Kaddish קדיש

Il Kaddish, o Qaddish (in aramaico קדיש letteralmente santificazione – plurale Kaddishim), è una delle più antiche preghiere ebraiche. Il tema centrale del Kaddish è l’esaltazione, la magnificazione e la santificazione del Nome di DIO, proseguendo con l’augurio dell’imminente venuta del Messia (l’unto).
Le parole iniziali di questa preghiera sono ispirate dal Libro Biblico del Profeta Ezechiele al capitolo 38, 23.
Nella liturgia ebraica vengono usate differenti versioni del Kaddish funzionalmente come separatori tra sezioni del servizio.

 

1 Sia reso grande e santo il Suo grande Nome.

2 nel mondo che Egli ha creato secondo la Sua volontà;

3 Possa essere stabilito il Suo Regno,

4 possa sbocciare la Sua salvezza e il Suo Unto [Messia] essere vicino.

5 durante la vostra vita e durante i vostri giorni,

6 e durante le vite di tutta [la casa] d’Israele,

7 velocemente e molto presto! E dite: Amen.

(Kaddish)

Analisi del Testo completo

Nr. Traduzione italiana Traslitterazione Aramaico / Ebraico
1 Sia magnificato e santificato il Suo grande Nome. Yitgaddal veyitqaddash shmeh rabba יִתְגַּדַּל וְיִתְקַדַּשׁ שְׁמֵהּ רַבָּא
2 nel mondo che Egli ha creato secondo la Sua volontà Beʻalma di vra khir’uteh בְּעָלְמָא דִּי בְרָא כִרְעוּתֵהּ
3 Venga stabilito il Suo Regno veyamlikh malkhuteh וְיַמְלִיךְ מַלְכוּתֵהּ
4 e possa la Sua salvezza manifestarsi e il Suo Unto [Messia] arrivare. [veyatzmaḥ purqaneh viqarev (qetz) meshiḥeh] וְיַצְמַח פֻּרְקָנֵהּ וִיקָרֵב(קיץ) מְשִׁיחֵהּ
5 durante la vostra vita e la vostra esistenza beḥayekhon uvyomekhon בְּחַיֵּיכוֹן וּבְיוֹמֵיכוֹן
6 e durante l’esistenza di tutto il popolo d’Israele, uvḥaye dekhol [bet] yisrael וּבְחַיֵּי דְכָל [בֵּית] יִשְׂרָאֵל
7 presto e nel più breve tempo. E dite, Amen. beʻagala uvizman qariv veʼimru amen בַּעֲגָלָא וּבִזְמַן קָרִיב. וְאִמְרוּ אָמֵן
Le successive due righe sono recitate dalla congregazione e poi dal conduttore:
8 Sia il Suo grande Nome benedetto yehe shmeh rabba mevarakh יְהֵא שְׁמֵהּ רַבָּא מְבָרַךְ
9 per sempre e per tutta l’eternità. leʻalam ulʻalme ʻalmaya לְעָלַם וּלְעָלְמֵי עָלְמַיָּא
10 Lodato, glorificato, innalzato, Yitbarakh veyishtabbaḥ veyitpaar veyitromam יִתְבָּרַךְ וְיִשְׁתַּבַּח וְיִתְפָּאַר וְיִתְרוֹמַם
11 elevato, magnificato, celebrato, encomiato, veyitnasse veyithaddar veyitʻalleh veyithallal וְיִתְנַשֵּׂא וְיִתְהַדָּר וְיִתְעַלֶּה וְיִתְהַלָּל
12 sia il Nome del Santo Benedetto. Egli sia shmeh dequdsha berikh hu. שְׁמֵהּ דְקֻדְשָׁא בְּרִיךְ הוּא.
13 al di sopra di ogni benedizione, leʻella (lʻella mikkol) min kol birkhata לְעֵלָּא (לְעֵלָּא מִכָּל) מִן כָּל בִּרְכָתָא
14 canto, celebrazione, e consolazione veshirata tushbeḥata veneḥemata וְשִׁירָתָא תֻּשְׁבְּחָתָא וְנֶחֱמָתָא
15 che noi pronunciamo in questo mondo. E dite, Amen. daamiran beʻalma veʼimru amen דַּאֲמִירָן בְּעָלְמָא. וְאִמְרוּ אָמֵן
Il Kaddish breve finisce qui.
Qui il “Kaddish completo” include:
16 Possano le preghiere e le suppliche Titqabbal tzelotehon uvaʻutehon תִּתְקַבַּל צְלוֹתְהוֹן וּבָעוּתְהוֹן
17 di tutto Israele d’khol bet yisrael דְכָל בֵּית יִשְׂרָאֵל
18 essere accettate dal loro PADRE che sta in Cielo. E dite, Amen. qodam avuhon di bishmayya, vʼimru amen קֳדָם אֲבוּהוֹן דִּי בִשְׁמַיָּא וְאִמְרוּ אָמֵן
Qui il “kaddish dei rabbini” (compreso il Kaddish dopo un siyum) include:
19 Su Israele e sui nostri Maestri, sui loro allievi ʻal yisrael veʻal rabbanan veʻal talmidehon עַל יִשְׂרָאֵל וְעַל רַבָּנָן וְעַל תַּלְמִידֵיהוֹן
20 e sugli allievi dei loro allievi, v’ʻal kol talmidey talmidehon וְעַל כָּל תַּלְמִידֵי תַלְמִידֵיהוֹן.
21 che si occupano della santa Torà veʻal kol man deʻos’qin b’orayta וְעַל כָּל מָאן דְּעָסְקִין בְּאוֹרַיְתָא.
22 che si trovano in questo [santo] luogo o in qualsiasi altro luogo di b’atra [qadisha] haden vedi bekhol atar v’atar דִּי בְאַתְרָא [קַדִישָא] הָדֵין וְדִי בְּכָל אֲתַר וַאֲתַר.
23 vi sia pace abbondante y’he lehon ul’khon sh’lama rabba יְהֵא לְהוֹן וּלְכוֹן שְׁלָמָא רַבָּא
24 e grazia e pietà e misericordia e salvezza hinna v’ḥisda v’raḥamey v’ḥayye arikhe חִנָּא וְחִסְדָּא וְרַחֲמֵי וְחַיֵּי אֲרִיכֵי
25 e alimento in larghezza um’zone r’viḥe ufurqana וּמְזוֹנֵי רְוִיחֵי וּפוְּרְקָנָא
26 da parte del nostro DIO, SIGNORE del cielo e della terra; min qodam avuhon di vishmayya [v’ʼarʻa] מִן קֳדָם אֲבוּהוּן דְבִשְׁמַיָּא [וְאַרְעָא]
27 e dite, Amen. v’ʼimru amen וְאִמְרוּ אָמֵן
Tutte le varianti eccetto il Kaddish breve concludono:
28 Scenda dal cielo un’abbondante pace Yehe shelama rabba min shemayya יְהֵא שְׁלָמָה רַבָּא מִן שְׁמַיָּא,
29 ed una vita felice [ve]hayyim [tovim] [וְ]חַיִּים [טוֹבִים]
30 soddisfazione, aiuto, consolazione, rifugio, vesava vishuʻa veneḥama veshezava וְשָֹבָע וִישׁוּעָה וְנֶחָמָה וְשֵׁיזָבָה
31 guarigione, redenzione, perdono, espiazione, urfuʼa ugʼulla usliha v’khappara וּרְפוּאָה וּגְאֻלָּה וּסְלִיחָה וְכַפָּרָה,
32 sollievo e salvezza verevaḥ vehatzala וְרֵוַח וְהַצָּלָה
33 per noi e per tutto il Suo popolo [su di noi e su tutto] Israele; e dite, Amen. lanu ulkhol ʻammo [ʻalainu v’al kol] yisrael v’ʼimru amen לָנוּ וּלְכָל עַמּוֹ [עׇלֵינוּ וְעַל כׇּל] יִשְֹרָאֵל וְאִמְרוּ אָמֵן.
34  Colui che fa regnare la pace nell’alto dei cieli ʻoseh shalom bimromav עוֹשֶֹה שָׁלוֹם בִּמְרוֹמָיו,
35 nella Sua [infinita misericordia] accordi pace a noi hu [berakhamav] yaʻase shalom ʻalenu הוּא [בְּרַחֲמָיו] יַעֲשֶֹה שָׁלוֹם עָלֵינוּ,
36 e a tutta [la Sua nazione] Israele; e dite, Amen. v’ʻal kol [ammo] yisra’el, v’ʼimru amen וְעַל כָּל [עַמּוֹ] יִשְֹרָאֵל וְאִמְרוּ אָמֵן.

 

Il versetto centrale del Kaddish nella tradizione ebraica è la risposta della congregazione: in ebraico: יְהֵא שְׁמֵהּ רַבָּא מְבָרַךְ לְעָלַם וּלְעָלְמֵי עָלְמַיָּא‎ (“Sia il Suo grande Nome benedetto per tutta l’eternità.”), una dichiarazione pubblica della grandezza ed eternità di DIO. Questa risposta è una traduzione aramaica dell’ebraico “ברוך שם כבוד מלכותו לעולם ועד” (Sia benedetto il Suo Nome, e il Suo regno è per sempre), che si trova nel Targum di Gerusalemme (יְהֵא שְׁמֵיהּ רַבָּא מְבָרֵךְ לְעָלְמֵי עַלְמִין) (Genesi 49, 2 e Deuteronomio 6, 4), ed è simile al testo di Daniele 2, 20.

Il Kaddish del lutto, il Kaddish del Rabbino ed il Kaddish Completo finiscono con una supplica per la pace (“Oseh Shalom…”), che è in ebraico e somiglia al versetto biblico Giobbe 25, 2. Insieme a Shemà e Amidah, il Kaddish è uno degli elementi più importanti e centrali della liturgia ebraica.

Origini

“Il Kaddish è in origine una dossologia conclusiva di un discorso aggadico.” la maggior parte è scritto in aramaico che all’epoca della sua composizione originale era la lingua franca del popolo ebraico. Tuttavia non è composto nell’aramaico vernacolare, ma piuttosto in un “aramaico letterario gergale” usato nelle accademie ed è identico al dialetto del Targum.

La versione più antica del Kaddish si trova nel Siddur di Rav Amram Gaon (900 circa). Shira Schoenberg osserva che “la prima menzione di persone in lutto che recitano il Kaddish alla fine di un servizio liturgico è nello scritto halakhico del XIII secolo di Isaac ben Moses di Vienna, lo Or Zarua (letteralmente “Luce è seminata”). Il Kaddish in chiusura di liturgia venne designato col nome “Kaddish Yatom” o Kaddish del Lutto (letteralmente “Kaddish dell’orfano”).

Testo del Kaddish di sepoltura

Il termine “Kaddish” è spesso usato come riferimento al “Kaddish del lutto”, recitato come parte dei rituali funebri dell’ebraismo in tutti i servizi di preghiera, come anche ai funerali (all’infuori del cimitero – si veda più sotto: Kaddish ahar Hakk’vurah) e ai memoriali. La locuzione “dire Kaddish” spesso si riferisce a pronunciare rituali del lutto, le persone che “dicono Kaddish” intendono dimostrare che, nonostante la perdita, ancora lodano DIO.

Nel Kaddish della sepoltura e quello dopo un siyum secondo gli Aschenaziti, le righe 2-3 sono sostituite da:

Nr. Traduzione italiana Trascrizione Aramaico
37 Nel mondo che verrà rinnovato B’ʻal’ma d’hu ʻatid l’ithaddata בְּעָלְמָא דְהוּא עָתִיד לְאִתְחַדָּתָא
38 e in cui Egli darà vita ai morti ulʼaḥaya metaya וּלְאַחֲיָאָה מֵתַיָא
39 e li farà risorgere a vita eterna ulʼassaqa yathon l’ḥayye ʻal’ma וּלְאַסָּקָא יָתְהוֹן לְחַיֵּי עָלְמָא
40 e ricostruirà la città di Gerusalemme ul’mivne qarta dirush’lem וּלְמִבְנֵא קַרְתָּא דִירוּשְׁלֵם
41 e vi completerà il Suo Tempio uleshakhlala hekhlehh b’gavvah וּלְשַׁכְלָלָא הֵיכְלֵהּ בְּגַוַּהּ
42 ed estirperà culti stranieri dalla terra ulmeʻqar pulḥana nukhraʼa m’arʻa וּלְמֶעְקַר פֻּלְחָנָא נֻכְרָאָה מְאַרְעָא
43 e ristabilirà l’adorazione celeste al suo posto v’laʼatava pulḥana dishmayya l’ʼatreh וּלַאֲתָבָא פֻּלְחָנָא דִשְׁמַיָּא לְאַתְרֵהּ
44 e possa il Santo, che Egli sia benedetto, v’yamlikh qudsha b’rikh hu וְיַמְלִיךְ קֻדְשָׁא בְּרִיךְ הוּא
45 regnare nel Suo splendore sovrano … b’malkhuteh viqareh בְּמַלְכוּתֵהּ וִיקָרֵהּ

Recenti aggiunte a Oseh Shalom

In alcuni libri di preghiere recenti – per esempio il Machzor riformato americano – la riga 36 viene sostituita da:

36 tutto Israele, e tutti coloro che vivono sulla terra; e dite: Amen. v’al kol isra’el, v’al kol yoshvei teiveil; v’imru: Amen. וְעַל כָּל יִשְֹרָאֵל וְעַל כָּל יוֺשְׁבֵי תֵבֵל וְאִמְרוּ אָמֵן

Questo impegno ad estendere Oseh Shalom ai non ebrei sembra essere stata l’iniziativa del movimento ebraico liberale britannico nel 1967, con l’introduzione di v`al kol bnai Adam (“e su tutti i/le figli/e di Adamo”); queste parole continuano ad essere usate da alcune congregazioni nel Regno Unito. Isarele, nel Testo Biblico dopo la separazione delle 12 Tribù, è sempre riferito metaforicamente e genericamente alle Nazioni che circondavano Giuda (i Giudei), ovvero la Tribù che continuava a governare il Tempio nella Cittò Santa (ricordiamo ad esempio in Ger 23, 5-8 e Ez 36, 24-27)

Annotazioni

  • Il testo tra parentesi varia a seconda delle tradizioni personali o comunitarie.
  • (a) La congregazione risponde “amen” (אָמֵן) dopo le righe 1, 4, 7, 12, 15, 18, 27, 33, 36. Nella tradizione aschenazita, la risposta alla riga 12 è “Che Egli sia benedetto” (בְּרִיךְ הוּא b’rikh hu).
  • (b) Alla riga 1, alcuni dicono Yitgaddeyl veyitqaddeysh invece di Yitgaddal veyitqaddash, perché le radici di queste due parole sono ebraiche e non aramaiche (l’equivalente aramaico sarebbe Yitrabay veyitkadash), alcune autorità (ma non altre) sostengono che entrambe le parole dovrebbero essere rese nella pura pronuncia ebraica.
  • (c) Riga 13: nella tradizione aschenazita il ripetuto “le’ela” è usato solo durante i Dieci Giorni del Pentimento. Nella tradizione sefardita non è mai usata. Nella tradizione yemenita il testo è invariabile. La frase “le’ela le’ela” è la traduzione del Targum dell’ebraico “ma’la ma’la” (Deuteronomio 28, 43).
  • (d) Lines 4 and 30–32 are not present in the Ashkenazi tradition. “Revaḥ vehatzala” is said aloud by the congregation.
  • (e) Riga 26: alcuni ebrei sefarditi dicono malka [o maram, o mareh] di-shmaya ve-ar’a (il Re [o Signore] del Cielo e della Terra) invece di avuhon de-vi-shmaya (loro Padre in Cielo); De Sola Pool usa mara; gli ebrei portoghesi e spagnoli usano lo stesso testo degli aschenaziti.
  • (f) Durante il “Kaddish completo” alcuni includono le seguenti risposte congregazionali, che non sono considerate parte del testo:
    • Prima della riga 16, “accetta la nostra preghiera con misericordia e favore”
    • Prima della riga 28, “Che il nome di DIO sia benedetto, ora e sempre” Salmi 113, 2)
    • Prima della riga 34, “Il mio aiuto viene da DIO, che ha fatto cielo e terra” (Salmi 121, 2)
  • (g) Riga 35: “b’rahamav” è usato dai sefarditi in tutte le versioni del Kaddish; dagli aschenaziti solo nel Kaddish deRabbanan.
  • (h) Riga 36: “ammo” è usato dalla maggioranza dei sefarditi, ma non da alcuni ebrei spagnoli e porotghesi o aschenaziti.
  • (i) Riga 37 a 45: queste righe sono recitate anche dagli ebrei yemeniti come parte di ogni Kaddish DeRabbanan.
  • (z) In line 22, the bracketed word is added in the Land of Israel.
  • Nella riga 1, come annotato su (a), la congregazione risponde “Amen”, anche se la parola non è comunemente stampata in gran parte dei libri di preghiera. Questa tradizione di vecchia data e molto diffusa in verità introduce un’interruzione nel versetto, che potrebbe essere travisato, poiché la frase “conforme alla Sua volontà” apparirebbe riferentesi solo a “che Egli ha creato” invece di “Magnificato e santificato”.
  • È fatto comune che l’intera congregazione reciti le righe 8 e 9 con un conduttore, come comune è anche che la congregazione includa nella sua recita collettiva la prima parola della riga successiva (riga 10), Yitbarakh. Generalmente si crede che ciò si faccia per prevenire un’interruzione prima che la riga successiva (che inizia con Yitbarakh) venga recitata dal conduttore. Tuttavia questa inclusione di Yitbarakh non è stata sempre attuata. Maimonide e Yaakov ben Asher non la includevano nella recita della congregazione; Amram Gaon, il Gaon di Vilna e lo Shulchan Aruch la includevano.

Differenti tradizioni

Il Kaddish che viene usato nei servizi liturgici dei giorni speciali, è cantato. Esistono varie melodie a seconda delle differenti tradizioni ebraiche e nell’ambito di ciascuna tradizione la melodia può cambiare relativamente alla versione, al giorno della recitazione e anche alla posizione che ha nella liturgia stessa; molte delle persone in lutto lo recitano lentamente e contemplativamente.

Nelle sinagoghe sefardite l’intera congregazione si siede per il Kaddish, eccetto:

  • durante il Kaddish subito prima della Amidah, dove tutti stanno in piedi;
  • durante il Kaddish del Lutto, quando coloro che lo recitano stanno in piedi e tutti gli altri si siedono.

Nelle sinagoghe aschenazite, la tradizione varia. Molto comunemente, sia nelle congregazioni ortodosse, sia in quelle riformate, tutti stanno in piedi; ma in alcune sinagoghe (specialmente quelle conservatrice e chassidiche), la maggior parte degli astanti si siede. A volte viene fatta una distinzione tra le differenti forme di Kaddish, oppure ciascun fedele sta in piedi o si siede secondo la propria tradizione. Il Kaddish del Lutto nella liturgia viene spesso considerato differentemente dalle altre variazioni, come anche il Kaddish Breve prima del maftir.

Coloro che stanno in piedi recitano il Kaddish piegandosi, secondo certe pratiche, a dati passi della recitazione: di solito alla prima parola della preghiera, ad ogni Amen, al Yitbarakh, al Brikh hu e all’ultimo versetto (Oseh shalom). Allo Oseh shalom è consuetudine fare tre passi indietro (se possibile) poi inchinarsi a sinistra e poi a destra, infine in avanti, come se ci si stesse congedando dalla presenza di un re, nello stesso modo usato per la riga finale (stesse parole) della Amidah.

Requisiti del Minian

Il Masekhet Soferim (in ebraico: מסכת סופרים‎, “Trattato degli Scribi”), una composizione dell’ottavo secolo comprendente leggi ebraiche sulla preparazione dei libri sacri e delle letture pubbliche, afferma al Capitolo 10:7 che il Kaddish può essere recitato solo alla presenza di un minian (almeno 10 uomini). Mentre l’interpretazione tradizionale è che “se il kaddish vien detto in privato, allora per definizione non è kaddish,” alcune alternative sono state proposte, tra cui il Kaddish L’yachid (“Kaddish per l’individuo”), attribuito al Gaon del nono secolo Amram bar Sheshna, e l’uso della preghiera kavanah, in cui si supplica gli angeli del cielo ad unirsi alla persona orante “per comporre un minian di cielo e terra”.

Kaddish del Lutto

Il “Kaddish del Lutto” (o anche “Kaddish dell’Orfano”) viene recitato durante tutte le liturgie di preghiera e in certe altre occasioni. È scritto in aramaico. Prende la forma del Kaddish Yehe Shelama Rabba ed è tradizionalmente recitato varie volte, soprattutto verso la fine del servizio, dopo l’Aleinu e/o ai Salmi di chiusura e/o (dello Shabbat) all’Ani`im Zemirot. Dopo la morte di un genitore, figlio, coniuge, o fratello/sorella è tradizione recitare il Kaddish del Lutto in presenza della congregazione quotidianamente per trenta giorni, o undici mesi nel caso di un genitore defunto,e successivamente ad ogni anniversario della morte. La “persona in lutto” che dice il Kaddish sarà chiunque sia presente alla liturgia che abbia l’obbligo di recitare il Kaddish secondo queste regole.

Le tradizioni della recita del Kaddish del Lutto variano notevolmente tra le comunità: nelle sinagoghe sefardite, è consuetudine che le persone in lutto stiano in piedi e cantino il Kaddish insieme. Nelle sinagoghe aschenazite, la tradizione iniziale era che uno degli oranti fosse scelto a condurre la preghiera a nome di tutti gli altri, sebbene ora la maggioranza delle congregazioni abbia adottato la pratica sefardita. In molte sinagoghe riformate, l’intera congregazione recita il Kaddish del Lutto. Questo a volte avviene per ricordare quelle vittime della Shoha che non hanno nessuno che reciti in Kaddish per loro. In alcune congregazioni (specialmente quelle riformate e conservatrici), il rabbino legge una lista dei defunti che hanno l’anniversario in quel dato giorno (o che sono morti durante il mese passato) e poi chiede agli astanti di nominare coloro per i quali sono in lutto. Alcune sinagoghe cercano di moltiplicare il numero di volte che viene recitato il Kaddish, recitando per esempio un Kaddish del Lutto separato sia dopo l’Aleinu e sia dopo ogni Salmo di chiusura. Altre sinagoghe si limitano a dire un Kaddish alla fine della liturgia.

Dire il Kaddish del Lutto era di solito proibito alle donne ortodosse, ma sta ora diventando più comune che lo dicano. Nel 2013 l’organizzazione rabbinica israeliana Bet Hillel ha promulgato una sentenza halakhica che permette alle donne di dire il Kaddish in memoria dei propri genitori defunti. Ephraim Mirvis, un rabbino ortodosso che officia attualmente (2016) in qualità di Rabbino capo delle congregazioni britanniche “United Hebrew Congregations of Great Britain and the Commonwealth”, appoggia le donne ortodosse che recitano il Kaddish.

È importante sottolineare che il Kaddish del Lutto non cita affatto la morte, ma anzi loda DIO. Sebbene il Kaddish venga popolarmente menzionato come la “Preghiera Ebraica per i Morti”, tale designazione appartiene più accuratamente ad una preghiera chiamata “El malei rachamim”, che prega proprio per l’anima del defunto:

אֵל מָלֵא רַחֲמִים שׁוֹכֵן בַּמְּרוֹמִים, הַמְצֵא מְנוּחָה נְכוֹנָה עַל כַּנְפֵי הַשְּׁכִינָה בְּמַעֲלוֹת קְדוֹשִׁים וטְהוֹרִים כְּזוֹהַר הָרָקִיעַ מַזְהִירִים אֶת נִשְׁמַת פלוני בן פלוני שֶׁהָלַךְ לְעוֹלָמוֹ, בַּעֲבוּר שֶׁנָדְבוּ צְדָקָה בְּעַד הַזְכָּרַת נִשְׁמָתוֹ, לָכֵן בַּעַל הָרַחֲמִים יַסְתִּירֵהוּ בְּסֵתֶר כְּנָפָיו לְעוֹלָמִים, וְיִצְרֹר בִּצְרוֹר הַחַיִּים אֶת נִשְׁמָתוֹ, ה’ הוּא נַחֲלָתוֹ, וְיָנוּחַ בְּשָׁלוֹם עַל מִשְׁכָּבוֹ, וְנֹאמַר אָמֵן:

Dio Misericordioso nell’alto dei cieli concedi il giusto riposo sotto le ali della presenza divina tra i santi ed i puri che brillano come lo splendore del firmamento all’anima di quest/a tuo figlio/a che è andata al suo mondo per la carità ottenuta per il ricordo della sua anima. Che dunque il SIGNORE di Misericordia lo/la nasconda tra le Sue ali per sempre e avvolga la sua anima nella vita eterna. DIO sia la sua eredità, e possa riposare in pace nella Sua protezione, e diciamo: Amen.

Esistono inoltre due varianti, per chi muore in guerra e per le vittime della Shoah.


Il Kaddish diviso in parti

Kaddish Yitgadal

Venga riconosciuto grande e Santo il Nome eccelso nel mondo che Egli ha creato, e regni nel Suo dominio nella vita e nei giorni della casa di Israele, e sia tra breve, e si dica amen. Sia il Nome eccelso in eterno benedetto, esaltato, glorificato, il Nome Santo, sia benedetto. E sia al di sopra di ogni benedizione, canto, venerazione che si possa mai pronunciare, e si dica amen.

Kaddish Yatom

Una grande pace e una buona vita vengano dal Cielo su di noi e su tutto Israele, e si dica amen. Colui che creo l’armonia nel cielo, nella Sua bontà conceda pace a noi ed a tutto Israele, e si dica amen.

Kaddish Titkabal

Sia accettata con favore la preghiera del popolo di Israele dal suo PADRE e si dica amen. 

Kaddish Al Yisrael

Che ad Israele, ai suoi maestri [rabbini], ai loro discepoli ed ai discepoli dei loro discepoli, che si occupano delle Scritture Sacre, qui ed in qualsiasi altro luogo, possano avere assieme a noi pace, misericordia, clemenza, lunga vita da DIO del cielo e della terra e si dica amen.

 


Bibliografia

  • Cyrus Adler, et al. “Kaddish”, Jewish Encyclopedia, 1906, pp. 401–403
  • Jakobson, Issakhar, Netìv Binàh, Sinai, Tel Aviv, 1968, pp. 365–373
  • Levi, Eliezer, Jesodòth haTefillàh, Abraham Zioni, Tel Aviv, 1967, pp. 173–177
  • Pool, David de Sola, The Kaddish, Sivan Press, Gerusalemme, 1909, (3ª edizione, 1964)
  • Wieseltier, Leon , Kaddish, Knopf Doubleday Publishing Group, 2009

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