Kether: La Corona

Kether (in ebraico כֶּתֶר keṯer “Corona”) è la più alta sephirot dell’Albero della Vita spiegato dalla tradizione della Cabala. Poiché il suo significato è “corona”, viene interpretato sia come il “vertice”, la “corona regale” sull’Albero dell Vita.
Keter è così sublime che è chiamato nello Zohar “la più nascosta di tutte le cose nascoste”, ed è incomprensibile in toto dall’essere umano, descritto anche come la compassione assoluta.
Poiché la corona viene indossata sopra la testa, questo stadio si riferisce alle cose che sono al di sopra della normale capacità di comprensione della mente. Tutte le altre Sephirot sono paragonati a parti del corpo umano, ma la corona giace al di sopra collegando il concetto di regalità terrena tangibile, con l’Ein Sof astratto e intangibile.

Questa Sefirah rappresenta il primordiale desiderio dell’Ein Soph di entrare nella multiforme vita dell’essere. Ma in questa forma non contiene alcun contenuto proprio dell'”Essere Supremo”, ma ne racchiude tutte le potenzialità, e per questo è chiamata “Nulla”, “La Luce nascosta”, o “L’aria che non si può recepire”. La volontà di portare alla luce il mondo rappresenta la compassione assoluta.
Il nome di DIO associato a Keter è “Ehyeh Asher Ehyeh” (in ebraico: אהיה אשר אהיה), ovvero “Io Sono Colui che sono” (Esodo 3, 14), il nome attraverso il quale si è rivelato a Mosè dal roveto ardente, “Colui che è” l’infinito.

Keter, pur essendo la più alta Sephirah è al di sotto di Or Ein Soph che è la fonte di tutti i Sephirot, e riceve dal Sephirah di Malkuth.

Comportamento

Il comportamento etico, in relazione al Sephira del Kether, che l’uomo dovrebbe seguire affinché possa emulare il suo Creatore sono in ordine di importanza:

  1. L’umiltà, perché, sebbene Keter sia il più alto, si umilia, non guardando la sua fonte, ma guardando gli stadi al di sotto.
  2. I pensieri devono rimanere puri
  3. La fronte non deve mostrare segni di durezza d’animo
  4. Le orecchie devono sempre essere rivolte per ascoltare il bene
  5. Gli occhi devono sempre allontanarsi dal male, e guardare sempre verso il bene
  6. Il naso deve essere libero dallo sbuffare della collera
  7. Il viso deve sempre brillare e la bocca non deve esprimere nulla, se non il bene.

I 13 Attributi della Compassione

Come enumerati nel Libro dell’Esodo (Esodo 34, 6-7) sono 13 gli Attributi Divini con i quali DIO governa il mondo, ma non devono essere considerati come connotati di DIO in quanto Egli come essere è infinito e non può essere definito, ma come il modo in cui esercita il Suo controllo e con il quale la mente limitata dell’umanità che osserva valuta il governo divino. Nel Sifre, tuttavia, questi attributi non sono chiamati “middot”, che può significare sia “qualità” che “regola” e “misura”, ma “derakhim” (vie), in quanto sono le vie di DIO che Mosè supplicava di conoscere e che il CREATORE gli ha rivelato. I tredici attributi sono citati più volte nella Bibbia, e i versetti in cui DIO viene descritto usando tutti o alcuni degli attributi includono: numeri 14, 18 ; Gioele 2, 13 ; Giona 4, 2 ; Michea 7, 18 ; Naum 1, 3 ; Salmi 86, 15 – 103, 8 – 145, 8 e Neemia 9, 17.

Attraverso l’interpretazione di un passaggio del Libro di Michah, 13 attributi sono stati associati al Sephirah Kether:

Chi è DIO come te, che perdona l’iniquità e perdona le trasgressioni del residuo della sua eredità? Non mantiene la sua rabbia per sempre, perché si diletta nella gentilezza. Egli ci mostrerà di nuovo compassione, sconfiggerà le nostre iniquità, e Tu getterai tutti i loro peccati nelle profondità del mare. Mostra fedeltà a Giacobbe, gentilezza ad Abramo, che hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.
(Michah, 7, 18-20)

 

Questi 13 attributi sono derivati da questo passaggio e sono descritti in modo molto dettagliato. Detti anche i “Tredici Attributi della Misericordia” sono stati descritti dal rabbino Chizkiyah in una rappresentazione allegorica di un giglio tra le spine, una frase che si trova in Shir Hashirim 2, 2:

Il segreto della protezione spirituale è rivelato attraverso un discorso riccamente metaforico del rabbino Chizkiyah che spiega che le forze spirituali che ci proteggono e vegliano su di noi sono i 13 Attributi della Misericordia. Essi sono trasmessi nel nostro mondo fisico attraverso le prime 13 parole della Torah, e quando vengono decretate ingiurie contro di noi, queste 13 forze possono salvaguardarci attirando una Luce di protezione su di noi nel momento stesso in cui cominciamo a vedere le sequenze mistiche del Testo e ad apprendere ragionando sugli insegnamenti spirituali presenti nella Sacra Scrittura.

 

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