Profezie sul terzo ed ultimo Tempio di Gerusalemme

Una rappresentazione del Tempio di Gerusalemme e dell’ingresso principale, la Porta d’Oro.

Il terzo Tempio di Gerusalemme  (בית המקדש השלישיBeit haMikdash haShlishi, ovvero: “La Terza Santa Dimora”) è il luogo Sacro che secondo le profezie sarà ricostruito a Gerusalemme dopo le passate distruzioni del primo Tempio e del Secondo Tempio. Un “Luogo di preghiera per tutti”, l’“Edificio eterno” e la “Dimora permanente di DIO sono questi alcuni degli appellativi attribuiti alla costruzione edificata secondo il volere del re Messiah Davide, il quale ne aveva avuto indicazione da DIO stesso.

L’ultima distruzione avvenne da parte di Tito nel 70 d.C. e ad oggi dopo più di duemila anni, ancora non è avvenuta una ricostruzione completa. L’unica parte rimasta intatta dall’epoca del Secondo Tempio è il Muro Occidentale (in ebraico הכותל המערבי, HaKotel HaMa’aravi), conosciuto comunemente come il “Muro del Pianto”, in riferimento proprio alla consuetudine dei credenti di piangere in quel luogo come pentimento, provando ad immaginarne lo splendore del passato. Questo “antico lato” delle mura fa parte della cinta muraria più ampia ricostruita da Solimano I, detto “il Magnifico” che circonda l’intera area del Tempio unendosi all’imponente fortificazione che circonda l’antica città di Gerusalemme. Nel tempo ebrei e musulmani si sono sempre contesi il controllo del muro ed anche il diritto di accesso ad esso, scontrandosi anche in conflitto armato quando il governo israeliano ha assunto il pieno controllo della Città Vecchia sulla scia della Guerra dei Sei Giorni del Giugno 1967.

La profezia di Ezechiele e la ricostruzione del Tempio

Nel venticinquesimo anno di esilio del popolo ebraico in terra babilonese, DIO mostrò una visione del futuro Tempio al profeta Ezechiele (Ez Cap. 40-48):

Allora le Nazioni conosceranno che Io sono il SIGNORE che santifico Israele, quando il Mio Santuario sarà per sempre in mezzo a loro.
(Ezechiele 37, 28)

 

Partendo proprio da profezie come questa gli esegeti ed i credenti di tutte le ere si sono fatti delle idee di come questo luogo Santo verrà realizzato. Una ricostruzione che per il Secondo Tempio è avvenuta solo in parte sulla base alla descrizione nel libro di Ezechiele in quanto la descrizione profetica era riservata all’ultimo Tempio di Gerusalemme ovvero quello che resterà in piedi per sempre. La tradizione orale ebraica, il Midrash, riporta che quando DIO comandò a Ezechiele di descrivere le dimensioni del Tempio al popolo ebraico, il profeta chiese:

Maestro dell’Universo, perché mi stai dicendo di andare a dire ad Israele la forma della [Tua] Dimora; essi ora sono in esilio nella terra dei nostri nemici, c’è qualcosa che possono fare a questo riguardo? Lasciali così finché non tornano dall’esilio. Allora andrò ad informarli.

“DIO rispose:” La costruzione della Mia Dimora dovrebbe essere ignorata perché i Miei figli sono in esilio? Lo studio del progetto del Sacro Tempio come descritto nella Torah può essere considerato come la sua costruzione vera e propria. Vai a dire loro di studiare la forma del Sacro Tempio. Come ricompensa per il loro studio e per la loro occupazione, lo considererò come se avessero effettivamente costruito il Sacro Tempio.

(Midrash Tanchuma, Tzav 14; Yalkut Shimoni on Ezechiele 43, 10–11)

 

Da queste parole si comprende di quanto sia importante per ogni credente zelante, non solo impegnarsi nello studio del passato per comprendere gli errori commessi e non ripeterli, ma anche pianificare nel presente un futuro migliore per la fede. Non è importante quanto tempo sia passato dall’ultima ricostruzione, la relatività del tempo è ormai un concetto ampliamente compreso, le promesse di DIO si compiono solo alla maturazione degli eventi. Daltronte la centralità di questa costruzione è eterna e non temporanea, e ciò è chiaramente espresso dai versetti del primo Libro dei Re:

Il SIGNORE gli disse: “Ho ascoltato la preghiera e la richiesta che hai fatto davanti a Me; Ho santificato questo Tempio, che tu hai costruito mettendo il Mio Nome qui per sempre. I miei Occhi e il mio Cuore saranno qui per sempre.”
(1Re 9, 3)

 

Chiaramente se lo “sguardo” del SIGNORE rimane nel tempo rivolto su questo luogo Santo di Gerusalemme, di certo la situazione attuale di conflitto e rovina non può compiacere DIO. Un Tempio oggi così conteso tra le fedi abramitiche, in cui ogni ingresso alla Santa Dimora deve rimanere costantemente presidiato dai militari armati Israeliani che negano il libero ingresso. Questa triste situazione di certo non rappresenta quello che per secoli il Santuario ha testimoniato al Mondo e di questo purtroppo ne siamo tutti indistintamente colpevoli. Chiunque abbia vissuto a Gerusalemme o ne conosce a fondo i delicati equilibri e le dinamiche che ruotano intorno al Monte del Tempio riconosce che quella Casa che un tempo rappresentava la luce e la guida per la pace delle nazioni (così come è testimoniato dall’etimologia della parola Geruselemme dove la radice semitica triletterale s-l-m significa proprio “pace” “shalom”) oggi incarna la stasi e la recessione spirituale che il popolo di Gerusalemme e del Mondo sta affrontando. Ma la buona notizia è che proprio nei momenti più buii della storia e dopo aver toccato il fondo, il popolo di DIO riemerge, riuscendo a darsi la spinta necessaria per tornare a vedere la luce. I credenti erano e sono chiamati tutt’oggi a costruire e diffondere la pace tra i popoli, è questa l’elezione del popolo di DIO, così come nei tempi dell’esodo. Dopo aver provato il pesante giogo della schiavitù e dell’oppressione in terra d’Egitto, seguendo le Leggi e perseguendo la via della rettitudine, i testimoni hanno ricordato il passato per costruire un presente che rinnega l’oppressione e l’ingiustizia. Ma nel futuro quelle testimonianze non sono state propriamente ricordate e, seppure ad oggi si siano fatti moltissimi passi in avanti per i diritti civili e la pace nel Mondo, l’oppressione e la schiavitù ancora affliggono le Nazioni, con Gerusalemme che non sembra affatto immune da queste piaghe, divenendo palcoscenico di discordia e di contese. Ma questo come profetizzato non sarà per sempre, e un giorno il Tempio sarà ristabilito, per promuore e far prosperare la pace, iniziando dal Monte del Tempio e a seguire, come acqua che scende dirompente da un pendio, su Gerusalemme e nel resto del Mondo. Se abbiamo fede, questa non è utopia, ma per arrivare a ciò dobbiamo impegnarci da subito quantomeno nel ragionare su come questo Tempio potrà essere ricostruito e gestito al meglio per tutti i credenti nel DIO di Abramo. Come Maimonide afferma il disegno del Tempio Messianico, ovvero l’ultimo Tempio, menzionato nel libro di Ezechiele non è spiegato in maniera esplicita (Mishneh Torah, Hil. Beit HaBechirah 1, 4), ma comunque ragionare su come potrà essere realizzato e le dinamiche in merito alla sua futura “amministrazione” è cosa gradita a DIO. Le soluzioni possono essere innumerevoli, da una amministrazione congiunta di Ebrei, Cristiani e Musulmani ad una inceve presidiata da un organo esterno, qualsiasi ragionevole soluzione crei un giusto compromesso per raggiungere quello di cui tutti abbiamo bisogno: riportare in vita l’antico splendore del Tempio e permettere l’accesso a tutti i credenti in nome della Pace. Ma non possiamo aspettarci che questo sia responsabilità dagli organi competenti o dai capi delle nazioni, perchè come abbiamo visto negli ultimi duemila anni nessuno è ingrado di potersi assumere personalmente questo fardello così pesante. Neppure possiamo scrollarci di dosso le nostre responsabilità affermando come si sente spesso per le strade di Gerusalemme: “Quando arriverà il Messiah, penserà lui a ricostruire il Tempio”, perchè quando egli si manifesterà, la situazione sociale e politica non sarà così diversa da quella di duemila anni fa (Ecclesiaste 1, 9), dove l’unica speranza per il popolo e vera grande forza rimane nell’unione e la conoscenza del popolo e mai nella potenza dei singoli.

Il Santo e il Santo dei Santi

In merito alla nuova costruzione del Tempio seppure molte cose rimangono da stabilire, una cosa è certa, ovvero che la posizione del Kodesh (Santo) e del Kodesh HaKodashim (Santo dei Santi) rimarrà la stessa dei Templi precedenti, ovvero all’interno della Cupola della Roccia. Il Santo dei Santi non può essere spostato in quanto lì si trova la pietra di fondazione del mondo, ossia la even shetiyyah che secondo la tradizione è “nel centro” del mondo e fu “la base” sulla quale esso venne creato. In questo luogo c’era, c’è e ci sarà per sempre la parte più Sacra del Tempio, il punto di maggiore “connessione” con il DIvino ed oggi quest’area è all’interno della Cupola della Roccia gestita dalla giurisdizione musulmana, e rimanendo il luogo di culto più importante per circa 3,4 miliardi di fedeli nel Mondo (più del 50% dell’intera popolazione).

Questa luogo impreziosito dalla cupola ricoperta interamente da una lamina d’oro donata del defunto re Hussein di Giordania, è stato il cuore dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam. Secondo alcune interpretazioni Shlomo Dov Goitein dell’Università Ebraica di Gerusalemme era convito che la Cupola della Roccia intendesse competere con i molti monumenti delle altre importanti fedi religiose in quanto questa struttura “fosse estranea all’Islam” fino a quel tempo, invece si potrebbe leggere in queste parole un’altra, e più unitaria e futuristica visione, affermando che già in tempi antichi le fedi Abramitiche tendevano ad uniformarsi, seppure mantenendo le proprie differenze dottrinali e di interpretazioni dei Testi. Ed il maggior disaccordo dottrinale tra il Cristianesimo del tempo e l’Ebraismo e l’Islam era proprio nell’interpretazione dell’Unità di DIO e le iscrizioni cufiche della fine VII secolo d.C. che decorano le pareti interne della cupola riportano una serie di versetti del Corano che riguardano principalmente questa Unità di DIO. La giusta posizione dei versetti coranici è stata interpretata in senso omelitico, scegliendo con attenzione quelli con riferimenti al rapporto con la fede “sorella” cristiana.

E dite: “La lode appartiene a DIO, Che non ha figlio alcuno, Che non ha associati nella Sua sovranità.”
(Corano 17, 111)

 

Quindi le iscrizioni di epoca omayyade della cupola insistono sull’unicità di DIO (tawḥīd), perchè ritenuta incompatibile con la dottrina trinitaria professata da una parte della Cristianità che all’epoca comandava Gerusalemme. Ma ad oggi la situazione è diversa, sono molti i Cristiani che non riconoscono il dogma della Trinità che va a scontrarsi con quello del primo Comandamento, “Non avrai altro DIO all’infuori di Me” riconoscendo Gesù come profeta e figlio di DIO (salmo 82, 6) ma non come CREATORE, e lo Spirito Santo di DIO come DIO PADRE stesso manifesto, e quindi dottrinalmente assolutamente compatibile con l’unicità professata dall’Islam e dall’Ebraismo.

All’interno della Cupola della Roccia, Gerusalemme Gennaio 2018

Un nuovo elemento per la costruzione: il ferro

Il ferro non fu usato nella costruzione dei primi due Templi, come recita il versetto: “La Dimora, quando era in costruzione, fu costruita con pietra finita nella cava, e non c’era né martello né ascia (né) alcuno strumento di il ferro si sentiva nella Dimora mentre era in costruzione.” (1Re 6, 7) E questo perché il ferro era usato principalmente per modellare le armi usate per accorciare la vita degli uomini, mentre lo scopo del Tempio era quello di “creare pace” tra l’uomo e DIO, e quindi tra gli uomi, allungando così ognuno la propria vita. Era quindi improprio costruire una struttura che sostiene la vita con un materiale che è la sua antitesi.
Tuttavia, come anche il famoso Rabbino del passato Lubavitcher spiega nell’era messianica, quando “le spade saranno cambiate in vomeri” (Is 2, 4) e il ferro sarà usato solo per il bene, questo divieto di usare il metallo nella struttura del Tempio non sarà più applicabile.
L’uso del ferro nel Terzo Tempio non sarà solo un sintomo della pace che regnerà, ma è un simbolo dell’era messianica in generale. [Sefer HaSichot 5752, p. 233.] La parola ebraica per ferro è ברזל (barzel), che l’Arizal spiega è l’acronimo per le quattro mogli di Giacobbe, da cui discende la nazione ebraica (Arizal, Sefer HaLikkutim, Genesis 49, 11) e ciò coincide con la spiegazione dei mistici che affermano che nell’era della redenzione, le donne saranno ad un livello spirituale più alto degli uomini.

Una grande affluenza di popoli

Il penultimo versetto del Libro del Profeta Isaia afferma:

“Avverrà dalla luna nuova fino all’altra luna nuova, e dallo Sabbath fino all’altro Sabbath che tutte le carni verranno a prostrarsi davanti a Me”, dice il SIGNORE.
(Isaiah 66, 23)

 

Il Midrash spiega che sebbene durante le ere dei primi due Templi gli ebrei facessero, come richiesto dalla Legge, un pellegrinaggio al Tempio tre volte all’anno, nell’era Messianica i credenti lo faranno molto più di frequente. Addirittura la tradizione Ebraica afferma “ogni primo giorno del mese”, che probabilmente in modo metaforico intende che il pellegrinaggio al luogo Santo avverrà per ogni credente molto più spesso che in passato. Il Midrash continua affermando che seppure questo era impossibile durante i primi due Templi, nell’era del Terzo Tempio avremo “nuvole” che ci trasporteranno a Gerusalemme e al Tempio, permettendoci di visitare il Tempio Santo più frequentemente (Yalkut Shimoni, end of Isaiah). Risulta quasi impossibile non associare a queste “nuvole” gli aerei moderni che in poche ore possono collegare i credenti a Gerusaelmme da ogni angolo del Pianeta.

Conclusioni

I tentativi di ricostruire il Terzo Tempio sono iniziati già prima del Medioevo. Nel 1990, le voci che gli estremisti ebrei progettavano di iniziare a ricostruire il tempio hanno scatenato continue rivolte. A partire dal giugno 2008 l’Istituto del Tempio ha completato la ricostruzione del Kohen Gadol Hoshen (pettorale che conteneva gli Urim e Tummim) e l’Efod, e nel 2012 è stata esposta la menorah, ricoperta da più di 40 Kg (95 libbre) di oro puro e secondo quanto riferito di un valore di 2 milioni di dollari. Tutti oggetti fodamentali per la dottrina ortodossa e necessari nel Tempio, segni evidenti che ci confermano che la fase di preparazione è in uno stadio molto più avanzato di quanto molti credono.

Un messaggio Biblico chiaro proviene dalla storia di quanto successe al principe Zerobabele, un discendente di re Davide, che tornato dalla prigionia babilonese per governare Gerusalemme venne scelto da DIO per iniziare a ricostruire il Tempio. Gli fu detto dal profeta Zaccaria che DIO stesso avrebbe compiuto l’opera “non con la forza né con il potere, ma con il mio Spirito” e questa rivelazione divina risuona forte ancora oggi come tanti secoli fa. Tutti noi dobbiamo comprendere che il SIGNORE stesso realizzerà i Suoi piani. A Zerobabele non è stato detto in che modo DIO avrebbe realizzato i suoi suoi propositi, tuttavia la sua responsabilità, così come dovrebbe essere la nostra da credenti, è quella di vivere di fede in DIO, confidare nella Parola del SIGNORE e di operare per la pace, e questo passa anche dalla comprensione delle dinamiche intorno al Tempio e dalla pianificazione di un futuro migliore per tutti, specialmente per i nostri figli.

Falliremo se cercheremo di usare la nostra forza e il nostro potere in qualsiasi situazione che concerne DIO e la spiritualità. I tempi delle spade e dell’ignoranza sta facendo spazio ad un tempo di conoscenza e responsabilità, ecco perché dobbiamo lasciarci andare, avere fede e lasciare che DIO prenda il comando nelle nostre vite, guidandoci al bene nostro, del nostro prossimo ed infine del Mondo intero, è allora che tutte le promesse di DIO si compieranno.

 


Referenze