Venerdì Santo: Il Sacrificio più grande

La crocifissione non fù la fine per il Messia ma l’inizio della sua era

Il Venerdì Santo, è il giorno che ricorda la crocifissione di Gesù il Nazareno, (detto anche il Cristo) dopo essere stato condannato a morte affermando di essere il Figlio di DIO. Il Venerdì Santo, detto anche Venerdì di Pasqua, è una delle festività più importanti celebrate dai Cristiani di tutto il mondo, seppur celebrata in giorni differenti a seconda della tradizione. Essendo la data della Pasqua diversa fra Chiese occidentali e quelle orientali, anche la data del Venerdì Santo non coincide (essendo entrambe festività mobili).

Nel Cattolicesimo, come nel Mercoledì delle ceneri, i fedeli dai 14 anni di età in su sono invitati all’astinenza dalla carne (sono ammessi uova e latticini), e quelli dai 18 ai 60 anni al digiuno ecclesiastico, che consiste nel consumare un solo pasto (pranzo o cena) durante la giornata. Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati commessi dagli uomini ed in ricordo del sacrificio compiuto dal Maestro (Rabbi) Gesù.

La descrizione Biblica

Secondo i resoconti dei Vangeli, i soldati arrestarono Gesù nel Giardino di Getsemani. Dopo il suo arresto, Gesù fu portato prima a casa di Anania, (Giovanni 18, 12-14), lì fu interrogato con scarso risultato e mandato da Caifa il Sommo Sacerdote dove si era riunito il Sinedrio (Giovanni 18, 19-24). In seguito le autorità religiose lo inviarono al procuratore Romano Pilato che in quel tempo amministrava la Regione della Giudea. Egli, nonostante dichiarò che Gesù non fosse colpevole e si lavò le mani in acqua per dimostrare che non aveva parte nella condanna, consegnò ugualmente Gesù per essere crocifisso per evitare subbugli (Matteo 27, 24-26). Il motivo della sentenza fu scritto su una tavola sulla croce: “Gesù di Nazareth, re dei Giudei” (I.N.R.I.). Gesù portò la sua croce sul luogo dell’esecuzione (assistito da Simone di Cirene), chiamato “il luogo del teschio”, o “Golgota” in ebraico (in latino “Calvario”). Lì fu crocifisso insieme a due criminali (Giovanni 19, 17-22).

Gesù agonizzò sulla croce per sei ore, poi, con un forte grido, abbandonò il suo Spirito. Ci fu un terremoto, le tombe si spaccarono e la cortina del Tempio fu strappata da cima a fondo. Il centurione di guardia nel luogo della crocifissione dichiarò: “Veramente questo era il Figlio di DIO!” (Matteo 27, 45-54).
Giuseppe d’Arimatea, un membro del Sinedrio e seguace segreto di Gesù, che non aveva acconsentito alla sua condanna, andò da Pilato per richiedere il corpo di Gesù (Luca 23, 50-52). Un altro seguace segreto di Gesù e membro del sinedrio di nome Nicodemo generò una miscela di spezie di circa 45 chili e contribuì a avvolgere il corpo di Gesù (Giovanni 19, 39-40). Pilato chiese conferma al centurione se Gesù fosse morto (Marco 15, 44), allora un soldato trafisse il fianco di Gesù con una lancia che fece scorrere sangue e acqua (Giovanni 19, 34), e il centurione informò Pilato che Gesù era morto (Marco 15, 45). Giuseppe di Arimatea prese il corpo di Gesù e lo pose in un sepolcro di sua proprietà scavato nella roccia (Matteo 27, 59-60) in un giardino vicino al luogo della crocifissione. Nicodemo e Giuseppe rotolarono una grande roccia sopra l’ingresso della tomba (Matteo 27, 60) e tornarono a casa a riposare, poiché lo Shabbat aveva cominciato al tramonto (Luca 23, 54-56).

L’importanza del Sacrificio spiegata da San Paolo

Gesù è stato condannato a morte per aver divulgato conoscenza al popolo, egli affermò di essere Figlio di DIO solo a seguito delle opere compiute ed in riferimento alle Scritture (Salmo 82, 6), così come è riportato dai Vangeli (Giovanni 10, 34-38). Non si è mai dichiarato al pari di DIO, o uguale al CREATORE, ma come Suo figlio (colui che fa la Sua volontà) e la conferma è nella preghiera che ha insegnato ai discepoli (PADRE nostro), chiamando DIO il PADRE di tutti (Nostro) e non esclusivamente il suo.

Il Rabbi (così Gesù fù chiamato 12 volte nei Vangeli[nota a]) entra a Gerusalemme disposto a battersi e morire per la Verità e per la Nuova Alleanza. Per comprendere a fondo quello che successe e come questo sacrificio abbia cambiato il Mondo, basta leggere attenatmente quello che magistralmente ci spiega l’Apostolo delle genti, Paolo di Tarso, nella Lettera agli Ebrei:

1 Certo anche la prima Alleanza aveva norme per il culto e un Santuario terreno.
2 Infatti fu preparato un primo Tabernacolo, nel quale si trovavano il candeliere, la tavola e i pani della presentazione. Questo si chiamava il luogo Santo.
3 Dietro la seconda cortina c’era il Tabernacolo, detto il Santo dei Santi.
4 Conteneva un incensiere d’oro, l’Arca dell’Alleanza tutta ricoperta d’oro, nella quale c’erano un vaso d’oro contenente la manna, la verga di Aaronne che era fiorita e le Tavole dell’Alleanza.
5 E sopra l’Arca c’erano i cherubini della gloria che coprivano con le ali il propiziatorio. Di queste cose non possiamo parlare ora dettagliatamente.
6 Questa dunque è la disposizione dei locali. I sacerdoti entrano bensì continuamente nel primo Tabernacolo per compiervi gli atti del culto;
7 ma nel secondo, non entra che il Sommo Sacerdote una sola volta all’anno[b], non senza sangue, che egli offre per se stesso e per i peccati del popolo.
8 Lo Spirito Santo voleva con questo significare che la via al santuario non era ancora manifestata finché restava ancora in piedi il primo Tabernacolo.
9 Questo è una figura per il tempo presente. I doni e i sacrifici offerti secondo quel sistema non possono, quanto alla coscienza, rendere perfetto colui che offre il culto,
10 perché si tratta solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, insomma, di regole carnali imposte fino al tempo di una loro riforma.
11 Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei beni futuri, egli, attraverso un Tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d’uomo, cioè, non di questa creazione,
12 è entrato una volta per sempre nel luogo Santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna.
13 Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne,
14 quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito Eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a DIO, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il DIO vivente.
15 Per questo egli è mediatore di una nuova Alleanza. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo Patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa.
16 Infatti, dove c’è un testamento, bisogna che sia accertata la morte del testatore.
17
 Un testamento, infatti, è valido quando è avvenuta la morte, poiché rimane senza effetto finché il testatore vive.
18 Per questo neanche la Prima Alleanza fu inaugurata senza sangue.
19 Infatti, quando tutti i Comandamenti furono secondo la Legge proclamati da Mosè a tutto il popolo, egli prese il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issopo, asperse il Libro stesso e tutto il popolo,
20 e disse: “Questo è il sangue del patto che DIO ha ordinato per voi”.
21 Asperse di sangue anche il Tabernacolo e tutti gli arredi del culto.
22 Secondo la Legge, quasi ogni cosa è purificata con sangue; e, senza spargimento di sangue, non c’è perdono.
23 Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con questi mezzi. Ma le cose celesti stesse dovevano essere purificate con sacrifici più eccellenti di questi.
24 Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d’uomo, figura del vero; ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di DIO per noi;
25 non per offrire se stesso più volte, come il Sommo Sacerdote, che entra ogni anno nel luogo Santissimo con sangue non suo.
26 In questo caso, egli avrebbe dovuto soffrire più volte dalla creazione del mondo; ma ora, una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio.
27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio,
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 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a coloro che lo aspettano per la loro salvezza.
(Lettera agli Ebrei Capitolo 9)

 


Note

[a] Vedi Mt 26, 25 ; 26, 49 ; Mc 9, 5 ; 11, 21 ; 14, 45 ; Gv 1, 38 ; 1, 49 ; 3, 2 ; 4, 31 ; 6, 25 ; 9, 2 ; 11, 8

[b] Solo durante Yom Kippur, ovveri il Giorno dell’Espiazione


Bibliografia

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