Il Messia seduto alle porte di Roma

Quante cose si vorrebbero conoscere e comprendere, eppure l’Ecclesisate (il Libro del canone Biblico chiamato anche Qoeleth) conclude i suoi versi affermando che “il troppo studio logora il corpo” (12, 14). Ma allora in quali cose è giusto impegnarsi nella ricerca? In quali filosofare? Sicuramente quelle che appagano il nostro Spirito, e tra queste c’è n’è una in particolare che dal punto di vista profetico anima e rinvigorisce la fede dei credenti Ebrei, Cristiani e Musulmani, la venuta del Messia.

Ma come in tutte le cose “eccelse” e che riguardano i tempi futuri, tra gli studiosi c’è un grande dibattito a riguardo e sono nate diverse scuole di pensiero ma molti del popolo rimangono allo scuro, inconsapevoli della quantità di interpretazioni in merito questo argomento. Il Talmud parla della venuta prima di un uomo “crudele come Haman” (riferendosi al libro di Ester) che insorgerà contro il popolo di DIO poco prima della venuta di Melech HaMashiach ben David (il re Messia figlio di Davide):

Così ha detto R. Johanan: nella generazione in cui verrà il figlio di Davide [il Messia], gli studiosi saranno pochi di numero, e come per il resto, i loro occhi avranno difficoltà a vedere a causa del dolore e della sofferenza. Moltissimi guai e cattivi decreti [leggi] saranno promulgati nuovamente e ogni nuovo male arriverà in fretta, prima che l’altro sia finito.
(Sanhedrin Folio 97a)

 

Rab disse: Tutte le date prestabilite [per la redenzione] sono trascorse, e la questione [adesso] dipende solo dal pentimento e dalle buone opere [che vengono compiute].
R. Eliezer disse: se Israele si pentirà, saranno redenti; altrimenti, non saranno riscattati.
R. Giosuè gli disse: se non si pentono, non saranno redenti! Ma il Santo, che benedetto sia, stabilirà un Re su di loro, i cui decreti saranno crudeli come quelli di Haman, in base al quale Israele si impegnerà nel pentimento, e li ricondurrà così sulla retta via.
(Sanhedrin Folio 97b)

 

Ad oggi ognuna delle Religioni Abramitiche è sempre più divisa in se stessa a causa dei numerosissimi scismi, afflitti in una disperata ricerca della redenzione ma pieni di problematiche e dai timori dovuti in gran parte a causa della supremazia da parte dell’istituzione rispetto alla pura fede, quindi una sempre più marcata carenza di emunah che in ebraico significa di fede attiva e fiducia unicamente in DIO. Ma la cosa che mantiene ancora tutti uniti è la speranza, chiunque nelle tre fedi monoteistiche aspetta l’arrivo di un redentore che sarà pronto a tollerare le divergenze e mostrare una unica via di salvezza. Alcuni tra gli ebrei del “tempo della fine”, sia laici che religiosi, specialmente in Occidente, sono pronti ad accettare e aspettano il maestro universale della giustizia e della pace. Questi ebrei in gran parte occidentali e non ortodossi uniranno le loro forze a quelle che si rivoltano contro gli ebrei in quel momento a causa della loro lealtà verso quest’uomo. I parallelismi e le similitudini con le profezie cristiane e musulmane sono evidenti, così come i tempi, almeno stando alle profezie che sembrano davvero maturi:

Poco prima che arrivi il Messiah, ci sarà un’ondata di ateismo, non un flusso letterale di acqua ma uno di strani pensieri che copriranno tutte le “alte montagne” anche nella terra d’Israele, che non è stata colpita dall’alluvione [ai tempi] di Noè. Le piogge si abbatteranno con tale forza che anche le “montagne d’Israele” saranno intrise [d’acqua], anche i cuori dei puri saranno scossi. Saggezza e sofisticatezza saranno inutili. Gli unici che si manterranno saldi saranno i semplici [di cuore] ebrei che recitano i Salmi in modo semplice e sincero. Ecco perché, quando arriverà il Messiah, saranno loro a collocare la corona reale sulla sua testa.
(Nachman Sipurim Niflaim)

 

Le profezie parlano chiaro, eppure nonostante conosciamo i requisiti che dovrebbero distinguere tra le nazioni il popolo dei credenti, comprendiamo molto bene che la direzione presa ci sta portando fuori strada. Le persone commettono ancora gli stessi errori dei secoli passati, e le lotte intestine stanno distruggendo l’unità ebraica, cristiana e musulmana come mai prima d’ora:

Il grande ateismo sta arrivando nel mondo come una prova dall’alto. I molti peccati del mondo stanno causando una terribile mancanza di fede. Felice è la persona che rimane ferma nella sua fede in questi tempi. Il fatto che io lo preannuncio non impedirà l’aumento dell’empietà e della confusione. Molto tempo fa Daniele e altri hanno fatto sapere che questo sarebbe successo nei giorni precedenti al Messiah. “Molti si purificheranno e saranno raffinati e si renderanno bianchi splendenti, ma i malvagi faranno del male e solo i saggi comprenderanno” (Daniele 12, 10).
(Nachman, Sichot Haran #35)

 

Il Messiah, così come i profeti hanno preannunciato, sarà un giusto di cuore che aprirà le porte ad una nuova era, in cui il mondo si unirà nella pace quasi come in un’unica Anima, apportando un cambiamento nella coscienza universale di massa. Delle profezie ebraiche la cosa che risalta è che il momento del crescente dissenso e ateismo sulla terra attuale non sembra essere una coincidenza, già Golda Meir affermò che se “vuoi distruggere gli ebrei? Lasciaci soli e ci distruggeremo noi stessi”, ma questo rispecchia la situazione di un pò tutte le religioni abramitiche, sembrando una caratteristica insita nella stessa natura dell’essere umano.

Si deve tenere in considerazione anche la possibilità di accettare un falso Messia, e questa è da sempre un timore presente nel popolo. Una grandissima percentuale di Ebrei era sicura che il Rabbino Menachem Mendel Schneerson fosse il Messiah, e anche se è morto nel 1994 senza aver soddisfatto i requisiti, alcuni di loro ancora credono che tornerà dopo la morte e regnerà come Re Messiah. Quindi prima di avere ogni qual si voglia giudizio si deve aspettare, dimostrarsi cauti ed avere pazienza, perchè solo aspettando la maturazione dei frutti ci si potrà rendere conto di che tipo di albero li ha davvero prodotti:

15 Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. 16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo far frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti.
(Vangelo secondo Matteo 15, 7)

Il Rambam dà un suggerimento importante per conoscere l’opera del Messiah:

Se un Re sorgerà dalla Casa di Davide, che, come Davide suo antenato, scaverà profondamente nello studio della Torah e si impegnerà nel rispettare le mitzvos come prescritto dalla Legge scritta e dalla Legge orale; se costringerà tutto Israele a camminare nella [via della Torah] e riparare le brecce [nella sua osservanza e nei conflitti mondiali]; e se combatterà le guerre di DIO; possiamo, con sicurezza, considerarlo il Messiah.

Se riesce in quanto detto sopra, sconfiggerà tutte le nazioni intorno a lui, costruisce il [Beis Ha] Mikdash [il Tempio di Gerusalemme] sul suo sito, e radunerà il resto disperso [del popolo d’] Israele, è sicuramente il Messiah. Egli perfezionerà quindi il mondo intero, [motivando tutte le nazioni] a servire insieme DIO, come sta scritto [Sofonia 3, 9]: “Renderò i popoli puri di linguaggio, così che tutti invocheranno il Nome di DIO e lo serviranno con un unico obiettivo”.
(Mishna Torah, Le leggi dei re e le loro guerre, Maimonide, capitolo 11, legge n. 4)

 

Il Messiah fonderà la sua riforma sull’apprendimento e sull’osservanza della Torah perchè è davvero l’unico mezzo per guidare il popolo tutto verso la felicità e la pace, perchè il Vangelo e il Corano sono fondati sulla Torah, ma a differenza delle istituzioni religiose egli lo farà rispettando la totale libertà religiosa di ognuno. Questo può avvenire solo attraverso la conoscenza del bene e del male che la Legge porta, l’accettazione degli stranieri perchè “anche voi siete stati stranieri nella terra d’Egitto”:

33 Quando qualche straniero abiterà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. 34 Tratterete lo straniero, che abita fra voi, come chi è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso; poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. Io sono il SIGNORE vostro DIO. 35 Non commettete ingiustizie nei giudizi, né con le misure di lunghezza, né con i pesi, né con le misure di capacità. 36 Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin giusto. Io sono il SIGNORE vostro DIO; Io vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto. 37 Osservate dunque tutte le Mie Leggi e tutte le Mie prescrizioni e mettetele in pratica. Io sono il SIGNORE.
(Levitico 19, 33-37)

 

Proprio così come la Torah venne data a Mosè per dimostrare il potere di DIO sugli uomini, il Messiah può essere quindi paragonato a colui che condurrà Israele fuori dall’Egitto, ovvero dalla schiavitù, verso la Terra Promessa che oggi corrisponde alla Pace nel Mondo. E per Isarele non si intende solo la tribù di Giuda, ma tutti coloro che riconosceranno DIO, e metteranno in pratica la Sua Legge (Ez 36, 24-27 ; Ger 23, 5-8). Attraverso Moshe la Torà fu rivelata in un Libro, ma attraverso il Messiah questa sarà incisa nel cuore di tutti, come guidati naturalmete dallo Spirito Santo dall’Olam Hezeh (il mondo così com’è) verso l’Olam Haba (l’era messianica che verrà), e a differenza di Moshe, entrerà nella Terra con il popolo.

Il Messia seduto alle porte di Roma

Il racconto del Talmud babilonese da un’indicazione importante su dove si troverà il Messiah:

38 R. Joshua b. Levi incontrò Elia in piedi vicino all’ingresso di R. Simeon b. La tomba di Yohai. Gli chiese: “Avrò io parte nel mondo che verrà?” Rispose: “[Sì] se questo il Maestro lo desidera”. 39 R. Joshua b. Levi disse: “Ne ho visti due, ma ho sentito la voce di un terzo”. 40 Poi gli chiese: “Quando verrà il Messiah?” “Vai e chiediglielo” fu la sua risposta. “Dov’è seduto?” “Alle porte di Roma.” 41 E per quale segno potrò riconoscerlo? “È seduto tra i poveri lebbrosi: tutti loro riuniti 42 come un solo [uomo] riuniti insieme. 43 mentre li scioglie e li rimette a posto ciascuno separatamente, [prima di trattare il successivo], pensando, se fossi desiderato, [essendo il momento della mia apparizione come Messia] non devo essere trattenuto [ulteriormente per aver dovuto fasciare una serie di piaghe]. Così andò da lui e lo salutò, dicendo: “Pace a te, Maestro e Insegnante”. Pace a te, o figlio di Levi”, rispose. Quando verrai, Maestro?” gli chiese, “Oggi”, fu la sua risposta. Al suo ritorno da Elia, quest’ultimo chiese: “Che cosa ti ha detto?” “Pace su di te, o figlio di Levi”, rispose. Elia osservò: “Così assicurò a te e a tuo padre di una parte del mondo a venire”. Mi parlò falsamente”, rispose, “affermando che sarebbe venuto oggi, ma non l’ha fatto”. Egli [Elia] gli rispose: “Questo è ciò che ti ha detto: “Oggi, se ascolterai la sua voce”. 44 I discepoli di R. José b. Kisma gli chiesero: “Quando verrà il Messia? Egli rispose: ” Io temo che voi esigiate un segno da me [che la mia risposta sia veritiera]”. Gli assicurarono: “Non chiederemo alcun segno di te”. Allora egli rispose loro: “Quando questa porta 45 cadrà a terra, sarà ricostruita, cadrà di nuovo, e sarà ricostruito di nuovo, e poi cadrà una terza volta, prima che possa essere ricostruita verrà il figlio di Davide”.

 

Quindi il Messiah nella tradizione lo troviamo “seduto alle porte di Roma”, e non a Gerusalemme (Yerushalayim), la Città Santa e luogo che molti si aspetterebbero come provenienza dell’Unto del SIGNORE. Quindi il Messia potrebbe arrivare da Roma o almeno sarà a Roma in questo preciso momento storico, e questo gli darà una conoscenza approfondita di come funziona la società romana, così come Mosè che era cresciuto in Egitto ne conosceva il suo “interno” meglio di chiunque altro. Quindi i lebbrosi e i poveri che egli guarisce sono quei credenti che si stanno smarrendo per mezzo delle dottrine umane, più politiche che spirituali, e le ferite che il Messiah curerà sono le stesse che curerà per tutte le nazioni che volontariamente riconosceranno il suo l’insegnamento. Questa sarà l’unica cura per un mondo ormai in completa rovina in cui i disatri ambientali provocati alla nostra madre terra sono solo la base di questa grande montagna da scalare, una cura e una riorganizzazione sociale che oscureranno la politica e gli Stati in quanto l’ordine e l’amore dimorerenno in ogni anima senza alcun confine geografico, etnia o religione.

Il Messiah è seduto alle porte di Roma mentre la città sta cadendo a pezzi, e proprio ad un simile epilogo sembra rispecchairsi anche un’altra vecchia e importante profezia Cristiana, quella di San Malachia (m. 1148) particolarmente interessante poiché annuncia proprio la caduta del regno dei papi coincidendo con l’era attuale di Papa Francesco:

la sede della Sacra Chiesa Romana sarà occupata da Pietro il Romano, che nutrirà le pecore attraverso molte tribolazioni, al termine delle quali la città dei sette colli [Roma] sarà distrutta e il formidabile Giudice giudicherà il suo popolo. Fine.

Il Messia e la ricostruzione del Tempio

Le tradizioni riportano che il Messiah si ergerà sulla cima del Beit HaMikdash e farà questo annuncio: “Siate umile e non temere”, infatti secondo le Scritture e molte tradizioni ebraiche, solo HaMashiach (il Messiah) potrà ricostruire il Terzo Beit HaMikdash (Tempio). L’opinione tradizionale è che HaMashiach debba costruire Beit HaMikdash (o ordinare la sua costruzione) e la maggior parte delle fonti rabbiniche, ovvero la maggior parte delle autorità ebraiche di oggi, dicono che egli apparirà al di fuori di Israele, riportando ebrei con sé nella terra Israele. Ciò è supportato dalla comprensione del gilgul neshama non solo come la via della rinascita, ma anche come il processo attraverso il quale tutte le anime Ebree ritorneranno verso Casa. Gli ebrei osservanti pregano ogni giorno che il Mashiach giungerà nei “loro giorni” e sapere questo è molto significativo perché significa che anche se il Messiah dovesse arrivare oggistesso, significherebbe riconosce lanche cha l’arrivo del crudele Haman potrebbe essere già passato, o in corso in questo momento, forse questo malvagio re è già venuto, magari durante la seconda guerra mondiale, o sotto forma della sfrenata corsa al progresso che sta annientando il pianeta con inquinamento e riscaldamento globale.

Studiando le Sacre Scritture (cioè La Bibbia Ebraica, il Vangelo e il Corano insieme a tutte le Scritture rivelate) si può ottenere una comprensione sempre più profonda delle profezie, e affrettiamo l’arrivo del Melech HaMashiach ben David (Messia figlio di Davide). Questo aiuterà non solo noi stessi, ma farà progredire il rinnovamento spirituale e la redenzione dell’intero creato.

Conclusioni

Quindi il Rabbash’s Mashiach verrà da fuori la terra d’Israele, unirà gli ebrei della diaspora e li porterà in Terra Santa, verrà da o attraverso le strutture del potere di Roma e salirà sul palcoscenico mondiale non come un Dio, ma nato e cresciuto come qualsiasi altro uomo. Può essere di origine araba o cristiana, anche se ovviamente sarà ebreo di origine. Non apparirà seduto su un cavallo bianco volante come molti cristiani si aspettano, a Roma soccorrerà le ferite dei malati, compirà grandi cose (“i frutti ensionati nel Vangelo”) e sarà accettato sia dagli ebrei che dai cristiani come il Messia e dai musulmani come l’Imam Mahdi, dagli indù come Kalki, ecc.
Il Rabbino Mashiach avrà piena conoscenza di altre culture e religioni e utilizzerà quella conoscenza per attirare tutti a sé. Questo è in armonia con il fatto che non solo gli ebrei e i cristiani lo accetteranno, ma lo saranno anche quelli di tutti i sistemi religiosi, un uomo che è profondamente informato delle religioni del mondo e che userà quella conoscenza per stabilire la pace globale sia tra le religioni che tra le nazioni.
La discendenza del Rabbino Mashiach può essere incerta, ma spiega come questa incertezza possa essere considerata una prova della sua legittimità piuttosto che negativa. Sarà un discendente di Melech David (Re Davide), con legami, forse di sangue, non solo per gli ebrei, ma sarà sicuramente considerato in una luce positiva ai totalitaristi europei. Finché la sua essenziale eredità israelitica sarà confermata e le sue azioni appariranno benefiche per gli ebrei, molti dei nostri leader politici e religiosi lo abbracceranno indubbiamente in nome della pace (shalom). Il Mashiach curerà le ferite del popolo e guarirà le loro divisioni mentre stabilirà la pace e la sicurezza nel Mondo intero. Le condizioni quindi per il suo arrivo oggi ci sono e sono evidenti, ma le uniche due cose che davvero potranno facilitare il suo arrivo rimangono solo la conoscenza e le buone opere dei credenti.

Translate into your language
Categorie
ASH’s Newsletter

Comments
All comments.
Comments

Let's stay connected...
Tu puoi fare cose che io non posso fare e anche io posso fare cose che tu non puoi fare, ma insieme possiamo fare grandi cose.