Scritture · Responsabilità · Misericordia

Che cosa cambierebbe nelle nostre scelte se sapessimo che nessun torto e nessun gesto di bene vengono dimenticati?

Il Giorno del Giudizio pone una domanda che attraversa le generazioni: quale verità emergerà della nostra vita davanti a DIO? Le Scritture parlano di opere, parole, intenzioni e responsabilità. Danno voce al grido di chi subisce ingiustizia e richiamano chi esercita potere a rispondere del proprio operato.

Dentro questa serietà trovano posto anche la conversione, la misericordia e la speranza. Studiare il giudizio può aiutarci a vivere con maggiore verità, a riparare dove abbiamo ferito e a riconoscere il valore del bene che possiamo ancora compiere.

Il percorso conserva tutti i 24 passi della raccolta di partenza e li affianca a testi utili per comprenderne il contesto: 120 versetti completi, presentati uno per riga, in ebraico, greco e arabo con traduzione italiana di lavoro. Il Nome divino ebraico è reso SIGNORE; la combinazione Adonai YHWH è resa «Signore DIO». La diversa numerazione di Ezechiele 21 è indicata accanto al passo.

Comprendere il Giorno del Giudizio

Nel linguaggio biblico, il «giorno del SIGNORE» può annunciare un intervento nella storia: la caduta di un potere, la fine di un’oppressione o il giudizio su una comunità. Altri testi guardano al risveglio dei morti e al compimento ultimo. Riconoscere queste differenze permette di ascoltare ogni passo senza attribuire a tutte le immagini il medesimo significato.

Ebraismo, cristianesimo e islam custodiscono l’idea della responsabilità umana davanti a DIO, articolando in modi propri il rapporto fra giudizio, risurrezione, perdono e destino finale. Questa raccolta propone un confronto rispettoso fra le Scritture, distinguendo ciò che i testi affermano dalle interpretazioni sviluppate nelle tradizioni.

Un primo approfondimento è la pagina ASH su giustizia divina e umana: il limite della nostra conoscenza rende essenziale la prudenza quando giudichiamo la vita altrui.

Qoèlet: anche ciò che rimane nascosto

Qoèlet 12:13–14Leggi il Libro di Qoèlet su ASH
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
12:13
ס֥וֹף דָּבָ֖ר הַכֹּ֣ל נִשְׁמָ֑ע אֶת־הָאֱלֹהִ֤ים יְרָא֙ וְאֶת־מִצְוֺתָ֣יו שְׁמ֔וֹר כִּי־זֶ֖ה כָּל־הָאָדָֽם׃
Conclusione del discorso, dopo che tutto è stato ascoltato: temi DIO e osserva i Suoi comandamenti, perché questo è tutto per l’essere umano.
12:14
כִּ֤י אֶת־כָּל־מַֽעֲשֶׂ֔ה הָאֱלֹהִ֛ים יָבִ֥א בְמִשְׁפָּ֖ט עַ֣ל כָּל־נֶעְלָ֑ם אִם־ט֖וֹב וְאִם־רָֽע׃
Poiché DIO porterà in giudizio ogni opera, insieme a tutto ciò che è nascosto, sia bene sia male.

La conclusione di Qoèlet collega il giudizio al timore di DIO e all’osservanza dei comandamenti. Il riferimento a ciò che è nascosto raggiunge sia il male sottratto allo sguardo pubblico sia il bene che nessuno ha riconosciuto. La vita non si esaurisce nella reputazione che riusciamo a costruire.

Daniele: il risveglio e la luce dei sapienti

Daniele 12:1–3Leggi il Libro di Daniele su ASH
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
12:1
וּבָעֵ֣ת הַהִיא֩ יַעֲמֹ֨ד מִֽיכָאֵ֜ל הַשַּׂ֣ר הַגָּד֗וֹל הָעֹמֵד֮ עַל־בְּנֵ֣י עַמֶּךָ֒ וְהָיְתָה֙ עֵ֣ת צָרָ֔ה אֲשֶׁ֤ר לֹֽא־נִהְיְתָה֙ מִֽהְי֣וֹת גּ֔וֹי עַ֖ד הָעֵ֣ת הַהִ֑יא וּבָעֵ֤ת הַהִיא֙ יִמָּלֵ֣ט עַמְּךָ֔ כָּל־הַנִּמְצָ֖א כָּת֥וּב בַּסֵּֽפֶר׃
In quel tempo sorgerà Michele, il grande principe che sta a difesa dei figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia quale non vi fu mai da quando esistono le nazioni fino a quel tempo. Ma in quel tempo il tuo popolo sarà liberato: chiunque sarà trovato scritto nel libro.
12:2
וְרַבִּ֕ים מִיְּשֵׁנֵ֥י אַדְמַת־עָפָ֖ר יָקִ֑יצוּ אֵ֚לֶּה לְחַיֵּ֣י עוֹלָ֔ם וְאֵ֥לֶּה לַחֲרָפ֖וֹת לְדִרְא֥וֹן עוֹלָֽם׃
Molti di quelli che dormono nella terra di polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna, gli altri alla vergogna e all’infamia eterna.
12:3
וְהַ֨מַּשְׂכִּלִ֔ים יַזְהִ֖רוּ כְּזֹ֣הַר הָרָקִ֑יעַ וּמַצְדִּיקֵי֙ הָֽרַבִּ֔ים כַּכּוֹכָבִ֖ים לְעוֹלָ֥ם וָעֶֽד׃
I sapienti risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno condotto molti alla giustizia come le stelle, per sempre e in eterno.

Daniele 12 annuncia liberazione dentro un tempo di angoscia e parla del risveglio di coloro che dormono nella polvere. Il versetto 3 accosta la sapienza al condurre altri alla giustizia: la luce viene associata anche al bene suscitato nella vita di altre persone.

Nei Profeti: il giudizio dentro la storia

Isaia: superbia, giustizia e redenzione

Isaia 2:12Leggi il Libro di Isaia su ASH
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:12
כִּ֣י י֞וֹם לַיהוָ֧ה צְבָא֛וֹת עַ֥ל כָּל־גֵּאֶ֖ה וָרָ֑ם וְעַ֖ל כָּל־נִשָּׂ֥א וְשָׁפֵֽל׃
Poiché vi è un giorno del SIGNORE degli eserciti contro ogni superbo e altero, contro chiunque si innalza, perché sia abbassato.
Isaia 34:8Leggi il Libro di Isaia su ASH
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
34:8
כִּ֛י י֥וֹם נָקָ֖ם לַֽיהוָ֑ה שְׁנַ֥ת שִׁלּוּמִ֖ים לְרִ֥יב צִיּֽוֹן׃
Poiché è il giorno della vendetta del SIGNORE, l’anno della ricompensa per la causa di Sion.
Isaia 63:4Leggi il Libro di Isaia su ASH
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
63:4
כִּ֛י י֥וֹם נָקָ֖ם בְּלִבִּ֑י וּשְׁנַ֥ת גְּאוּלַ֖י בָּֽאָה׃
Poiché il giorno della vendetta era nel Mio cuore ed è giunto l’anno della Mia redenzione.

Isaia 2 richiama l’abbassamento della superbia. Isaia 34 e 63 usano immagini di vendetta e riscatto, legate anche a Edom e alla causa di Sion. Il loro linguaggio annuncia la risposta divina all’ingiustizia nel quadro profetico; richiede di distinguere questa rappresentazione dalle nostre pretese di vendetta.

Geremia ed Ezechiele: anche il potere deve rispondere

Geremia 48:44
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
48:44
הַנָּ֞ס מִפְּנֵ֤י הַפַּ֨חַד֙ יִפֹּ֣ל אֶל־הַפַּ֔חַת וְהָֽעֹלֶה֙ מִן־הַפַּ֔חַת יִלָּכֵ֖ד בַּפָּ֑ח כִּֽי־אָבִ֨יא אֵלֶ֧יהָ אֶל־מוֹאָ֛ב שְׁנַ֥ת פְּקֻדָּתָ֖ם נְאֻם־יְהוָֽה׃
Chi fugge davanti al terrore cadrà nella fossa, e chi risale dalla fossa sarà preso nel laccio, perché farò venire su di lei, su Moab, l’anno del loro castigo, dichiara il SIGNORE.
Geremia 50:31
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
50:31
הִנְנִ֤י אֵלֶ֨יךָ֙ זָד֔וֹן נְאֻם־אֲדֹנָ֥י יְהוִ֖ה צְבָא֑וֹת כִּ֛י בָּ֥א יוֹמְךָ֖ עֵ֥ת פְּקַדְתִּֽיךָ׃
Eccomi contro di te, o Superbia, dichiara il Signore DIO degli eserciti, perché è giunto il tuo giorno, il tempo in cui ti chiederò conto.

Geremia 48 si rivolge a Moab; il capitolo 50 a Babilonia, qui chiamata «Superbia». La fossa e il laccio esprimono l’impossibilità di sottrarsi al giudizio annunciato. Le parole appartengono a oracoli rivolti a realtà storiche precise: non sono automaticamente una descrizione dell’ultimo giorno dell’umanità.

Ezechiele 21:25
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
21:25
וְאַתָּה֙ חָלָ֣ל רָשָׁ֔ע נְשִׂ֖יא יִשְׂרָאֵ֑ל אֲשֶׁר־בָּ֣א יוֹמ֔וֹ בְּעֵ֖ת עֲוֺ֥ן קֵֽץ׃
E tu, profanato e malvagio principe d’Israele, il cui giorno è giunto, al tempo della colpa finale!

Corrispondenza nella numerazione del testo ebraico qui utilizzato: Ezechiele 21:30. I riferimenti indicano gli stessi versetti.

Ezechiele 7:12
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
7:12
בָּ֤א הָעֵת֙ הִגִּ֣יעַ הַיּ֔וֹם הַקּוֹנֶה֙ אַל־יִשְׂמָ֔ח וְהַמּוֹכֵ֖ר אַל־יִתְאַבָּ֑ל כִּ֥י חָר֖וֹן אֶל־כָּל־הֲמוֹנָֽהּ׃
Il tempo è giunto, il giorno è arrivato. Chi compra non si rallegri e chi vende non faccia lutto, perché l’ira è contro tutta la sua moltitudine.
Ezechiele 22:3
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
22:3
וְאָמַרְתָּ֗ כֹּ֤ה אָמַר֙ אֲדֹנָ֣י יְהוִ֔ה עִ֣יר שֹׁפֶ֥כֶת דָּ֛ם בְּתוֹכָ֖הּ לָב֣וֹא עִתָּ֑הּ וְעָשְׂתָ֧ה גִלּוּלִ֛ים עָלֶ֖יהָ לְטָמְאָֽה׃
Dirai: così dice il Signore DIO: città che versa sangue in mezzo a sé, facendo venire il proprio tempo, e che si fabbrica idoli per contaminarsi!

In Ezechiele sono chiamati in causa il principe d’Israele, la crisi della terra e la città che versa sangue. Il giudizio raggiunge l’autorità, gli scambi economici e la violenza collettiva. Gerusalemme stessa è posta davanti alle proprie responsabilità: la vicinanza alle cose sacre non rende irrilevante la condotta.

Lamentazioni: ascoltare una voce ferita

Lamentazioni 1:21
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
1:21
שָׁמְע֞וּ כִּ֧י נֶאֱנָחָ֣ה אָ֗נִי אֵ֤ין מְנַחֵם֙ לִ֔י כָּל־אֹ֨יְבַ֜י שָׁמְע֤וּ רָֽעָתִי֙ שָׂ֔שׂוּ כִּ֥י אַתָּ֖ה עָשִׂ֑יתָ הֵבֵ֥אתָ יוֹם־קָרָ֖אתָ וְיִֽהְי֥וּ כָמֽוֹנִי׃
Hanno udito che gemo, ma nessuno mi consola. Tutti i miei nemici hanno udito della mia sventura e si sono rallegrati, perché Tu l’hai compiuta. Fa’ venire il giorno che hai annunciato, e siano come me!

Qui parla la città devastata, personificata come una donna che geme. La richiesta che i nemici conoscano la stessa sorte nasce da una sofferenza concreta. Il testo ci permette di ascoltare quella ferita senza trasformarne ogni espressione in una regola per le nostre relazioni.

Ezechiele: convertirsi e vivere

Ezechiele 18:30–32
VersettoEbraico · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
18:30
לָכֵן֩ אִ֨ישׁ כִּדְרָכָ֜יו אֶשְׁפֹּ֤ט אֶתְכֶם֙ בֵּ֣ית יִשְׂרָאֵ֔ל נְאֻ֖ם אֲדֹנָ֣י יְהוִ֑ה שׁ֤וּבוּ וְהָשִׁ֨יבוּ֙ מִכָּל־פִּשְׁעֵיכֶ֔ם וְלֹֽא־יִהְיֶ֥ה לָכֶ֛ם לְמִכְשׁ֖וֹל עָוֺֽן׃
Perciò vi giudicherò, casa d’Israele, ciascuno secondo le proprie vie, dichiara il Signore DIO. Tornate e allontanatevi da tutte le vostre trasgressioni, e la colpa non sarà per voi occasione di caduta.
18:31
הַשְׁלִ֣יכוּ מֵעֲלֵיכֶ֗ם אֶת־כָּל־פִּשְׁעֵיכֶם֙ אֲשֶׁ֣ר פְּשַׁעְתֶּ֣ם בָּ֔ם וַעֲשׂ֥וּ לָכֶ֛ם לֵ֥ב חָדָ֖שׁ וְר֣וּחַ חֲדָשָׁ֑ה וְלָ֥מָּה תָמֻ֖תוּ בֵּ֥ית יִשְׂרָאֵֽל׃
Gettate lontano da voi tutte le trasgressioni che avete commesso e fatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché vorreste morire, casa d’Israele?
18:32
כִּ֣י לֹ֤א אֶחְפֹּץ֙ בְּמ֣וֹת הַמֵּ֔ת נְאֻ֖ם אֲדֹנָ֣י יְהוִ֑ה וְהָשִׁ֖יבוּ וִֽחְיֽוּ׃
Poiché Io non provo piacere nella morte di chi muore, dichiara il Signore DIO. Convertitevi, dunque, e vivete!

Accanto alle parole di giudizio, Ezechiele conserva un appello netto alla vita. Il ritorno a DIO coinvolge la condotta, il cuore e lo spirito. La responsabilità personale è approfondita anche nello studio ASH I figli pagano per i peccati dei padri?, che confronta testi spesso letti separatamente.

Nei Vangeli: ascolto, conversione e responsabilità delle parole

Matteo 10: accogliere la parola e la pace

Il primo passo appartiene al discorso con cui Gesù invia i discepoli. La pace offerta, l’ospitalità e l’ascolto formano il contesto dell’ammonimento sul giudizio.

Matteo 10:11–15Leggi il Vangelo secondo Matteo su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
10:11
εἰς ἣν δʼ ἂν πόλιν ἢ κώμην εἰσέλθητε, ἐξετάσατε τίς ἐν αὐτῇ ἄξιός ἐστιν· κἀκεῖ μείνατε ἕως ἂν ἐξέλθητε.
In qualunque città o villaggio entriate, informatevi su chi vi sia degno e rimanete lì fino alla vostra partenza.
10:12
εἰσερχόμενοι δὲ εἰς τὴν οἰκίαν ἀσπάσασθε αὐτήν·
Entrando nella casa, salutatela.
10:13
καὶ ἐὰν μὲν ᾖ ἡ οἰκία ἀξία, ἐλθάτω ἡ εἰρήνη ὑμῶν ἐπʼ αὐτήν· ἐὰν δὲ μὴ ᾖ ἀξία, ἡ εἰρήνη ὑμῶν πρὸς ὑμᾶς ἐπιστραφήτω.
Se la casa ne è degna, venga su di essa la vostra pace; se invece non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi.
10:14
καὶ ὃς ἂν μὴ δέξηται ὑμᾶς μηδὲ ἀκούσῃ τοὺς λόγους ὑμῶν, ἐξερχόμενοι ἔξω τῆς οἰκίας ἢ τῆς πόλεως ἐκείνης ἐκτινάξατε τὸν κονιορτὸν τῶν ποδῶν ὑμῶν.
Se qualcuno non vi accoglie e non ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi.
10:15
ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἀνεκτότερον ἔσται γῇ Σοδόμων καὶ Γομόρρων ἐν ἡμέρᾳ κρίσεως ἢ τῇ πόλει ἐκείνῃ.
In verità vi dico: nel giorno del giudizio sarà più sopportabile la sorte della terra di Sodoma e Gomorra che quella di quella città.

Il confronto con Sodoma e Gomorra accentua la responsabilità di chi riceve l’annuncio. Nel racconto, i discepoli lasciano la casa che non li accoglie; non ricevono un incarico di imporre la fede con la forza.

Matteo 11: ciò che abbiamo ricevuto ci interpella

Matteo 11:20–24Leggi il Vangelo secondo Matteo su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
11:20
Τότε ἤρξατο ὀνειδίζειν τὰς πόλεις ἐν αἷς ἐγένοντο αἱ πλεῖσται δυνάμεις αὐτοῦ, ὅτι οὐ μετενόησαν·
Allora cominciò a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte delle Sue opere potenti, perché non si erano convertite.
11:21
Οὐαί σοι, Χοραζίν· οὐαί σοι, Βηθσαϊδά· ὅτι εἰ ἐν Τύρῳ καὶ Σιδῶνι ἐγένοντο αἱ δυνάμεις αἱ γενόμεναι ἐν ὑμῖν, πάλαι ἂν ἐν σάκκῳ καὶ σποδῷ μετενόησαν.
Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché se a Tiro e a Sidone fossero avvenute le opere potenti compiute tra voi, da tempo si sarebbero convertite con sacco e cenere.
11:22
πλὴν λέγω ὑμῖν, Τύρῳ καὶ Σιδῶνι ἀνεκτότερον ἔσται ἐν ἡμέρᾳ κρίσεως ἢ ὑμῖν.
Eppure vi dico: nel giorno del giudizio sarà più sopportabile la sorte di Tiro e di Sidone che la vostra.
11:23
καὶ σύ, Καφαρναούμ, μὴ ἕως οὐρανοῦ ὑψωθήσῃ; ἕως ᾅδου καταβήσῃ· ὅτι εἰ ἐν Σοδόμοις ἐγενήθησαν αἱ δυνάμεις αἱ γενόμεναι ἐν σοί, ἔμεινεν ἂν μέχρι τῆς σήμερον.
E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino all’Ades scenderai! Perché se a Sodoma fossero avvenute le opere potenti compiute in te, sarebbe rimasta fino a oggi.
11:24
πλὴν λέγω ὑμῖν ὅτι γῇ Σοδόμων ἀνεκτότερον ἔσται ἐν ἡμέρᾳ κρίσεως ἢ σοί.
Eppure vi dico: nel giorno del giudizio sarà più sopportabile la sorte della terra di Sodoma che la tua.

Le città vengono rimproverate per non essersi convertite dopo le opere compiute in mezzo a loro. L’ammonimento può diventare una domanda per il lettore: che cosa abbiamo fatto della luce, dell’aiuto e delle occasioni di bene ricevute?

Matteo 12: lo Spirito, i frutti e le parole

Per comprendere il severo avvertimento sulla bestemmia contro lo Spirito, leggiamo anche l’episodio che lo precede. Una guarigione viene attribuita al potere di Beelzebul; Gesù risponde affrontando il discernimento fra l’opera di DIO e il male.

Matteo 12:22–37Leggi il Vangelo secondo Matteo su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
12:22
Τότε προσηνέχθη αὐτῷ δαιμονιζόμενος τυφλὸς καὶ κωφός· καὶ ἐθεράπευσεν αὐτόν, ὥστε τὸν κωφὸν λαλεῖν καὶ βλέπειν.
Allora Gli fu condotto un indemoniato, cieco e muto, ed Egli lo guarì, così che il muto parlava e vedeva.
12:23
καὶ ἐξίσταντο πάντες οἱ ὄχλοι καὶ ἔλεγον· Μήτι οὗτός ἐστιν ὁ υἱὸς Δαυίδ;
Tutte le folle erano stupite e dicevano: «Non sarà costui il figlio di Davide?».
12:24
οἱ δὲ Φαρισαῖοι ἀκούσαντες εἶπον· Οὗτος οὐκ ἐκβάλλει τὰ δαιμόνια εἰ μὴ ἐν τῷ Βεελζεβοὺλ ἄρχοντι τῶν δαιμονίων.
Ma i farisei, udito questo, dissero: «Costui scaccia i demòni soltanto per mezzo di Beelzebul, il capo dei demòni».
12:25
εἰδὼς δὲ τὰς ἐνθυμήσεις αὐτῶν εἶπεν αὐτοῖς· Πᾶσα βασιλεία μερισθεῖσα καθʼ ἑαυτῆς ἐρημοῦται, καὶ πᾶσα πόλις ἢ οἰκία μερισθεῖσα καθʼ ἑαυτῆς οὐ σταθήσεται.
Conoscendo i loro pensieri, Egli disse loro: «Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina, e ogni città o casa divisa contro se stessa non potrà reggersi.
12:26
καὶ εἰ ὁ Σατανᾶς τὸν Σατανᾶν ἐκβάλλει, ἐφʼ ἑαυτὸν ἐμερίσθη· πῶς οὖν σταθήσεται ἡ βασιλεία αὐτοῦ;
Se Satana scaccia Satana, è diviso contro se stesso: come potrà dunque reggersi il suo regno?
12:27
καὶ εἰ ἐγὼ ἐν Βεελζεβοὺλ ἐκβάλλω τὰ δαιμόνια, οἱ υἱοὶ ὑμῶν ἐν τίνι ἐκβάλλουσιν; διὰ τοῦτο αὐτοὶ κριταὶ ἔσονται ὑμῶν.
E se Io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebul, per mezzo di chi li scacciano i vostri figli? Per questo saranno loro i vostri giudici.
12:28
εἰ δὲ ἐν πνεύματι θεοῦ ἐγὼ ἐκβάλλω τὰ δαιμόνια, ἄρα ἔφθασεν ἐφʼ ὑμᾶς ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ.
Ma se Io scaccio i demòni per mezzo dello Spirito di DIO, allora il regno di DIO è giunto su di voi.
12:29
ἢ πῶς δύναταί τις εἰσελθεῖν εἰς τὴν οἰκίαν τοῦ ἰσχυροῦ καὶ τὰ σκεύη αὐτοῦ ἁρπάσαι, ἐὰν μὴ πρῶτον δήσῃ τὸν ἰσχυρόν; καὶ τότε τὴν οἰκίαν αὐτοῦ διαρπάσει.
Oppure, come può qualcuno entrare nella casa dell’uomo forte e impadronirsi dei suoi beni, se prima non lega l’uomo forte? Soltanto allora potrà saccheggiare la sua casa.
12:30
ὁ μὴ ὢν μετʼ ἐμοῦ κατʼ ἐμοῦ ἐστιν, καὶ ὁ μὴ συνάγων μετʼ ἐμοῦ σκορπίζει.
Chi non è con Me è contro di Me, e chi non raccoglie con Me disperde.
12:31
διὰ τοῦτο λέγω ὑμῖν, πᾶσα ἁμαρτία καὶ βλασφημία ἀφεθήσεται τοῖς ἀνθρώποις, ἡ δὲ τοῦ πνεύματος βλασφημία οὐκ ἀφεθήσεται.
Perciò vi dico: ogni peccato e bestemmia saranno perdonati agli esseri umani, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.
12:32
καὶ ὃς ἐὰν εἴπῃ λόγον κατὰ τοῦ υἱοῦ τοῦ ἀνθρώπου, ἀφεθήσεται αὐτῷ· ὃς δʼ ἂν εἴπῃ κατὰ τοῦ πνεύματος τοῦ ἁγίου, οὐκ ἀφεθήσεται αὐτῷ οὔτε ἐν τούτῳ τῷ αἰῶνι οὔτε ἐν τῷ μέλλοντι.
A chi pronuncia una parola contro il Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma a chi parla contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né in questa età né in quella futura.
12:33
Ἢ ποιήσατε τὸ δένδρον καλὸν καὶ τὸν καρπὸν αὐτοῦ καλόν, ἢ ποιήσατε τὸ δένδρον σαπρὸν καὶ τὸν καρπὸν αὐτοῦ σαπρόν· ἐκ γὰρ τοῦ καρποῦ τὸ δένδρον γινώσκεται.
O rendete buono l’albero e buono il suo frutto, oppure rendete cattivo l’albero e cattivo il suo frutto: dal frutto, infatti, si riconosce l’albero.
12:34
γεννήματα ἐχιδνῶν, πῶς δύνασθε ἀγαθὰ λαλεῖν πονηροὶ ὄντες; ἐκ γὰρ τοῦ περισσεύματος τῆς καρδίας τὸ στόμα λαλεῖ.
Razza di vipere, come potete dire cose buone, essendo malvagi? Poiché la bocca parla di ciò che abbonda nel cuore.
12:35
ὁ ἀγαθὸς ἄνθρωπος ἐκ τοῦ ἀγαθοῦ θησαυροῦ ἐκβάλλει ἀγαθά, καὶ ὁ πονηρὸς ἄνθρωπος ἐκ τοῦ πονηροῦ θησαυροῦ ἐκβάλλει πονηρά.
La persona buona trae cose buone dal buon tesoro, e la persona malvagia trae cose malvagie dal cattivo tesoro.
12:36
λέγω δὲ ὑμῖν ὅτι πᾶν ῥῆμα ἀργὸν ὃ λαλήσουσιν οἱ ἄνθρωποι, ἀποδώσουσιν περὶ αὐτοῦ λόγον ἐν ἡμέρᾳ κρίσεως·
Ma Io vi dico che di ogni parola vana che avranno pronunciato gli esseri umani renderanno conto nel giorno del giudizio.
12:37
ἐκ γὰρ τῶν λόγων σου δικαιωθήσῃ, καὶ ἐκ τῶν λόγων σου καταδικασθήσῃ.
Poiché in base alle tue parole sarai dichiarato giusto e in base alle tue parole sarai condannato».

All’interno del racconto, l’avvertimento nasce davanti all’attribuzione al male di un’opera che Gesù riferisce allo Spirito di DIO. Le tradizioni cristiane ne hanno approfondito il significato in modi diversi. Il contesto non autorizza a identificare automaticamente una domanda sincera, un dubbio o un pensiero involontario con la colpa descritta.

Il discorso passa quindi ai frutti e alle parole. La voce può custodire la verità, ma anche screditare, manipolare e ferire. L’esame richiesto dal testo comincia dalla relazione fra ciò che coltiviamo interiormente e ciò che facciamo uscire dalla bocca. La polemica con gli interlocutori del racconto non va estesa a un’intera comunità religiosa.

Luca 21: una città minacciata

Luca 21:20–24Leggi il Vangelo secondo Luca su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
21:20
Ὅταν δὲ ἴδητε κυκλουμένην ὑπὸ στρατοπέδων Ἰερουσαλήμ, τότε γνῶτε ὅτι ἤγγικεν ἡ ἐρήμωσις αὐτῆς.
Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina.
21:21
τότε οἱ ἐν τῇ Ἰουδαίᾳ φευγέτωσαν εἰς τὰ ὄρη, καὶ οἱ ἐν μέσῳ αὐτῆς ἐκχωρείτωσαν, καὶ οἱ ἐν ταῖς χώραις μὴ εἰσερχέσθωσαν εἰς αὐτήν,
Allora quelli che sono in Giudea fuggano sui monti, quelli che sono dentro la città se ne allontanino e quelli che sono nelle campagne non vi entrino,
21:22
ὅτι ἡμέραι ἐκδικήσεως αὗταί εἰσιν τοῦ πλησθῆναι πάντα τὰ γεγραμμένα.
perché questi sono giorni di vendetta, affinché si compia tutto ciò che è stato scritto.
21:23
οὐαὶ ταῖς ἐν γαστρὶ ἐχούσαις καὶ ταῖς θηλαζούσαις ἐν ἐκείναις ταῖς ἡμέραις· ἔσται γὰρ ἀνάγκη μεγάλη ἐπὶ τῆς γῆς καὶ ὀργὴ τῷ λαῷ τούτῳ,
Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! Vi sarà infatti grande angustia sulla terra e ira contro questo popolo.
21:24
καὶ πεσοῦνται στόματι μαχαίρης καὶ αἰχμαλωτισθήσονται εἰς τὰ ἔθνη πάντα, καὶ Ἰερουσαλὴμ ἔσται πατουμένη ὑπὸ ἐθνῶν, ἄχρι οὗ πληρωθῶσιν καιροὶ ἐθνῶν.
Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri fra tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finché siano compiuti i tempi delle nazioni.

Luca colloca i «giorni di vendetta» nella scena di Gerusalemme circondata dagli eserciti. Le istruzioni di fuga e la menzione delle donne incinte e di chi allatta rendono concreta la gravità della sofferenza. Questo contesto va riconosciuto prima di applicare il passo a un discorso generale sulla fine dei tempi; non autorizza ostilità verso il popolo ebraico né la lettura di ogni guerra presente come compimento certo della profezia.

Matteo 25: il giudizio e l’incontro con i più piccoli

La scena del Figlio dell’uomo che raduna le nazioni è fra i testi più incisivi sul giudizio. Il racconto porta davanti al lettore fame, sete, estraneità, nudità, malattia e prigionia: situazioni nelle quali una presenza può cambiare la vita.

Matteo 25:31–46Leggi il Vangelo secondo Matteo su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
25:31
Ὅταν δὲ ἔλθῃ ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου ἐν τῇ δόξῃ αὐτοῦ καὶ πάντες οἱ ἄγγελοι μετʼ αὐτοῦ, τότε καθίσει ἐπὶ θρόνου δόξης αὐτοῦ·
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella Sua gloria, e tutti gli angeli con Lui, allora siederà sul trono della Sua gloria.
25:32
καὶ συναχθήσονται ἔμπροσθεν αὐτοῦ πάντα τὰ ἔθνη, καὶ ἀφορίσει αὐτοὺς ἀπʼ ἀλλήλων, ὥσπερ ὁ ποιμὴν ἀφορίζει τὰ πρόβατα ἀπὸ τῶν ἐρίφων,
Tutte le nazioni saranno radunate davanti a Lui, ed Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
25:33
καὶ στήσει τὰ μὲν πρόβατα ἐκ δεξιῶν αὐτοῦ τὰ δὲ ἐρίφια ἐξ εὐωνύμων.
e porrà le pecore alla Sua destra e i capri alla sinistra.
25:34
τότε ἐρεῖ ὁ βασιλεὺς τοῖς ἐκ δεξιῶν αὐτοῦ· Δεῦτε, οἱ εὐλογημένοι τοῦ πατρός μου, κληρονομήσατε τὴν ἡτοιμασμένην ὑμῖν βασιλείαν ἀπὸ καταβολῆς κόσμου.
Allora il re dirà a quelli alla Sua destra: «Venite, benedetti del PADRE Mio, ereditate il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
25:35
ἐπείνασα γὰρ καὶ ἐδώκατέ μοι φαγεῖν, ἐδίψησα καὶ ἐποτίσατέ με, ξένος ἤμην καὶ συνηγάγετέ με,
Poiché ebbi fame e Mi deste da mangiare, ebbi sete e Mi deste da bere, ero straniero e Mi accoglieste,
25:36
γυμνὸς καὶ περιεβάλετέ με, ἠσθένησα καὶ ἐπεσκέψασθέ με, ἐν φυλακῇ ἤμην καὶ ἤλθατε πρός με.
nudo e Mi rivestiste, malato e Mi visitaste, ero in prigione e veniste da Me».
25:37
τότε ἀποκριθήσονται αὐτῷ οἱ δίκαιοι λέγοντες· Κύριε, πότε σε εἴδομεν πεινῶντα καὶ ἐθρέψαμεν, ἢ διψῶντα καὶ ἐποτίσαμεν;
Allora i giusti Gli risponderanno: «SIGNORE, quando Ti abbiamo visto affamato e Ti abbiamo nutrito, oppure assetato e Ti abbiamo dato da bere?
25:38
πότε δέ σε εἴδομεν ξένον καὶ συνηγάγομεν, ἢ γυμνὸν καὶ περιεβάλομεν;
Quando Ti abbiamo visto straniero e Ti abbiamo accolto, oppure nudo e Ti abbiamo rivestito?
25:39
πότε δέ σε εἴδομεν ἀσθενοῦντα ἢ ἐν φυλακῇ καὶ ἤλθομεν πρός σε;
Quando Ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti da Te?».
25:40
καὶ ἀποκριθεὶς ὁ βασιλεὺς ἐρεῖ αὐτοῖς· Ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐφʼ ὅσον ἐποιήσατε ἑνὶ τούτων τῶν ἀδελφῶν μου τῶν ἐλαχίστων, ἐμοὶ ἐποιήσατε.
E il re risponderà loro: «In verità vi dico: quanto avete fatto a uno di questi Miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a Me».
25:41
τότε ἐρεῖ καὶ τοῖς ἐξ εὐωνύμων· Πορεύεσθε ἀπʼ ἐμοῦ οἱ κατηραμένοι εἰς τὸ πῦρ τὸ αἰώνιον τὸ ἡτοιμασμένον τῷ διαβόλῳ καὶ τοῖς ἀγγέλοις αὐτοῦ.
Allora dirà anche a quelli alla sinistra: «Allontanatevi da Me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
25:42
ἐπείνασα γὰρ καὶ οὐκ ἐδώκατέ μοι φαγεῖν, ἐδίψησα καὶ οὐκ ἐποτίσατέ με,
Poiché ebbi fame e non Mi deste da mangiare, ebbi sete e non Mi deste da bere,
25:43
ξένος ἤμην καὶ οὐ συνηγάγετέ με, γυμνὸς καὶ οὐ περιεβάλετέ με, ἀσθενὴς καὶ ἐν φυλακῇ καὶ οὐκ ἐπεσκέψασθέ με.
ero straniero e non Mi accoglieste, nudo e non Mi rivestiste, malato e in prigione e non Mi visitaste».
25:44
τότε ἀποκριθήσονται καὶ αὐτοὶ λέγοντες· Κύριε, πότε σε εἴδομεν πεινῶντα ἢ διψῶντα ἢ ξένον ἢ γυμνὸν ἢ ἀσθενῆ ἢ ἐν φυλακῇ καὶ οὐ διηκονήσαμέν σοι;
Allora anch’essi risponderanno: «SIGNORE, quando Ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in prigione e non Ti abbiamo servito?».
25:45
τότε ἀποκριθήσεται αὐτοῖς λέγων· Ἀμὴν λέγω ὑμῖν, ἐφʼ ὅσον οὐκ ἐποιήσατε ἑνὶ τούτων τῶν ἐλαχίστων, οὐδὲ ἐμοὶ ἐποιήσατε.
Allora risponderà loro: «In verità vi dico: quanto non avete fatto a uno di questi più piccoli, non lo avete fatto neppure a Me».
25:46
καὶ ἀπελεύσονται οὗτοι εἰς κόλασιν αἰώνιον, οἱ δὲ δίκαιοι εἰς ζωὴν αἰώνιον.
E questi andranno al castigo eterno, mentre i giusti alla vita eterna.

Gesù parla di «questi Miei fratelli più piccoli» e lega a loro ciò che viene fatto o omesso nei Suoi confronti. La sorpresa di entrambi i gruppi rende il racconto ancora più esigente: il valore di un incontro può superare ciò che avevamo compreso in quel momento.

Nel percorso spirituale proposto da ASH, questo testo educa a riconoscere la responsabilità dell’accoglienza e della cura. La raccolta su orfani, vedove e forestieri permette di accostare la scena evangelica alla protezione delle persone vulnerabili nelle Scritture.

Il versetto finale conserva l’espressione «castigo eterno», accostata a «vita eterna». La serietà del giudizio appartiene al testo e non va cancellata. La riflessione sulle sue immagini e sulle conseguenze ultime richiede di distinguere le diverse interpretazioni teologiche, senza pretendere di pronunciare noi la sentenza definitiva su una persona.

Negli scritti apostolici: coscienza, opere e giustizia sociale

Atti: conversione e risurrezione

Atti 17:30–31Leggi gli Atti degli Apostoli su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
17:30
τοὺς μὲν οὖν χρόνους τῆς ἀγνοίας ὑπεριδὼν ὁ θεὸς τὰ νῦν παραγγέλλει τοῖς ἀνθρώποις πάντας πανταχοῦ μετανοεῖν,
DIO, dunque, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ora ordina agli esseri umani che tutti, in ogni luogo, si convertano,
17:31
καθότι ἔστησεν ἡμέραν ἐν ᾗ μέλλει κρίνειν τὴν οἰκουμένην ἐν δικαιοσύνῃ ἐν ἀνδρὶ ᾧ ὥρισεν, πίστιν παρασχὼν πᾶσιν ἀναστήσας αὐτὸν ἐκ νεκρῶν.
perché ha stabilito un giorno nel quale giudicherà il mondo abitato con giustizia, per mezzo di un uomo che Egli ha designato, dandone garanzia a tutti con il risuscitarlo dai morti.

Nel discorso di Paolo ad Atene, il giudizio viene collegato alla chiamata universale alla conversione e alla risurrezione di Gesù. Il testo esprime la testimonianza cristiana: DIO giudicherà con giustizia attraverso l’uomo da Lui designato.

Romani: la Legge, la coscienza e ciò che è segreto

Romani 2:12–16
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:12
Ὅσοι γὰρ ἀνόμως ἥμαρτον, ἀνόμως καὶ ἀπολοῦνται· καὶ ὅσοι ἐν νόμῳ ἥμαρτον, διὰ νόμου κριθήσονται·
Quanti hanno peccato senza la Legge periranno anche senza la Legge; e quanti hanno peccato sotto la Legge saranno giudicati mediante la Legge.
2:13
οὐ γὰρ οἱ ἀκροαταὶ νόμου δίκαιοι παρὰ τῷ θεῷ, ἀλλʼ οἱ ποιηταὶ νόμου δικαιωθήσονται.
Infatti, davanti a DIO non sono giusti coloro che ascoltano la Legge, ma saranno dichiarati giusti coloro che la mettono in pratica.
2:14
ὅταν γὰρ ἔθνη τὰ μὴ νόμον ἔχοντα φύσει τὰ τοῦ νόμου ποιῶσιν, οὗτοι νόμον μὴ ἔχοντες ἑαυτοῖς εἰσιν νόμος·
Quando le genti, che non hanno la Legge, compiono per natura ciò che la Legge richiede, esse, pur non avendo la Legge, sono legge a se stesse.
2:15
οἵτινες ἐνδείκνυνται τὸ ἔργον τοῦ νόμου γραπτὸν ἐν ταῖς καρδίαις αὐτῶν, συμμαρτυρούσης αὐτῶν τῆς συνειδήσεως καὶ μεταξὺ ἀλλήλων τῶν λογισμῶν κατηγορούντων ἢ καὶ ἀπολογουμένων,
Esse mostrano che l’opera della Legge è scritta nei loro cuori, mentre la loro coscienza ne dà testimonianza e i loro ragionamenti, fra loro, le accusano oppure anche le difendono,
2:16
ἐν ἡμέρᾳ ὅτε κρίνει ὁ θεὸς τὰ κρυπτὰ τῶν ἀνθρώπων κατὰ τὸ εὐαγγέλιόν μου διὰ Χριστοῦ Ἰησοῦ.
nel giorno in cui DIO giudicherà i segreti degli esseri umani, secondo il mio vangelo, per mezzo di Cristo Gesù.

Paolo distingue l’ascolto della Legge dalla sua pratica e considera anche la testimonianza della coscienza fra le genti. Il brano mette in discussione la sicurezza fondata sulla sola appartenenza dichiarata. Per comprenderne il rapporto con grazia e fede, occorre leggerlo nel più ampio argomento della Lettera ai Romani.

1 Corinzi: la qualità di ciò che costruiamo

1 Corinzi 3:10–15
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:10
Κατὰ τὴν χάριν τοῦ θεοῦ τὴν δοθεῖσάν μοι ὡς σοφὸς ἀρχιτέκτων θεμέλιον ἔθηκα, ἄλλος δὲ ἐποικοδομεῖ. ἕκαστος δὲ βλεπέτω πῶς ἐποικοδομεῖ·
Secondo la grazia di DIO che mi è stata data, come un sapiente costruttore ho posto il fondamento, mentre un altro vi costruisce sopra. Ciascuno, però, faccia attenzione a come vi costruisce.
3:11
θεμέλιον γὰρ ἄλλον οὐδεὶς δύναται θεῖναι παρὰ τὸν κείμενον, ὅς ἐστιν Ἰησοῦς Χριστός·
Nessuno, infatti, può porre un fondamento diverso da quello che è stato posto, che è Gesù Cristo.
3:12
εἰ δέ τις ἐποικοδομεῖ ἐπὶ τὸν θεμέλιον χρυσόν, ἄργυρον, λίθους τιμίους, ξύλα, χόρτον, καλάμην,
Se qualcuno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno o paglia,
3:13
ἑκάστου τὸ ἔργον φανερὸν γενήσεται, ἡ γὰρ ἡμέρα δηλώσει· ὅτι ἐν πυρὶ ἀποκαλύπτεται, καὶ ἑκάστου τὸ ἔργον ὁποῖόν ἐστιν τὸ πῦρ αὐτὸ δοκιμάσει.
l’opera di ciascuno diverrà manifesta: il giorno la renderà evidente, perché si rivela nel fuoco, e il fuoco stesso proverà quale sia l’opera di ciascuno.
3:14
εἴ τινος τὸ ἔργον μενεῖ ὃ ἐποικοδόμησεν, μισθὸν λήμψεται·
Se l’opera che qualcuno ha costruito rimarrà, egli riceverà una ricompensa.
3:15
εἴ τινος τὸ ἔργον κατακαήσεται, ζημιωθήσεται, αὐτὸς δὲ σωθήσεται, οὕτως δὲ ὡς διὰ πυρός.
Se l’opera di qualcuno sarà bruciata, egli subirà una perdita; tuttavia egli stesso sarà salvato, ma come attraverso il fuoco.

Il contesto riguarda la costruzione della comunità sul fondamento di Gesù Cristo. Il fuoco prova la qualità dell’opera; il versetto 15 distingue la perdita dell’opera dalla salvezza della persona. Questa distinzione impedisce di trattare ogni immagine di fuoco nelle Scritture come se avesse la stessa funzione.

Giacomo: il salario trattenuto grida

Giacomo 5:1–6
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
5:1
Ἄγε νῦν οἱ πλούσιοι, κλαύσατε ὀλολύζοντες ἐπὶ ταῖς ταλαιπωρίαις ὑμῶν ταῖς ἐπερχομέναις.
E ora, voi ricchi, piangete e levate lamenti per le sciagure che stanno per venirvi addosso.
5:2
ὁ πλοῦτος ὑμῶν σέσηπεν, καὶ τὰ ἱμάτια ὑμῶν σητόβρωτα γέγονεν,
La vostra ricchezza è marcita e le vostre vesti sono diventate cibo per le tarme.
5:3
ὁ χρυσὸς ὑμῶν καὶ ὁ ἄργυρος κατίωται, καὶ ὁ ἰὸς αὐτῶν εἰς μαρτύριον ὑμῖν ἔσται καὶ φάγεται τὰς σάρκας ὑμῶν· ὡς πῦρ ἐθησαυρίσατε ἐν ἐσχάταις ἡμέραις.
Il vostro oro e il vostro argento si sono corrosi; la loro corrosione testimonierà contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori negli ultimi giorni.
5:4
ἰδοὺ ὁ μισθὸς τῶν ἐργατῶν τῶν ἀμησάντων τὰς χώρας ὑμῶν ὁ ἀφυστερημένος ἀφʼ ὑμῶν κράζει, καὶ αἱ βοαὶ τῶν θερισάντων εἰς τὰ ὦτα Κυρίου Σαβαὼθ εἰσεληλύθασιν·
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto i vostri campi, da voi trattenuto, grida; e le grida dei mietitori sono giunte agli orecchi del SIGNORE degli eserciti.
5:5
ἐτρυφήσατε ἐπὶ τῆς γῆς καὶ ἐσπαταλήσατε, ἐθρέψατε τὰς καρδίας ὑμῶν ἐν ἡμέρᾳ σφαγῆς.
Avete vissuto sulla terra nel lusso e nei piaceri; avete ingrassato i vostri cuori in un giorno di strage.
5:6
κατεδικάσατε, ἐφονεύσατε τὸν δίκαιον. οὐκ ἀντιτάσσεται ὑμῖν;
Avete condannato e ucciso il giusto. Non vi si oppone?

La denuncia di Giacomo è concreta: ricchezze accumulate, salario sottratto ai lavoratori, lusso vissuto nell’indifferenza e condanna del giusto. Il giudizio interpella anche il modo in cui produciamo, compriamo, paghiamo e amministriamo. L’economia entra pienamente nello spazio della responsabilità spirituale.

Nota di lettura: la frase conclusiva di Giacomo 5:6 segue qui la punteggiatura interrogativa del testo greco SBLGNT. Altre edizioni la presentano come un’affermazione sulla mancata resistenza del giusto.

La pazienza di DIO e la fiducia che nasce dall’amore

2 Pietro: il tempo aperto alla conversione

2 Pietro 2:9
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
2:9
οἶδεν κύριος εὐσεβεῖς ἐκ πειρασμοῦ ῥύεσθαι, ἀδίκους δὲ εἰς ἡμέραν κρίσεως κολαζομένους τηρεῖν,
Il SIGNORE sa liberare dalla prova coloro che Lo onorano e custodire gli ingiusti sotto punizione per il giorno del giudizio.
2 Pietro 3:7–9
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
3:7
οἱ δὲ νῦν οὐρανοὶ καὶ ἡ γῆ τῷ αὐτῷ λόγῳ τεθησαυρισμένοι εἰσὶν πυρὶ τηρούμενοι εἰς ἡμέραν κρίσεως καὶ ἀπωλείας τῶν ἀσεβῶν ἀνθρώπων.
I cieli e la terra di adesso sono conservati dalla stessa parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina degli empi.
3:8
Ἓν δὲ τοῦτο μὴ λανθανέτω ὑμᾶς, ἀγαπητοί, ὅτι μία ἡμέρα παρὰ κυρίῳ ὡς χίλια ἔτη καὶ χίλια ἔτη ὡς ἡμέρα μία.
Una cosa, però, non vi sfugga, carissimi: davanti al SIGNORE un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno.
3:9
οὐ βραδύνει κύριος τῆς ἐπαγγελίας, ὥς τινες βραδύτητα ἡγοῦνται, ἀλλὰ μακροθυμεῖ εἰς ὑμᾶς, μὴ βουλόμενός τινας ἀπολέσθαι ἀλλὰ πάντας εἰς μετάνοιαν χωρῆσαι.
Il SIGNORE non ritarda la promessa, come alcuni considerano ritardo, ma è paziente verso di voi, non volendo che alcuni periscano, bensì che tutti giungano alla conversione.

La Seconda lettera di Pietro unisce l’annuncio del giudizio alla pazienza del SIGNORE. Il confronto fra un giorno e mille anni richiama una misura del tempo che supera la nostra: non offre una formula per calcolare una data. Il passo orienta l’attesa verso la conversione.

1 Giovanni: amore e fiducia nel giorno del giudizio

1 Giovanni 4:16–18
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
4:16
καὶ ἡμεῖς ἐγνώκαμεν καὶ πεπιστεύκαμεν τὴν ἀγάπην ἣν ἔχει ὁ θεὸς ἐν ἡμῖν. Ὁ θεὸς ἀγάπη ἐστίν, καὶ ὁ μένων ἐν τῇ ἀγάπῃ ἐν τῷ θεῷ μένει καὶ ὁ θεὸς ἐν αὐτῷ μένει.
Noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che DIO ha per noi. DIO è amore; chi rimane nell’amore rimane in DIO, e DIO rimane in lui.
4:17
ἐν τούτῳ τετελείωται ἡ ἀγάπη μεθʼ ἡμῶν, ἵνα παρρησίαν ἔχωμεν ἐν τῇ ἡμέρᾳ τῆς κρίσεως, ὅτι καθὼς ἐκεῖνός ἐστιν καὶ ἡμεῖς ἐσμεν ἐν τῷ κόσμῳ τούτῳ.
In questo l’amore è giunto a compimento fra noi, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio: come Egli è, così siamo anche noi in questo mondo.
4:18
φόβος οὐκ ἔστιν ἐν τῇ ἀγάπῃ, ἀλλʼ ἡ τελεία ἀγάπη ἔξω βάλλει τὸν φόβον, ὅτι ὁ φόβος κόλασιν ἔχει, ὁ δὲ φοβούμενος οὐ τετελείωται ἐν τῇ ἀγάπῃ.
Nell’amore non c’è paura; l’amore perfetto scaccia la paura, perché la paura ha a che fare con il castigo, e chi ha paura non è giunto a compimento nell’amore.

La Prima lettera di Giovanni accosta esplicitamente il giudizio alla fiducia. L’amore portato a maturità trasforma il rapporto con la paura del castigo. È un invito a crescere nella relazione con DIO e con gli altri, da non usare per colpevolizzare chi attraversa timori o fragilità.

Un ulteriore percorso ASH è dedicato a Chesed, la misericordia, nel linguaggio della tradizione ebraica. Accostare questi temi aiuta a custodire insieme responsabilità e cura, rispettando le differenze fra le tradizioni.

Nell’Apocalisse: giudizio e rinnovamento

Il Libro dell’Apocalisse parla attraverso visioni, immagini e richiami ad altre Scritture. Troni, libri, mietiture e fuoco vanno ascoltati dentro questo linguaggio. Le scene annunciano la gravità del male e la sovranità di DIO; non costituiscono un calendario che il lettore possa ricostruire con certezza.

Il potere umano e la responsabilità verso la terra

Apocalisse 6:15–17Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
6:15
καὶ οἱ βασιλεῖς τῆς γῆς καὶ οἱ μεγιστᾶνες καὶ οἱ χιλίαρχοι καὶ οἱ πλούσιοι καὶ οἱ ἰσχυροὶ καὶ πᾶς δοῦλος καὶ ἐλεύθερος ἔκρυψαν ἑαυτοὺς εἰς τὰ σπήλαια καὶ εἰς τὰς πέτρας τῶν ὀρέων·
I re della terra, i grandi, i comandanti, i ricchi, i potenti e tutti, schiavi e liberi, si nascosero nelle caverne e fra le rocce dei monti.
6:16
καὶ λέγουσιν τοῖς ὄρεσιν καὶ ταῖς πέτραις· Πέσετε ἐφʼ ἡμᾶς καὶ κρύψατε ἡμᾶς ἀπὸ προσώπου τοῦ καθημένου ἐπὶ τοῦ θρόνου καὶ ἀπὸ τῆς ὀργῆς τοῦ ἀρνίου,
Dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso e nascondeteci dal volto di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello,
6:17
ὅτι ἦλθεν ἡ ἡμέρα ἡ μεγάλη τῆς ὀργῆς αὐτῶν, καὶ τίς δύναται σταθῆναι;
perché è giunto il grande giorno della loro ira, e chi può resistere?».
Apocalisse 11:18Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
11:18
καὶ τὰ ἔθνη ὠργίσθησαν, καὶ ἦλθεν ἡ ὀργή σου καὶ ὁ καιρὸς τῶν νεκρῶν κριθῆναι καὶ δοῦναι τὸν μισθὸν τοῖς δούλοις σου τοῖς προφήταις καὶ τοῖς ἁγίοις καὶ τοῖς φοβουμένοις τὸ ὄνομά σου, τοὺς μικροὺς καὶ τοὺς μεγάλους, καὶ διαφθεῖραι τοὺς διαφθείροντας τὴν γῆν.
Le nazioni si adirarono, ma è giunta la Tua ira e il tempo di giudicare i morti, di dare la ricompensa ai Tuoi servi, i profeti, ai santi e a quelli che temono il Tuo Nome, piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggono la terra.

Davanti alla visione del giudizio, le distinzioni sociali non offrono un riparo: re, ricchi, potenti, schiavi e liberi compaiono nella stessa scena. Apocalisse 11:18 nomina anche coloro che distruggono la terra. Nel contesto si tratta del giudizio sulla corruzione e sulla distruzione; la riflessione ASH vi accosta anche la responsabilità di custodire il creato, approfondita nella pagina Il Mondo.

L’annuncio ai popoli e la mietitura

Apocalisse 14:6–7Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
14:6
Καὶ εἶδον ἄλλον ἄγγελον πετόμενον ἐν μεσουρανήματι, ἔχοντα εὐαγγέλιον αἰώνιον εὐαγγελίσαι ἐπὶ τοὺς καθημένους ἐπὶ τῆς γῆς καὶ ἐπὶ πᾶν ἔθνος καὶ φυλὴν καὶ γλῶσσαν καὶ λαόν,
Vidi un altro angelo che volava nel mezzo del cielo, recando un vangelo eterno da annunciare a quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo.
14:7
λέγων ἐν φωνῇ μεγάλῃ· Φοβήθητε τὸν θεὸν καὶ δότε αὐτῷ δόξαν, ὅτι ἦλθεν ἡ ὥρα τῆς κρίσεως αὐτοῦ, καὶ προσκυνήσατε τῷ ποιήσαντι τὸν οὐρανὸν καὶ τὴν γῆν καὶ θάλασσαν καὶ πηγὰς ὑδάτων.
Diceva a gran voce: «Temete DIO e dateGli gloria, perché è giunta l’ora del Suo giudizio; adorate Colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le sorgenti delle acque».
Apocalisse 14:14–16Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
14:14
Καὶ εἶδον, καὶ ἰδοὺ νεφέλη λευκή, καὶ ἐπὶ τὴν νεφέλην καθήμενον ὅμοιον υἱὸν ἀνθρώπου, ἔχων ἐπὶ τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ στέφανον χρυσοῦν καὶ ἐν τῇ χειρὶ αὐτοῦ δρέπανον ὀξύ.
Guardai, ed ecco una nube bianca, e sulla nube sedeva uno simile a un figlio d’uomo, con una corona d’oro sul capo e una falce affilata nella mano.
14:15
καὶ ἄλλος ἄγγελος ἐξῆλθεν ἐκ τοῦ ναοῦ κράζων ἐν φωνῇ μεγάλῃ τῷ καθημένῳ ἐπὶ τῆς νεφέλης· Πέμψον τὸ δρέπανόν σου καὶ θέρισον, ὅτι ἦλθεν ἡ ὥρα θερίσαι, ὅτι ἐξηράνθη ὁ θερισμὸς τῆς γῆς.
Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che sedeva sulla nube: «Stendi la tua falce e mieti, perché è giunta l’ora di mietere e il raccolto della terra è maturo».
14:16
καὶ ἔβαλεν ὁ καθήμενος ἐπὶ τῆς νεφέλης τὸ δρέπανον αὐτοῦ ἐπὶ τὴν γῆν, καὶ ἐθερίσθη ἡ γῆ.
Colui che sedeva sulla nube gettò la sua falce sulla terra, e la terra fu mietuta.

L’invito dell’angelo raggiunge ogni nazione, tribù, lingua e popolo e richiama l’adorazione del Creatore. La mietitura rappresenta il tempo della raccolta e del compimento. L’immagine chiede di essere letta nella sequenza delle visioni, senza trasformare il linguaggio simbolico in un’autorizzazione all’azione violenta del lettore.

I libri aperti e il libro della vita

Apocalisse 20:11–15Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
20:11
Καὶ εἶδον θρόνον μέγαν λευκὸν καὶ τὸν καθήμενον ἐπʼ αὐτοῦ, οὗ ἀπὸ τοῦ προσώπου ἔφυγεν ἡ γῆ καὶ ὁ οὐρανός, καὶ τόπος οὐχ εὑρέθη αὐτοῖς.
Vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Dalla Sua presenza fuggirono la terra e il cielo e non si trovò più posto per loro.
20:12
καὶ εἶδον τοὺς νεκρούς, τοὺς μεγάλους καὶ τοὺς μικρούς, ἑστῶτας ἐνώπιον τοῦ θρόνου, καὶ βιβλία ἠνοίχθησαν· καὶ ἄλλο βιβλίον ἠνοίχθη, ὅ ἐστιν τῆς ζωῆς· καὶ ἐκρίθησαν οἱ νεκροὶ ἐκ τῶν γεγραμμένων ἐν τοῖς βιβλίοις κατὰ τὰ ἔργα αὐτῶν.
Vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono, e furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita; e i morti furono giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto nei libri.
20:13
καὶ ἔδωκεν ἡ θάλασσα τοὺς νεκροὺς τοὺς ἐν αὐτῇ, καὶ ὁ θάνατος καὶ ὁ ᾅδης ἔδωκαν τοὺς νεκροὺς τοὺς ἐν αὐτοῖς, καὶ ἐκρίθησαν ἕκαστος κατὰ τὰ ἔργα αὐτῶν.
Il mare restituì i morti che erano in esso, e la morte e l’Ades restituirono i morti che erano in loro; ciascuno fu giudicato secondo le proprie opere.
20:14
καὶ ὁ θάνατος καὶ ὁ ᾅδης ἐβλήθησαν εἰς τὴν λίμνην τοῦ πυρός. οὗτος ὁ θάνατος ὁ δεύτερός ἐστιν, ἡ λίμνη τοῦ πυρός.
La morte e l’Ades furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte: lo stagno di fuoco.
20:15
καὶ εἴ τις οὐχ εὑρέθη ἐν τῇ βίβλῳ τῆς ζωῆς γεγραμμένος, ἐβλήθη εἰς τὴν λίμνην τοῦ πυρός.
E chi non fu trovato scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

I libri rendono visibile la memoria delle opere, mentre il libro della vita compare come un’immagine distinta. La morte e l’Ades vengono a loro volta gettati nello stagno di fuoco: il giudizio riguarda anche la fine del loro potere. Il testo chiama lo stagno di fuoco «seconda morte»; le tradizioni cristiane ne hanno discusso la portata in modi differenti.

Il compimento: ogni lacrima asciugata

Apocalisse 21:1–5Leggi il Libro dell’Apocalisse su ASH
VersettoGreco · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
21:1
Καὶ εἶδον οὐρανὸν καινὸν καὶ γῆν καινήν· ὁ γὰρ πρῶτος οὐρανὸς καὶ ἡ πρώτη γῆ ἀπῆλθαν, καὶ ἡ θάλασσα οὐκ ἔστιν ἔτι.
Vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il primo cielo e la prima terra erano passati e il mare non c’era più.
21:2
καὶ τὴν πόλιν τὴν ἁγίαν Ἰερουσαλὴμ καινὴν εἶδον καταβαίνουσαν ἐκ τοῦ οὐρανοῦ ἀπὸ τοῦ θεοῦ, ἡτοιμασμένην ὡς νύμφην κεκοσμημένην τῷ ἀνδρὶ αὐτῆς.
Vidi la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da DIO, preparata come una sposa adorna per il suo sposo.
21:3
καὶ ἤκουσα φωνῆς μεγάλης ἐκ τοῦ θρόνου λεγούσης· Ἰδοὺ ἡ σκηνὴ τοῦ θεοῦ μετὰ τῶν ἀνθρώπων, καὶ σκηνώσει μετʼ αὐτῶν, καὶ αὐτοὶ λαοὶ αὐτοῦ ἔσονται, καὶ αὐτὸς ὁ θεὸς μετʼ αὐτῶν ἔσται,
Udii una voce potente dal trono che diceva: «Ecco la dimora di DIO con gli esseri umani! Egli dimorerà con loro, essi saranno i Suoi popoli e DIO stesso sarà con loro.
21:4
καὶ ἐξαλείψει πᾶν δάκρυον ἐκ τῶν ὀφθαλμῶν αὐτῶν, καὶ ὁ θάνατος οὐκ ἔσται ἔτι· οὔτε πένθος οὔτε κραυγὴ οὔτε πόνος οὐκ ἔσται ἔτι. τὰ πρῶτα ἀπῆλθαν.
Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; la morte non ci sarà più, né vi saranno più lutto, grido o dolore, perché le cose di prima sono passate».
21:5
Καὶ εἶπεν ὁ καθήμενος ἐπὶ τῷ θρόνῳ· Ἰδοὺ καινὰ ποιῶ πάντα. καὶ λέγει· Γράψον, ὅτι οὗτοι οἱ λόγοι πιστοὶ καὶ ἀληθινοί εἰσιν.
Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, Io faccio nuove tutte le cose». E aggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e vere».

La visione prosegue con una dimora condivisa, la fine della morte e le lacrime asciugate. Il movimento del libro conduce il lettore anche a questa promessa di rinnovamento. Il plurale «i Suoi popoli» al versetto 3 segue il testo greco SBLGNT qui riprodotto.

Il tema può essere accostato allo studio ASH sull’era messianica, mantenendo distinti i diversi linguaggi e le diverse attese delle tradizioni.

Nel Corano: la bilancia, le opere e la misericordia

Il Corano lega il Giorno della Risurrezione alla giustizia di DIO e alla responsabilità per le proprie opere. L’immagine della bilancia esprime una valutazione nella quale nessuno subisce torto e nulla di significativo viene trascurato.

Le bilance della giustizia

Corano 21:47 · Sura al-Anbiyāʾ, I Profeti
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
21:47
وَنَضَعُ ٱلْمَوَٰزِينَ ٱلْقِسْطَ لِيَوْمِ ٱلْقِيَٰمَةِ فَلَا تُظْلَمُ نَفْسٌۭ شَيْـًۭٔا ۖ وَإِن كَانَ مِثْقَالَ حَبَّةٍۢ مِّنْ خَرْدَلٍ أَتَيْنَا بِهَا ۗ وَكَفَىٰ بِنَا حَٰسِبِينَ
Porremo le bilance della giustizia per il Giorno della Risurrezione e nessuna anima subirà alcun torto. Anche se si trattasse del peso di un granello di senape, lo faremo venire. Noi bastiamo a tenere il conto.

L’accento del versetto cade sulla giustizia e sulla precisione del rendiconto. Il granello di senape dà una misura poetica di ciò che appare piccolo ai nostri occhi. Anche il bene poco visibile ha un peso.

La terra racconta: sura al-Zalzalah

Formula d’apertura della sura, non numerata tra i suoi otto versetti.

بِسْمِ ٱللَّهِ ٱلرَّحْمَٰنِ ٱلرَّحِيمِ

Nel Nome di DIO, il Compassionevole, il Misericordioso.

Corano 99:1–8 · Sura al-Zalzalah, Il Terremoto
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
99:1
إِذَا زُلْزِلَتِ ٱلْأَرْضُ زِلْزَالَهَا
Quando la terra sarà scossa dal suo terremoto,
99:2
وَأَخْرَجَتِ ٱلْأَرْضُ أَثْقَالَهَا
e la terra farà uscire i suoi pesi,
99:3
وَقَالَ ٱلْإِنسَٰنُ مَا لَهَا
e l’essere umano dirà: «Che cosa le accade?»,
99:4
يَوْمَئِذٍۢ تُحَدِّثُ أَخْبَارَهَا
quel giorno essa racconterà le sue notizie,
99:5
بِأَنَّ رَبَّكَ أَوْحَىٰ لَهَا
perché il tuo SIGNORE le avrà dato rivelazione.
99:6
يَوْمَئِذٍۢ يَصْدُرُ ٱلنَّاسُ أَشْتَاتًۭا لِّيُرَوْا۟ أَعْمَٰلَهُمْ
Quel giorno gli esseri umani procederanno in gruppi separati, affinché siano mostrate loro le proprie opere.
99:7
فَمَن يَعْمَلْ مِثْقَالَ ذَرَّةٍ خَيْرًۭا يَرَهُۥ
Chi avrà fatto un bene del peso di una particella lo vedrà,
99:8
وَمَن يَعْمَلْ مِثْقَالَ ذَرَّةٍۢ شَرًّۭا يَرَهُۥ
e chi avrà fatto un male del peso di una particella lo vedrà.

La sura viene riportata per intero. La terra, descritta come testimone, restituisce il racconto delle azioni umane. Il termine reso «particella» indica qui una quantità minima: l’immagine invita a riconoscere il valore morale anche dei gesti piccoli.

Non disperare della misericordia

Corano 39:53–54 · Sura al-Zumar, I Gruppi
VersettoArabo · testo originaleItaliano · traduzione di lavoro
39:53
۞ قُلْ يَٰعِبَادِىَ ٱلَّذِينَ أَسْرَفُوا۟ عَلَىٰٓ أَنفُسِهِمْ لَا تَقْنَطُوا۟ مِن رَّحْمَةِ ٱللَّهِ ۚ إِنَّ ٱللَّهَ يَغْفِرُ ٱلذُّنُوبَ جَمِيعًا ۚ إِنَّهُۥ هُوَ ٱلْغَفُورُ ٱلرَّحِيمُ
Di’: «O Miei servi che avete ecceduto contro voi stessi, non disperate della misericordia di DIO. DIO perdona tutti i peccati: Egli è il Perdonatore, il Misericordioso».
39:54
وَأَنِيبُوٓا۟ إِلَىٰ رَبِّكُمْ وَأَسْلِمُوا۟ لَهُۥ مِن قَبْلِ أَن يَأْتِيَكُمُ ٱلْعَذَابُ ثُمَّ لَا تُنصَرُونَ
Ritornate al vostro SIGNORE e sottomettetevi a Lui, prima che vi raggiunga il castigo; allora non sarete soccorsi.

L’invito a non disperare viene seguito dall’appello a tornare al SIGNORE. Speranza e conversione restano unite: la misericordia apre una possibilità di ritorno e chiama a una risposta. Il messaggio raggiunge chi riconosce di avere danneggiato la propria vita e desidera cambiare direzione.

Vivere oggi con responsabilità e speranza

I testi raccolti conservano voci diverse: l’ammonimento profetico, la denuncia sociale, l’appello alla conversione, la visione del giudizio e la promessa della misericordia. Il loro ascolto può rendere più attenta la nostra coscienza e più concreta la cura per gli altri.

Affidare a DIO il giudizio ultimo lascia pieno spazio alla responsabilità umana di proteggere chi subisce un torto, ricercare la verità e promuovere una giustizia equa. La pagina su Romani 12:14–21 accompagna questo cammino, richiamando il bene da compiere anche davanti all’ostilità.

Quattro domande per un esame di coscienza

  1. Quale verità sto evitando? Riconoscere una responsabilità è il primo passo per smettere di nasconderla.
  2. Quale torto posso riparare? Restituire ciò che spetta, correggere una falsità e chiedere perdono possono dare forma al cambiamento.
  3. Quale bene ho rimandato? Una visita, un aiuto o un pagamento dovuto possono essere il gesto giusto da compiere oggi.
  4. Quale persona sto riducendo al suo errore? Riconoscere il male commesso può convivere con il rispetto della dignità e con la speranza di una conversione.

La coscienza matura quando impariamo a rispondere delle nostre scelte senza rinunciare alla speranza. Il bene non perde valore perché nessuno lo applaude; un torto non diventa giusto perché nessuno riesce a dimostrarlo. Davanti a questa misura, ogni giorno offre una possibilità di maggiore fedeltà.

Una preghiera per un cuore veritiero

DIO della giustizia e della misericordia, aiutaci a guardare la nostra vita con sincerità. Donaci il coraggio di riconoscere gli errori, la forza di riparare e l’umiltà di chiedere perdono. Custodisci chi attende giustizia e chi cerca una via di ritorno. Insegnaci a usare le parole per edificare e le nostre possibilità per soccorrere. Fa’ che l’attesa del Tuo giudizio renda più giuste, oggi, le nostre scelte. Amen.

Meditazione originale ASH, distinta dalle citazioni scritturali.

Che il pensiero dell’ultimo giorno ci aiuti a vivere con maggiore verità il giorno che ci è dato.

Fonti, edizioni e percorsi di approfondimento

Le traduzioni italiane sono rese di lavoro preparate per questo studio. I commenti e la preghiera finale esprimono la prospettiva editoriale di ASH. I collegamenti conducono esclusivamente alle risorse italiane di Abrahamic Study Hall; le pagine dei libri possono adottare edizioni, traduzioni o numerazioni differenti.

Bibbia ebraica

Testo del Westminster Leningrad Codex, distribuito da Open Scriptures Hebrew Bible. Il testo WLC è di pubblico dominio. In Geremia 48:44 si segue la lettura masoretica, qerè, distinta dalla forma scritta. Sono rimossi i marcatori morfologici e le sigle di paragrafo. Risorse ASH: Qoèlet, Daniele e Isaia.

Nuovo Testamento greco

The Greek New Testament: SBL Edition, a cura di Michael W. Holmes, Society of Biblical Literature e Logos Bible Software, 2010; licenza Creative Commons Attribution 4.0. Sono rimossi i soli marcatori dell’apparato critico. Percorsi ASH: Matteo, Luca, Atti degli Apostoli e Apocalisse.

Corano arabo

Testo in grafia ʿuthmānī distribuito da AlQuran Cloud. Passi: 21:47; 99:1–8; 39:53–54. La basmala, formula d’apertura presente insieme al primo versetto nel dato di origine della sura 99, è conservata separatamente e non conteggiata fra i suoi otto versetti. Introduzione ASH al Corano e panoramica delle sure.

Numerazioni e scelte testuali

Ezechiele 21:25, riferimento mantenuto dalla pagina di partenza, corrisponde a Ezechiele 21:30 nella numerazione ebraica utilizzata. In Matteo 10:12 il greco qui riprodotto reca l’invito a salutare la casa; la pace è esplicitata nel versetto seguente. Giacomo 5:6 mantiene la punteggiatura interrogativa SBLGNT; Apocalisse 21:3 ne conserva il plurale «popoli».

Completezza e contesto

Sono conservati tutti i 24 passi della raccolta originaria. Le sequenze ampliate comprendono, fra le altre, Matteo 12:22–37, Luca 21:20–24, Romani 2:12–16, 1 Corinzi 3:10–15 e Giacomo 5:1–6. Sono aggiunti testi sulla risurrezione, sulla conversione, sulla cura dei piccoli e sul rinnovamento. Ogni intervallo citato nelle tabelle è riportato integralmente.

Giustizia, misericordia e responsabilità

Il commento distingue oracoli storici, linguaggio apocalittico, insegnamento morale e meditazione. Per continuare: Giustizia divina e umana, Chesed: la misericordia, Orfani, vedove e forestieri e Era messianica. Gli accostamenti fra tradizioni sono proposti per lo studio, nel rispetto delle loro differenze.

Studi, pace, unità

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