Come l’uomo vitruviano (disegno a penna e inchiostro su carta di Leonardo da Vinci), la Scala verso l’illuminazione può essere meglio compresa se analizzata attraverso le similitudini con le parti del corpo umano. La corona (Kether) si trova sopra la testa e i piedi sono Malkut, “fondamenta” e stabilità a terra.

Tiphareth in ebraico תִּפְאֶרֶת significa “bellezza”, “splendore”, o anche “gloria” (essendo prossima a “Hod”) è la sesta sefira nell’albero cabalistico della vita, e ha in comune l’associazione di “Spiritualità”, “Equilibrio”, “Integrazione”, “Bellezza” e “Compassione”.

Nel Bahir (una tra le prime opere letteraria cabalistiche ) si legge: “Sextus è adornato, glorioso, incantevole trono della gloria, la casa del mondo a venire. Il suo posto è inciso nella saggezza come si dice ‘DIO ha detto: Sia fatta luce, e luce fu”.

Tiphareth è la forza che integra la Sefira di Chesed (“compassione”) e Gevurah (“Forza, o giudizio”), queste due forze sono, rispettivamente, espansiva (dare) e restrittiva (ricevere), l’una senza l’altra non potrebbero manifestare il flusso dell’energia divina. Devono essere bilanciate in perfetta proporzione equilibrando la compassione con la disciplina, e questo equilibrio può essere visto nel ruolo di Tiphareth, dove le forze in conflitto sono armonizzate e la creazione fiorisce. Tiphareth bilancia anche Netzach e Hod in modo simile, in questo caso Hod può essere visto come l’intelletto e Netzach come l’emozione.

Tiphareth è l’unico tra le Sephirot che è collegato a tutti gli altri eccetto che a Malkuth, la sua posizione al centro tra Keter e Yesod indica a molti cabalisti che è una sorta di “conversione” della sefirah tra la forma (Yesod) e la forza (Keter). In altre parole, tutti gli incroci sul percorso centrale via Tiphareth determinano un’inversione di polarità. La legge della conservazione, valida sia per l’energia che per la massa, tende a confermare questo, in tutti i casi di trasmutazione energetica, come può accadere nella trasmissione dei doni e dei beni dai genitori ai loro figli, è necessario un sacrificio affinché possa nascere una nuova forma.

Tiphareth è il centro dell’albero, e cinque Sefirot la circondano: sopra ci sono Chesed a destra (a sud) e Gevurah a sinistra (a nord), e sotto ci sono Netzach a destra, Hod a sinistra e Yesod direttamente sotto. Insieme questi sei sono un’unica entità, Zer Anpin, che è la controparte maschile della sefira femminile Malkuth. In certi contesti, Tiphareth da solo rappresenta tutta la sefirot di Zer Anpin, così che l’intero albero appare con solo cinque sefirot: Keter, Chochmah, Binah, Binah, Tiferet e Malkhut.

Sia nell’albero della vita ebraica che in quello ermetico, Tiphareth ha otto sentieri che portano (in senso antiorario) a Keter (attraverso Daat), Binah, Gevurah, Hod, Yesod, Netsach, Chesed e Chokmah.

Tiphareth può essere anche una variante della parola “Tifarah” e in ebraico moderno usato in Israele è tradotto come “Gloria” (da DIO – “ELOHIM, ADONAY).

I Quattro Mondi (ebraico: עולמות Olamot, singolare: Olam עולם), sono i regni spirituali nella Cabala, nella catena discendente dell’Esistenza. Il concetto di “Mondi” denota l’emanazione della forza vitale dall’Ein Sof Divino Infinito, attraverso progressivi, innumerevoli tzimtzumim (occultamenti/velature/condensazioni). I loro nomi sono letti da Isaia 43, 7: Atziluth (“Emanazione/vicinanza”), Beriah (“Creazione”), Yetzirah (“Formazione”), e Asiyah (“Azione”).

  

  1. Attributo:
    BELLEZZA – Solitamente si attribuisce la bellezza principalmente ad un fattore esteriore, eppure la vera bellezza non è quella che si percepisce immediatamente per gli occhi, ma quella che pian piano si percepisce nel profondo e che arriva nello Spirito per non lasciarlo più. La bellezza del quale la quinta sephirot si riferisce è quella “grazia” e quello “splendore” che un’Anima buona, pure, generosa, pulita ed altruista riesce ad emanare nel creato, in qualsiasi contesto sia spende. La bellezza di Susanna raccontata nella Bibbia, la bellezza delle figlie di Giobbe, e la bellezza di Maria di Magdala, ma anche la bellezza di Giuseppe, quella di Gesù e qualle di Mohammed. Donne ed uomini che sono restati nel nostro immaginario come eternamente belli, non per come apparivano, ma per quello che erano.
  2. Personaggi Biblici associati:
    GIACOBBE – Il patriarca probabilmente più “bello” inteso come “glorioso” della narrazione Biblica, colui che cambierà il nome in Israele, per diventare poi l’ideale della nazione il cui “Animo” è predestinato a cambare il Mondo per condurlo al bene ultimo. Ma attenzione, questo concetto non ha niente a che fare con la politica che vediamo nel presente, in atto nello Stato che combate la Palestina (questo è solo uno stadio provvisorio che presto verrà migliorato) invece che accoglierla come una sorella. Nella divisione ci sarà sempre perdita, e quando Isarele tornerà a comportarsi come guida, aprendo le sue porte al Mondo, allora lo “splendore” sarà sotto gli occhi di tutti, e il Tempio tornerà a risplendere come faro universale di Pace. Gicobbe fu l’unico (proprio come Tipareth) in grado di elevarsi direttamente dal grado di “bellezza” interore a quello di Ketehr “prescelto”, “eletto”, il grado più alto sulla Scala. Tipareth seppure solo la quinta stazione, può permettere di raggiungere direttamente il “top”, attraverso il suo attributo fondamentale l’equilibrio.
  3. Parte del corpo associata:
    BUSTO – CORPO L’elemento associato a questa sephira è il busto, la parte centrale del nostro corpo. Per secoli le università europee hanno seguito gli antichi pensatori greci come Platone e Aristotele nel vedere l’anima umana come divisa in tre parti. In cima a questa gerarchia c’era l’anima “razionale”, situata nel cervello, che gestiva le operazioni intellettuali: ragionamento logico, memoria e potere della volontà. Al di sotto di questa, situata nel petto o nel cuore, c’era l’anima “sensibile”, che governava il movimento, l’emozione e la percezione sensoriale. Infine c’era l’anima “vegetativa”, che governava le operazioni di base necessarie a tutti gli organismi viventi: crescita, nutrizione e riproduzione. Questi processi avevano luogo nelle “parti inferiori”, gli organi digestivi e riproduttivi, e venivano spesso identificati con il fegato. 
    Poi nel XVII secolo questo modello classico dell’anima iniziò a cambiare, ed il filosofo francese Cartesio (1596-1650), ipotizzò che l’anima operasse sul corpo attraverso la ghiandola pineale, un organo non più grande di un chicco di riso annidato al centro del cervello. Studiosi e medici successivi, come Thomas Willis (1621-75) si basarono su studi anatomici sempre più dettagliati del cervello per sostenere che le operazioni dell’anima avevano luogo interamente all’interno della testa. Eppure se ci pensiamo bene lo stomaco ci da moltissimi segnali quando abbiamo delle forti emozioni, e l’esempio più comune è quando si dice di avere le “farfalle nello stomaco”. Quindi oggi l’idea degli organi digestivi come sede dell’esperienza emotiva non sembra così sciocca, e nell’ultimo secolo la ricerca sul microbioma intestinale e sul sistema nervoso enterico indica una relazione dinamica e multidirezionale tra pancia e cervello, con gli scienziati stanno ora dando un nuovo sguardo al ruolo della salute dell’intestino nel benessere fisico e mentale. Ogni persona ha delle sensazioni viscerali profonde che potrebbero essere in grado di dirci qualcosa di molto importante, e chi raggiunge lo stadio di Tipareth, lo sa bene.

  

Hod è lo stomaco quindi il centro. DOve risiedono le nostre

  1. Equilibrio:
    • Bilanciamento, essere come l’acqua, che si adatta ad ogni recipiente nel quale la mettiamo, e anche quando fattori esterni la agitano, poi torna sempre a calmarsi, inesorabilmente. Raggiungere l’equilibrio è facile per chiunque, ma soli i saggi sapranno conservarlo a lungo, ma soprattutto recuperarlo una volta che i mille fattori esterni della vita ci sbilanceranno. Nessun essere umano, nemmeno il più Santo, può vantarsi di aver mantenuto sempre l’equilibrio, ma coloro che lavorano su questa grande qualità, riescono a perfezionarla sempre di più con l’aumentare della loro esperienza. “Pante rei”, tutto scorre.
  2. Sensibilità:
    • Essere compassionevoli ed empatici genera una “bellezza” che va ben oltre quella fisica. La prima può essere conservata, nutrita e aumentare fino alla morte, mentre per la seconda è solo una prerogativa di pochi, ma soprattutto non dura a lungo. La sensibilità è un attributo fondamentale per chi è riuscito a raggiungere “Hod”.

 

  1. Yesod (tramite 6 – vav – ו‎‎ )
  2. Netzach (tramite 8 – chet – ח‎)
  3. Hod (tramite 9 – tet – ט‎)
  4. Chesed (tramite 30 – lamed – ל‎)
  5. Geburah (tramite 40 – mem – מ)
  6. Chokmah (tramite 60 – samech – ס‎ )
  7. Binah (tramite 70 – ayin – ע‎ )
  8. Kether (tramite 100 – qof – ק‎ )

 

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