Il Libro del Tanya תניא: La collezione delle dichiarazioni

Il nome Tanya תניא proviene dell’aramaico e significa “ciò che fu insegnato”, questa parola è la prima presente nel testo mistico Ebraico Likkutei Amarim (ליקוטי אמרים “collezione di dichiarazioni”) scritto nel 1797 dal Rabbino Shneur Zalman di Liadi, fondatore del movimento Chabad.

Contenuto

Il Tanya tratta di spiritualità e di psicologia dal punto di vista della filosofia chassidica e della Kabbalah, ma a differenza di altri libri mistici della tradizione ebraica, questo testo non è una collezione di sermoni o storie ma un’esposizione sistematica del pensiero da credente dell’autore. I chassidim (dall’ebraico ḥăsīd, ovvero “pio”) sono coloro che seguono la filosofia chassidica e identificano la propria ideologia con quella del maestro (rabbì, rabbino) Yisrael ben Eliëzer (1698-1760), conosciuto come Ba’al Shèm Tov (letteralmente “possessore del buon nome”). L’essenza del chassidismo sta nella convinzione che DIO è presente in ogni manifestazione del creato, e che non tanto lo studio né la rinuncia ai beni della vita possono avvicinare al CREATORE, ma quanto le buone opere che si compiono con amore e pace di spirito.

Il Tanya cerca di dimostrare al credente che la conoscenza di DIO è a disposizione di tutti, che la crescita spirituale a livelli ancora più alti è reale e raggiungibile se si è disposti ad affrontare un percorso di crescita. Il Tanya classifica l’uomo in cinque livelli:

  • Il vero tzadik (“persona giusta”, “il giusto che prospera”) ha trasformato il suo spirito animale e prettamente terreno, al punto di essere capace di raggiungere un’intensa gioia nella sua connessione con il Divino e detesta i piaceri mondani.
  • Lo tzadik incompleto (“il giusto che soffre”) non desidera più il male in un modo che si esprime esteriormente, anche a livello di pensiero, però rimane dentro di lui una minima parte di desiderio del male.
  • Il beinoni (lett. “l’intermedio”) possiede uno spirito animale che ancora desidera il male ma riesce a controllarsi costantemente dal commettere peccati con le azioni, le parole e persino i pensieri; ciò però richiede continue tensioni e conflitti. Non è semplicemente uno scontro tra bene e male ma piuttosto un persistente confronto tra le nostre due anime, ovvero quella animale e quella Divina, una attratta dalla materialità e l’altra che aspira verso l’alto.
  • Il rasha in parte (“malvagio”, “il malvagio che prospera”) che commette peccato senza poi pentirsi  (teshuva) ma che comunque compie anche buone azioni.
  • Il rasha totale/completo (“il malvagio che soffre”) che pecca così frequentemente che nessuno dei suoi pensieri, parole o azioni sono controllate dall’anima divina. Coloro sono esclusivamente controllati dalla parte di anima animale, ma comunque anche per quet’ultimo livello c’è possibilità di redenzione.

Leggi il testo del Tanya

Nessuno è perfetto

Nemmeno il più grande dei fedeli sarà per sempre immune dall’errore o dalle tentazioni. Ci sono giorni in cui il credente è pieno di fede, ispirato e mosso dallo Spirito verso la Santità, e altri in cui invece si sente inutile o annoiato. Ci sono giorni in cui niente sembra più importante dello studio delle Sacre Scritture o della preghiera, e altri in cui niente è meglio della televisione o dei social media. Nessuno è perfetto, questo è un’attributo esclusivo del CREATORE, ma ciò non significa che abbiamo una fede labile o che non siamo onesti e veri nel nostro modo di credere, dobbiamo solo conoscere meglio noi stessi per gestire al meglio i momenti di down quando si presenteranno, perchè sicuramente lo faranno. Il Tanya ci guida attraverso la doppia personalità che, seppure in maniera diversa, risiede dentro ogni uomo e ogni donna. Dobbiamo conoscere e comprendere a fondo noi stessi per riuscire a superare le continue sfide quotidiane che la vita ci presenta, e nonostante abbiamo un Codice della Legge che ci insegna come comportarci in ogni circostanza, spesso ci risulta impossibile mettere in pratica quello che leggiamo. Altre volte non comprendiamo quali precetti tra tutti devono essere assolutamente assolti, e quali sono invece di secondaria importanza nelle nostre vite, dobbiamo riuscire a comprendere da soli quali comportamenti giusti influiscono positivamente sulla nostra vita, e quali errati danneggiano noi e chi ci sta intorno, il notro prossimo. Conoscere il differente impatto che hanno nelle nostre vite, così quanto più si migliorerà nel comportarsi rettamente, tanto più si riceverà giustizia e grazia, e questa è una legge naturale, non serve la teologia per spiegarla in quanto è l’esperienza della vita stessa a farlo. Si commette un grande errore quando si pensa che i giusti soffrono e i peccatori prosperano:

Non invidiare il successo di un peccatore, perchè non sai quale sarà la sua fine. Non compiacerti del benessere degli empi, ricordati che non resteranno impuniti fino alla loro morte.
(Siracide 9, 11-12)

 

Nessuno può ingannare DIO, il comportamento può anche risultare impeccabile nel seguire i Comandamenti, ma se questo non è il “nostro vero essere” lo spazio tra l’uomo e il CREATORE si allontanerà. Il Tanya insegna a restringere questo spazio, a creare unità tra il mio “essere spirituale” e quello “terreno”, facendo divenire gli insegnamenti della Legge (mitzvot) parte profonda della propria personalità.

Struttura

Shneur Zalman pubblicò il suo Likkutei Amarim anonimamente nel 1797. L’ultima versione dell’opera risale al 1814 e comprende cinque parti:

  1. Sefer shel Beinonim (“Il Libro dell’Uomo Ordinario”). Descrive come un credente che contempli la grandezza del CREATORE e che decide di seguire i comandamenti della Bibbia, possa provare l’amore e la paura reverenziale necessari ad un’adorazione sincera. Questo conduce il credente ad un raffinamento emotivo, ma tale emozione deve sorgere da una comprensione intellettiva degli aspetti mistici e spirituali del servizio divino. Questa è la ragione per cui il movimento si chiama Chabad (C-B-D), delle iniziali delle tre Sefirot intellettive, le forze intellettive della creazione divina: Chochmah (Sapienza), Binah (Conoscenza), Da’at (Comprensione).
  2. Sha’ar ha-Yichud ve’ha’Emunah (“La Porta dell’Unità e della Fede”) descrive come, sebbene la creazione sia differente dal CREATORE, questi siano comunque interconnessi.
  3. Iggeret HaTeshuvah (“Lettera di Pentimento”.) Questa sezione è anche conosciuta come il “Tanya Katan” (“Tanya Breve”). Descrive l’aspetto mistico del pentimento che non solo porta al perdono dei peccati ma anche la persona pentita ad un locus spirituale più elevato di quello dove si trovava prima di commettere peccati. Imparare e migliorarsi dai propri errori.
  4. Iggeret HaKodesh (“Lettera di Santità”). Questa sezione non venne pubblicata fino al 1814, dopo la morte di Shneur Zalman. È una collezione di lettere, che l’autore scrisse ai suoi discepoli e a varie altre comunità chassidiche, dove parlava degli aspetti mistici di certi comandamenti (come la carità, lo studio della Torah o, in generale, tutti i comandamenti riguardanti atti materiali).
  5. Kuntres Acharon (“Ultima Tesi”), pubblicato anche questo dopo la morte di Zalman, consiste in una serie di lettere dove l’autore risolve alcune apparenti controversie della Kabbalah.

In generale, sebbene il primo libro si dedichi maggiormente alla avodah (servizio divino emotivo), mentre gli altri libri siano più concentrati su complicati e profondi concetti mistici, l’autore unisce idee kabbalistiche astratte con l’importanza del servizio quotidiano e l’emozione che deve accompagnarlo.

Concetti del Tanya

Molti psicologi, consulenti e mental coach possono dare consigli e tecniche per un migliore controllo della propria mente, ed ogni insegnante fornirà ciò che funziona per lui o per lei. Ma negli ambienti ebraici c’è un piccolo libro chiamato Tanya che si comporta da guida spirituale per uno tzadik, ovvero un retto di cuore. Il testo è pieno di informazioni su come funzionano i propri pensieri e di come raggiungere grandi risultati imparando a controllarli. Di seguito vengono riportati alcuni concetti che il Tanya affronta.

Il pensiero manipola il nostro essere. I pensieri non sono solo una finestra nel nostro cervello e nel nostro cuore, ma ci permettono anche di manipolarli. Questi pensieri possono essere manipolati semplicemente scegliendo su quali pensieri si vuole operare. Il controllo della mente corrisponde al controllo del cuore, se uno afferma di essere triste, non ci sarà modo di convinverlo che non deve esserlo, perchè non cambierà il suo stato emotivo. Ma se gli viene offrerto un pensiero felice sul quale ragionare, presto potrà ritrovarsi lontano dal precedente stato d’animo angosciato. Non puoi scegliere come ti senti, ma puoi scegliere ciò che pensi, e quello che pensi ha il potere di cambiare ciò che senti.
Questo intende lo Zohar quando afferma che la mente governa innatamente il cuore, ma non nel modo in cui un dittatore può comandare, ma piuttosto spiegando che ovunque i vostri pensieri viaggiano, lì il vostro stato emotivo andrà per natura.

Dobbiamo considerare i nostri pensieri come a una sorta di capi di abbigliamento per la notra mente, dei vestiti che possiamo indossare, così come puoi cambiare il tuo outfit ogni volta che vuoi, così puoi scambiare i pensieri scomodi e inadeguati con pensieri che esaltano la tua forza interiore e la tua bellezza. Perchè indossare pensieri deprimenti se non sono “belli” e non ci fanno sentire bene, meglio per noi sarà indossare pensieri positivi ed edificanti, questo significa cambiare e migliorarsi.

Lo scorrere dei pensieri è come l’acqua di un fiume, non si ferma mai. Se non riuscite ad ascoltare i vostri pensieri, provate iniziando ad ascoltare il vostro respiro. I pensieri scorrono automatici così come il respiro, si possono controllare, ma se si lasciano andare continueranno a “scorrere”. Ed è proprio durante questo scorrere automatico i pensieri possono essere maggiormente influenzati e dirottati. Ciò che pensiamo è condizionato da tutto ciò che percepiamo, sperimentiamo, apprendiamo, a ciò di cui parliamo e quello che leggiamo eccetera. Un buon metodo per allontanare i pnesieri negativi è sostituirli con altri buoni, ma per fare questo si dovrà prima tenete “a portata di mano” dei pensieri sani. Prendere l’abitudine di custodire un piccolo bagaglio di cose sane così, quando i pensieri tossici invadono le nostre menti, possiamo sostituirli con quelli positivi immagazzinati. Ancora meglio risulterà la memorizzazione. Per migliaia di anni, gli ebrei hanno memorizzato i Salmi, i passaggi chiave della Bibbia, la Mishnah (tradizioni orali tramandate) e altre opere fondamentali, e li hanno ripetuti più e più volte al giorno e anche durante il lavoro. Memorizzare significa incidere le parole nel cuore, facendoli diventare una componente della vostra psiche, e quando ne avremo più bisogno troveremo quelle parole naturalmente e quasi senza sforzo nelle vostre menti. Il Baal Shem Tov ha insegnato che lì dove va la propria testa, è anche lì dove anche noi stessi ci troviamo. Più ci riempiamo la mente con buoni contenuti e più sarà facile tirarli fuori all’occorrenza.

Se reagiamo negativamente ad un pensiero, quello crescerà dentro di noi, ma se riusciamo a dimostrarci indifferenti lo stesso pensiero presto scomparirà. Se qualche pensiero brutto ti salta in mente e ti spaventa e tu continui a rimurginare su questa “negatività” allora stai mettendo quel pensiero su uno dei tuoi “scaffali” interiori e presto ti capiterà di indossarlo. L’unica strategia efficace per trattare l’insorgere di pensieri indesiderati è quella di comportarsi da osservatore distaccati. I pensieri non siete voi, e voi non siete i vostri pensieri. Rimani imparziale ad un pensiero e quello si allontanerà, solo così potrai tornare a “vestire” uno di quei pensieri sani e salutari che hai conservato per un momento come questo. Questa strategia ti renderà ogni volta più forte, e tu potrai ringraziare quei brutti pensieri per averti dato modo di sviluppare ulteriormente il tuo potere mentale. L’esercizio mentale è come l’esercizio fisico e va ripetuto nel tempo.

Un detto afferma: “Su un vecchio albero c’era un vecchio gufo, più sapeva e più taceva, più taceva e più sapeva.” Controllare la propria lingua è sintomo di saggezza. Se ad esempio si è in compagnia di amici e ci viene voglia di dire qualcosa che magari pensiamo possa farli ridere, un buon esercizio sarà trattenere forte quelle parole, rimanere in silenzio, e solo dopo qualche minuto, se si ritiene ancora che quella cosa sia appropriata dirla, solo allora si dovrebbe parlare. In questo modo stai fortificando la tua mente, sta diventando più potente e tu ti stai comportando davvero da padrone della tua mente.

Conclusioni

Nella prefazione del Tanya l’autore scrive che chiunque abbia domande sul significato o l’applicazione del Tanya debba chiederle ai “grandi della propria città.” Nella comune terminologia chassidica Chabad i grandi (o guide) sono conosciuti come Mashpia, maestri istruiti dai rispettivi predecessori ad una corretta applicazione del Tanya.

Molti libri sono stati scritti per spiegare il Tanya, in particolare: il Reshimos sul Tanya del Rebbe Lubavitch, HaLekach VehaLibuv, Shiu’rim BeSefer HaTanya (nella sua traduzione inglese di “Lessons in Tanya (Lezioni di Tanya)”), Maskil Le’Eisan, Biurei Ha’Tanya, e “Opening The Tanya (Aprire il Tanya),” “Learning the Tanya (Imparare il Tanya),” e “Understanding the Tanya (Capire il Tanya)” di Rabbi Adin Steinsaltz.

Il corretto studio di Tanya richiede un insegnante che comprenda la materia, il testo è pieno di termini mistici ed argomenti non facili da comprendere per diversi motivi. Il Tanya non è facile da leggere, e richiede concentrazione e dedizione, questo libro non fornisce ispirazioni istantanee, non contiene racconti, e non risolve velocemente le questioni, è invece un lungo viaggio che richiede tempo ed energia.

 


Bibliografia

  • HaRav Shneur Zalman di Liadi, Tanya: Likutei Amarim: Sefer Shel Benonim (Fu insegnato – Collezione di detti: Libro degli Intermedi) con note di Rabbi Nissan Mindel Ph.D.& Rabbi Ya’acov Immanuel Schochet, che spiegano i concetti mistici – edizione bilingue (HEEN) , Kehot Publishing.com
  • “Five Stages in the Historical Development of Kabbalah” from www.inner.org. “The Development of Kabbalah in Light of Its Main Texts. In this lecture, the five major texts of Kabbalah (Sefer Yetzirah, Zohar, Pardes Rimonim, Eitz Chayim, and Tanya) are the focus of a summary of its development over the ages”. Retrieved Nov. 2009
  • Overview of Chassidut from www.inner.org. Retrieved Nov. 2009
  • Overview of recent academic study of Habad philosophy (“Contemporary Habad and the Paradox of Redemption” by Naftali Loewenthal, in Perspectives on Jewish thought and mysticism) Google books. Retrieved Nov. 2009

 

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