo Malachia secoli fa. La fine del trono umano della Chiesa non sarà la sua distruzione, ma il suo vero rinnovamento.
Se non mi sono spiegato a sufficienza, lo faccio ora con un esempio concreto. Immaginiamo che domani Papa Francesco muoia e che un’alta carica della Chiesa si avvicini a me, dicendomi:
“Mavro, riconosciamo il tuo impegno, la tua correttezza e la tua fede. Sei giusto e non parli per te stesso, ma solo per la gloria di DIO. Diventa Papa su di noi, sii tu un leader tra i credenti!”
(Sapete, tra l’altro, che secondo il diritto canonico un semplice uomo battezzato, e non necessariamente un chierico, può essere eletto Papa? Esatto, probabilmente non lo sapevate, perché nessuno ve lo dice. Certi dettagli non vengono raccontati a noi “comuni mortali”… Ma non dilunghiamoci oltre, perché su questo argomento scriverò un altro post.)
Torniamo alla “storia”.. Sapete cosa io risponderei?
“Diventare Papa io? Le tue parole mi onorano, e sebbene non vada assolutamente in cerca di riconoscimenti terreni, ebbene eleggetemi pure Papa, e portami ad affacciarmi sulla finestra di Piazza San Pietro. Ho un messaggio urgente per i credenti.”
Immaginate la scena: una volta adornato di vesti candide, profumato con gli oli più pregiati, provato a baciare e riverire, e dopo aver ricevuto subito l’ordinazione episcopale per poter esercitare il mio ruolo, salgo sul pulpito per la mia prima predica. Mi affaccio e proclamo:
“Credenti nel DIO Altissimo, Padre di Abramo, Isacco, Ismaele e Giacobbe, seguaci del Signore Gesù il Cristo, ascoltatemi! Durante il mio pontificato farò solamente due opere:
La Prima: Devolverò tutti i beni della Chiesa, ogni proprietà, ogni ricchezza e ogni opera d’arte, e ogni tipo di possedimento materiale ai poveri di questo mondo. La Chiesa non contribuirà più a “lasciare qualcuno indietro”, ma darà il vero esempio di generosità, umiltà e povertà, solo così potrà tornare a occupare il ruolo che le compete. Un ruolo che non è quello di governatori e re, ma di legislatori e profeti, di guide spirituali. Ci occuperemo solo della preghiera pura, dello studio della Parola, delle opere d’amore verso i bisognosi, di aiutare i potenti a ritrovarsi e di dirigere il popolo dei credenti verso un’Era di Pace. Ma questo si può fare solo dal basso, come faceva Gesù, non dall’alto, come hanno provato a fare per millenni non riuscendoci.
E la Seconda cosa che farò sarà dimettermi immediatamente dal mio incarico, ma prima annullerò “ad aeternum”, per sempre la figura del Santo Padre sulla Terra. C’è solo un Padre ed è nei Cieli, ma qui sulla terra non ci sarà mai più un “leader” al di sopra gli altri credenti! Lasciamo che siano gli Stati a formare e dirigere i leader politici, ma tra i credenti siamo e dobbiamo dimostrare di essere tutti uguali, come fratelli davanti a DIO Padre, e come nostro Signore Gesù insegnava.”
Dopo queste parole, mi allontanerei. Mi toglierei le vesti, abbandonerei ogni titolo, e mi dileguerei. Tornerei a studiare, a pregare, a scrivere su Abrahamic Study Hall, a lavorare per una giusta causa: la Pace. Tornerei alla mia famiglia, ai miei figli, alla vita semplice, perché questa è la vera ricchezza e il vero potere, la semplicità della fede, come Salomone il Magnifico insegna:
“Ecco, questo solo ho trovato: che DIO ha fatto l’uomo semplice, ma sono essi hanno cercato molte e molte complicazioni.” (Ecclesiaste 7, 29)
Ebbene, quanti crederebbero che, in questo modo, la Chiesa giungerebbe alla fine?
Io di certo no. Anzi, la Chiesa tornerebbe a essere grande proprio spogliandosi di tutto. Perché DIO non lascia nessuna opera senza ricompensa.
La vera Chiesa non si trova tra le mura del Vaticano, nei palazzi dorati o nei titoli onorifici; non è nelle proprietà terriere né nei conti bancari… La vera Chiesa è nel cuore dei suoi miliardi di credenti, nella stragrande maggioranza dei clerici giusti, che tuttavia non possono esercitare la giustizia perché la burocrazia lo impedisce. È tra coloro che cercano DIO con purezza, senza compromessi e senza paura di perdere il superfluo per ritrovare l’essenziale.
Conclusioni
Prima di tutto, mi scuso con chiunque possa aver percepito le mie parole come irrispettose. Non è mia intenzione mancare di riguardo a nessuno, né minare la fede di chi crede sinceramente nella Chiesa così com’è oggi. Scrivo con passione, ma con profondo rispetto per tutti coloro che, in buona fede, servono DIO attraverso l’istituzione ecclesiastica. Tuttavia, proprio perché amo la Chiesa, sono nato nella città Cristiana al mondo per eccellenza, e desidero vederla risplendere nella sua forma più pura, non posso tacere su ciò che credo sia la sua vera missione.
Cosa significherebbe realmente un cambiamento del genere per la Chiesa oggi?
Un tale rinnovamento porterebbe ad una Chiesa finalmente libera dal potere temporale, una Chiesa che non dipende da privilegi politici o ricchezze materiali, ma che trova la sua forza nella fede e nel servizio puro a DIO e agli uomini. Sarebbe un ritorno allo spirito originario degli apostoli: una comunità di credenti che non cerca di governare, ma di servire, che non aspira all’influenza terrena, ma all’elevazione spirituale.
Un cambiamento di questa portata, ovviamente, scatenerebbe reazioni forti. Gli interessi consolidati combatterebbero con ogni mezzo per mantenere il potere, e molti, anche tra i fedeli, faticherebbero ad accettare una trasformazione così radicale. L’abbandono delle strutture terrene significherebbe rinunciare ai privilegi, alle sicurezze materiali, all’idea stessa di un’istituzione forte nel mondo. Eppure, non è forse proprio questa la chiamata originaria della Chiesa? Non è forse questo l’insegnamento di Cristo, che predicava un regno che non è di questo mondo?
Il vero interrogativo
Se la Chiesa esistesse solo per servire DIO, e non per mantenere un potere terreno, non sarebbe finalmente ciò che dovrebbe essere?
Se al posto di palazzi dorati, titoli onorifici e patrimoni sconfinati, la Chiesa tornasse a essere un faro di luce spirituale per il mondo, non sarebbe più grande di quanto lo sia mai stata?
Se i suoi pastori camminassero tra il popolo come fece Cristo, se la loro unica ricchezza fosse la Parola di DIO, se il loro unico scopo fosse guidare i fedeli verso la Verità e la Pace, non sarebbe questa la vera missione della Chiesa?
E sarà proprio quando la Chiesa si svuoterà del suo potere terreno che DIO tornerà a riempirla della Sua Gloria.
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