10 attributi di Abramo che ogni credente dovrebbe conoscere
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Conoscere i 10 più importanti attributi del “padre” del monoteismo, non serve assolutamente per venerarlo. Noi adoriamo solo DIO, la Sua Unità, la Sua Indissolubilità e Onniscenza. Eppure conoscere ciò che è stato, aiuta ad ispirare il credente nel presente per elevarlo nel futuro, protraendo gli Spiriti di coloro che meditano sulle opere dei giusti, come in questo caso del Santo patriarca Avraham.
Possa DIO infondere questi attributi a chiunque buono di cuore, medita riguardo gli eventi di grandi uomini e donne del passato.

1. Padre = Maestro

Padre delle 3 religioni più influenti al Mondo, il suo nome infatti significa “padre di molti”, di una moltitudine di credenti destinata a ricoprire tutta la Terra. Sembra proprio che questa predizione si stia avverando, e inesorabili ci avviciniamo, come genere umano, al compimento di questa profezia (guarda i numeri qui).

La storia di Abramo è raccontata nella Bibbia, primo Libro della Genesi.
Dopo la creazione del Mondo, il peccato di Adamo ed Eva, e dopo che Noè sopravvisse al Diluvio Universale, la narrazione ci introduce la storia di Abramo (Genesi da 11 a 25).

Eppure la Sacra Scrittura ci racconta poco sulla prima metà della sua vita, enfatizzando invece dal momento in cui DIO gli ordina di lasciare la sua casa e la sua famiglia, per seguire la sua vocazione: recarsi nella terra che DIO promette di mostrargli, e diventare quindi “padre” dell’universo dei credenti.

Questo Maestro della fede diffuse così la consapevolezza in DIO, si stabilì un eshel, che i saggi interpretano come un frutteto (per sfamare i viandanti o una vera locanda (Genesi 21, 33). Oltre a nutrire le persone e assicurarsi che avessero acqua da bere, mentre attraversavano il deserto, Abramo insegnava loro anche a ringraziare DIO per ciò che già possedevano, e che stavano ricevendo.
In questo modo la conoscenza del Creatore fu disseminata lungo tutta la terra.

2. Patriarca = Guida

[perfectpullquote align=”right” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”#4476a5″ class=”” size=”20″]Abramo, ovvero אַבְרָהָם (ʾAvraham) in ebraico moderno,  e in arabo إبراهيم, Ibrāhīm.[/perfectpullquote]
Considerato il primo tra i Patriarchi.
Tradizionalmente i tre “patriarchi” del popolo ebraico sono: Abramo, suo figlio Isacco e Giacobbe (figlio di Isacco) colui che ebbe i 12 figli che divennero i capostipiti delle 12 tribù d’Israele.

Ci viene riportato che Abramo era uno dei tre figli maschi di Terach, un discendente di Sem, figlio di Noè. Terach era un idolatra, un politeista, eppure il nostro antenato Abramo non ha avuto paura di “andare contro” le usanze. Ha “osato”, perchè ha creduto nella propria Rivelazione, e oggi possiamo confermare che aveva avuto ragione, rimarrendo così immortale per sempre attraverso i suoi figli.
Sua madre invece si chiamava Amatlai, e ciò è riportato dal Talmud (Bava Batra 91a) che elenca i nomi altrimenti sconosciuti di molte personalità bibliche.

3. Marito = Premuroso

Abramo sposò Sara, e quando iniziò a vivere consacrandosi al DIO Unico, Sara lo supportò come compagna, e sua forza, insegnando e guidando le donne. Questo riporta la tradizione ebraica (Rashi to Genesi 20, 12).

[perfectpullquote align=”left” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”#4476a5″ class=”” size=”18″]Abramo e Sara si chiamavano originariamente Abram e Sarai. Abram significava “padre nobile”, e Sarai “la mia principessa”, in quanto la devozione di questa sterile donna era esclusivamente diretta a suo marito. In seguito DIO aggiunse la lettera ebraica heh (ה) ad entrambi i loro nomi, facendoli diventare Abrahm, che è una contrazione di parole che significano “Padre di una moltitudine (di nazioni)” e Sarah, che cambia la propria forma “possessiva”.
Il cambio di nome rappresenta la “svolta”, il cambiamento o la maturazione del credente.[/perfectpullquote]

4. Combattente = Forte

Dopo aver sentito che suo nipote Lot era stato fatto prigioniero durante una guerra, Abramo prese i suoi uomini e partì, intenzionato a sconfiggere i nemici “dei giusti”, e liberare i prigionieri.
Il merito della sua impresa lo attribuì esclusivamente a DIO, il Creatore, rifiutandosi di prendere per se qualsiasi bottino di guerra (Genesi 14).

5. Tollerante = Pacificatore

Sarah non riusciva ad avere figli, ma con il passare dei decenni, la coppia non ebbe nessuno che potesse portare avanti la loro eredità. Sarah così si decise ad offrire al marito la sua serva, Agar, di origine egiziana.
Agar rimase presto incinta di un figlio, Ismaele, quando Abramo aveva 86 anni (Genesi 16, 16). In un certo modo “unì” la sua stirpe a quella degli “arabi”, ed è così che Ebraismo e Cristianesimo divennero fratelli dell’Islam. Quindi, seppure le cose sembrarono non andarono benissimo, a causa della rivalità tra Sara e Agar, i popoli della Terra vennero uniti per sempre.

6. Ospitale = Generoso

Ha ospitato dei pellegrini, dei forestieri che invece si rivelarono degli Angeli del Signore.
Tre “uomini” vennero e confermando la sua rettitudine e generosità, gli predissero la sua più grande benedizione: Sara avrebbero partorito entro un anno (Genesi 18, 10). Sempre gentile verso gli altri, anche quelli che più ci appaiono vulnerabili e sconosciuti. Una cosa molto facile è aiutare il ricco, il potente, magari inconsciamente anche aspettandosi una riconoscenza, mentre è da Santi riuscire a servire i poveri. Abramo servì loro del vitello, pane e crema di latte sotto un albero che gli poneva ombra prima che condividessero la buona notizia.

7. Compassionevole = Mediatore

Pregò per il popolo di Sodoma, cercando di mediare la loro giusta punizione.
Dalla tenda di Abramo, gli angeli proseguirono verso Sodoma e Gomorra, dove avevano il compito di salvare Lot e rovesciare le città, che erano diventate focolai di crudeltà e di criminalità (Genesi 18).

8. Devoto = Ossequioso

Ha quasi sacrificato suo figlio per dimostrare il proprio amore per DIO e per la “Causa”.
Isacco, figlio suo e di Sara, nacque finalmente quando Abramo aveva 100 anni (Genesi 21, 5). Tuttavia, quando DIO disse ad Abrahamo di sacrificare suo figlio in cima al monte Moria, Abraham obbedì senza fare domande né lamentarsi. All’ultimo momento, quando Isacco era già legato, il SIgnore lo informò che era stata solamente una prova di fede. Non c’era quindi bisogno di portare a termine il sacrificio. Il giusto devoto è sempre ricompensato.

9. Pellegrino = Viaggiatore

Viaggiando si apprende molto, non solo riguardo le terre che si incontrano, ma soprattutto in merito a popoli, tradizioni e culture.
Abramo e Sara hanno viaggiato molto, attraversato molte terre. Terach trasferì la sua famiglia da Ur Kasdim a Charan (Genesi 11, 31). Dopo che DIO disse ad Abrahamo di recarsi a Canaan (e si stabilì a Sichem, Gen 12, 6), la fame li spinse in Egitto.

Ritornati poi in Terra Santa, si stabilirono a Beth El, a sud, per poi trasferirsi ad Hebron (Gn 13, 18). Dopo aver salvato dalla prigionia suo nipote Lot, si ritrovò a Salem (Gerusalemme), dove incontrò il re Melchisedec, prima di tornare a Ebron.
Fallito il tentativo di salvare il popolo di Sodoma, Abramo si trasferì a sud, a Gerar, capitale dei filistei, non lontano da dove si stabilì successivamente, Beer Sheba (Gn 21, 34).
Quando Sara morì, era a Ebron e Abramo acquistò un terreno per seppellirla, e quello fu il sepolcodel patriarca “Padre di Molti”, accanto a Sara.

10. Costante = Instancabile

La Scrittura ci dice che Abramo morì all’età di 175 anni (Gn 25, 7).
Nel descrivere la sua vecchiaia, ci viene detto che Abramo era “vecchio, avanzato nei giorni”, e i
maestri dell’ebraismo ci riportano che egli aveva sfruttato al meglio ogni suo giorno. Una vita piena significa: massimizzare ogni opportunità di crescita e avanzamento.

Dopo che la sua amata Sarah morì a Hebron, Abramo acquistò lì una grotta in cui seppellirla. Anche se gli è stato offerto in dono, Abramo ha insistito per pagare generosamente. Secondo la tradizione, questa grotta, in cui sarebbero stati sepolti tutti i patriarchi e le matriarche (tranne Rachele), non era altro che il luogo stesso in cui riposarono Adamo ed Eva.

 

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